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Myfeudo: percentuali consegnate. Via al sondaggio!

12-03-2010

Un nuovo passo per Myfeudo: abbiamo finalmente raccolto tutte le percentuali dei tredici partecipanti e siamo in fase di imbottigliamento dei rispettivi blend nelle cantine di Feudo Principi di Butera. Dopo diverse prove, proposte, assaggi e originali analisi, gli esperti, scelti fra wine blogger, enotecari e professionisti del settore, hanno espresso e spedito la loro miscela preferita, ottenuta dall’incontro fra le campionature di Cabernet Sauvignon, Petit Verdot e Merlot. I partecipanti hanno dato sfogo alla propria competenza e fantasia, per realizzare un blend tutto personale.

Mentre proseguiamo con l’imbottigliamento, però, è tempo di decidere insieme quale sia il nome più adatto per questo nuovo vino che sta per nascere. Noi vi proponiamo tre ipotesi: la preferita sarà annunciata, in base ai vostri voti, entro due settimane. Quale nome vi piace di più? Via al sondaggio!


Gli strumenti dell’enologo 2.0

15-02-2010

Sull’ultimo numero della versione italiana della rivista Wired è stato pubblicato “Il kit perfetto” dell’enologo 2.0, un servizio, a firma di Giulia Battafarano, che mi ha divertito.

Vengono segnalati gli otto strumenti indispensabili per gli appassionati di tecnologia amanti del vino. Ne ho scelti tre, fra tutti, che mi sembrano utili per proporli anche qui.

RW52DASS. Questo frigo è una piccola cantina da appartamento, gestibile da un pannello soft-touch. Protegge i vini dai raggi UV e dalle vibrazioni e consente di impostare i ripiani con temperature diverse, oltre a garantire un monitoraggio dell’umidità nei vani. Una buona soluzione per chi non ha a disposizione una vera cantina. Si trovano maggiori informazioni su questo sito.


WICE. Si tratta di un secchiello del ghiaccio di ultima generazione. Infatti non usa proprio acqua, bensì un liquido atossico che, posto in freezer, si raffredda e rende termico tutto il contenitore. La bottiglia rimane fredda a lungo perché Wice perde la sua temperatura lentamente. Elegante ed ecologico. Qui potete visitare il sito di chi lo produce.


SO WINE. Ogni vino vuole la giusta temperatura e questo strumento, diviso in due scomparti sigillati, la può mantenere per il tempo necessario. C’è anche la possibilità, in caso una bottiglia aperta non venga finita il giorno stesso, di estrarvi l’ossigeno in modo da mantenere intatti i sapori del vino per i giorni successivi. Utile.

Segnalo infine che sempre su “Wired” di questo mese Stefano Bonilli ha firmato un articolo sulla prima formula italiana per la birra open source: qualcosa che mi ha ricordato Myfeudo, pur nella netta diversità dei progetti. Potete leggere il suo articolo online.

Un salto oltreoceano

29-01-2010

Nel 1969, quando mio padre decise di investire in vigna per avere il controllo diretto e totale della filiera (unico modo per garantire la qualità delle uve e quindi del vino) partì dal Friuli con l’idea di raggiungere le regioni a più alta vocazione vitivinicola d’Italia.
Nel 1970 acquistò la Tenuta Ca’ Bolani, nel 1979 Castello d’Albola, nel 1980 Abbazia di Monte Oliveto, nel 1985 Castello del Poggio, nel 1987 la Tenuta Il Bosco, nel 1997 Feudo Principi di Butera, nel 1999 Rocca di Montemassi e nel 2000 Masseria Altemura completando un impegno trentennale che oggi va sotto il nome di Gianni Zonin Vineyards.

Tra tutte queste tappe ne manca una, forse la sfida più grossa, una scommessa quasi folle che si chiama Barboursville Vineyards, in Virginia. Era il 1976, la “vitis vinifera” non esisteva in quello stato ed occorrevano 3 aerei ad elica per arrivarci, un viaggio infinito. Ma c’era tanta storia, e c’era la scommessa addirittura di un Presidente americano, Thomas Jefferson, che in quella terra si sarebbero potuti produrre vini di assoluta eccellenza. Il cammino è stato lungo e le sfide da vincere molto più numerose e dure del previsto, ma oggi Barboursville Vineyards rappresenta un bellissimo gioiello dentro il mondo Gianni Zonin Vineyards.
E ne sono convinto, quando dico che questa storia fantastica non si sarebbe potuta scrivere senza una persona che ha guidato per mano questa azienda, portandola dal totale anonimato (sia di nome che di qualità dei vini) alla ribalta in Virginia, nelle East Coast, ed oggi in tutti gli Stati Uniti. Sto parlando di Luca Paschina, il General Manager e Wine Maker di Barboursville, un “ragazzo” di Alba che ha trovato nuove radici al di là dell’Atlantico (Luca mi perdonerà il “ragazzo” virgolettato… ma ci prendiamo sempre in giro!).
Oggi Barboursville Vineyards e Luca Paschina sono un binomio ormai inscindibile.

Non dico altro, ho chiesto a Luca di pubblicare qualcosa sul mio blog perchè quest’anno festeggerà con noi la sua ventesima vendemmia a Barboursville Vineyards, e lunedì racconterà qui, in inglese, i suoi primi vent’anni tra quelle vigne.
Aggiungo solo una cosa: grazie di tutto Luca!

Barboursville Vineyard

Myfeudo: il primo vino open source

18-01-2010

Il 2010 è iniziato con molte novità, e come vi anticipavo ce n’è una in particolare che mi riempie di entusiasmo e che nasce proprio oggi.

Il nuovo progetto con cui inauguriamo il 2010 si chiama Myfeudo, il primo vino open source.

Da oggi troverete online il blog www.myfeudo.it dedicato al progetto, su cui si confronteranno i 13 partecipanti (e con Giacosa fanno 14!) che vi presenteremo poco per volta, invitati a creare la loro personale versione di un blend del Feudo Principi di Butera. Spero che diventerà luogo di conversazione tra me, i partecipanti, Franco Giacosa, Antonio Cufari, e tutti voi che spero seguirete le diverse fasi di questa nuova avventura.

Ho appena inaugurato Myfeudo con il primo post: se vi va di saperne di più, venite a dare un’occhiata?

Bilancio del 2009 e propositi per il 2010

22-12-2009

La fine dell’anno coincide sempre con i bilanci di quello che si conclude e i buoni propositi per quello che comincerà a breve. Il 2009 me lo ricorderò senz’altro, se non altro per la mole di lavoro che ha comportato (mi dispiace non essere stato così attivo nel mio blog come avrei voluto, ma sicuramente è un buon proposito per l’anno nuovo!): i tantissimi viaggi, i nuovi progetti in azienda, una vendemmia che darà alla luce tante novità, le numerose sperimentazioni fatte nelle nostre aziende…
Il 2009 è anche l’anno delle nostre prime attività online, impossibile non ricordare in questo spazio i momenti più significativi: la fotovendemmia, dove abbiamo spalancato le porte di alcune tenute per un tour delle vigne agli appassionati di fotografia e di vino.

Fotovendemmia 2009 Tenuta dei Principi di Butera

E la Tasting List, grazie alla quale condivido con gli enologi i vostri pareri sui nostri vini, per poterci migliorare di anno in anno: un grazie doveroso per le numerose risposte a entrambe le iniziative.

Preziosa anche la partecipazione al blog dei direttori delle Tenute che hanno sottratto un po’ del loro prezioso tempo alla vigna e alle botti per condividere la loro esperienza con tutti noi, con la speranza che contribuiranno ancor più attivamente al blog nel 2010.

E poi c’è stata la Blogfest di ottobre, in occasione della quale abbiamo premiato il Miglior Food&Wine Blog dell’anno, “Un tocco di zenzero”, con il Macchianera Blog Award; ed un grazie a Franco Giacosa ha condotto una degustazione verticale di Deliella della tenuta Feudo Principi di Butera insieme a molti giovani appassionati.

Degustazione verticale Deliella 4/10/09

Tante le intenzioni per il nuovo anno. Nonostante quello che scrivono ogni giorno i giornali, non manca l’ottimismo per superarci ancora nel 2010, per migliorare tante piccole mancanze di quest’anno. E poi ci sono le nuove idee ed i nuovi progetti, a cominciare da MyFeudo, il primo progetto di vino open source, che partirà al rientro dalle vacanze e che culminerà con un evento durante il prossimo Vinitaly. Non aggiungo altro, un velo di mistero non guasta.

A questo punto non mi resta che augurare a tutti voi, appassionati e non, di trascorrere un felice Natale con le vostre famiglie, di godervi un po’ di meritato riposo e cominciare l’anno nuovo nel migliore dei modi.
A presto!

Fotovendemmia 2009: la tenuta Castello d’Albola ai vostri occhi

05-11-2009

La fotovendemmia 2009 si è conclusa il 10 ottobre a Castello d’Albola, in Chianti. Insieme al direttore Alessandro Gallo i fotografi hanno visitato l’antica  tenuta, con le sue strutture risalenti fino al XII secolo e i suoi grandi vigneti, per seguire le fasi salienti della vendemmia.

Alessandro Bachini (qui il suo flickr) e Keruba (su flickr) sono rimasti affascinati dall’antica cantina, che hanno interpretato rispettivamente con i toni caldi della luce naturale e con un tocco deliziosamente tenebroso:

cantina del castello d'albola.

Riccardo Pastore ha realizzato un vero e proprio reportage sulla tenuta (che per intero trovate qui).

Masseria Altemura al Merano Wine Festival

29-10-2009

Conservo un bel ricordo di Merano e del suo Festival anche perchè coincide con la mia conoscenza di Gianpaolo Paglia (con il quale scambiammo tante impressioni sul mondo del vino ognuno seduto sul sedile della propria auto sulla via per Merano) ed Andrea Gori (con cui scattai qualche foto della manifestazione e già allora si distingueva il vero 2.0 munito di IPhone dal sottoscritto schiavo del proprio benedetto/maledetto Blackberry).

In occasione del Merano Wine Festival di quest’anno, che si svolgerà dal 31 ottobre al 9 novembre, sarà presente la nostra tenuta pugliese Masseria Altemura, entrata a far parte della famiglia Zonin dal 2000.

Masseria Altemura

A Merano porteremo l’Altemura di Altemura, Primitivo di Manduria DOC, che conoscete perchè era stato anche oggetto di una tasting list (qui i vostri commenti e qui la scheda tecnica), il Fiano (qui la scheda tecnica), e in anteprima l’ultimo nato di Masseria Altemura: il Rosamaro, uno spumante metodo charmat a base di uve negroamaro (qui la scheda).

A Merano per noi andrà Lorenzo: chi di voi c’è?

La prossima EWBC in Italia?

23-10-2009

Dal 30 ottobre al primo novembre a Lisbona si svolgerà la European Wine Blogger Conference, dove si discuterà di “The potential benefits and pitfalls of the relationship between bloggers and wineries”.

Noi ci saremo, è un incontro interessante e mi sembra una buona occasione per entrare in contatto e avere un confronto con la realtà internazionale di chi scrive di vino online.

Ci piacerebbe cogliere l’occasione dell’incontro a Lisbona per proporre l’Italia come location per l’EWBC dell’anno prossimo: per ospitarla, aprirei volentieri le porte della nostra sede di Casa Vinicola Zonin a Gambellara.

Se vi piace l’idea e pensate che possa essere interessante trovarci tutti in Italia il prossimo anno, vi invito a lasciare un commento a questo post, possibilmente in inglese, in modo da poter testimoniare un interesse diffuso all’organizzazione a Lisbona.

Poi vi racconto com’è andata.
Grazie a tutti e a presto.

Fotovendemmia 2009: il Feudo Principi di Butera ai vostri occhi

20-10-2009

Domenica 20 settembre Antonio Cufari, enologo e direttore di tenuta, ha aperto le porte del Feudo Principi di Butera alla Fotovendemmia 2009, ospitando appassionati e professionisti della fotografia e del buon vino per un giro fra le vigne e un’esclusiva degustazione in anteprima.

La peculiarità delle nuvole incanta il racconto per immagini di Walter Lo Cascio.


Giuseppe, Giffopa su Flickr, si è dedicato allo splendore del territorio e all’allegria dei momenti conviviali:

L’occhio professionale di Daniele Zompi coglie l’equilibrio fra natura rigogliosa, coltivazioni e architetture umane sullo sfondo di un cielo aperto e intenso:

Renzo Biondi predilige i dettagli più suggestivi nel trionfo dei colori:

Le geometrie poetiche dei filari e del vino dominano gli scatti di Geppi, freegeppi su Flickr.

Fotovendemmia 2009: Rocca di Montemassi

15-10-2009

Il direttore di tenuta Stefano Ferrante ha accolto i partecipanti alla Fotovendemmia a Rocca di Montemassi, nel cuore della Maremma, la mattina di sabato 19 settembre, guidandoli nella visita dei vigneti, della cantina progettata dall’architetto Mirko Amatori e del Museo della Civiltà Rurale.

Durante la visita, Tommaso Zannerini ha realizzato questo intenso scatto in bianco e nero, la cui nitidezza esalta la plasticità traboccante del grappolo.

È una visione della tenuta nel contesto del paesaggio, sotto la luce intensa che annuncia un temporale, ad aver colpito l’occhio di Riccardo Senis.