I grandi vini, i piccoli produttori e il mercato
17-09-2009Nel mio ultimo post dedicato al Nero d’Avola, ho ricevuto un commento interessante da parte di Paola, che è stato spunto per alcune riflessioni. Chi volesse leggere il commento lo trova qui, condivido con tutti la mia risposta.
Gentilissima Paola, grazie per quanto mi ha scritto dopo aver letto il post sul Nero d’Avola; cercherò di dare una risposta alle sue domande.
Mi ha colpito la passione per il mondo vitivinicolo che traspare, unita alla comprensibile apprensione per lo sforzo di combinare la qualità ed una certa redditività della sua azienda.
La prima osservazione riguarda il periodo in cui stiamo operando che, in generale, non è dei migliori dal punto di vista economico ed anche il settore vinicolo (pur meno penalizzato rispetto ad altri) ne subisce gli effetti. Chi come me ha vissuto per oltre 40 vendemmie ha una conoscenza diretta dei cicli negativi e positivi che storicamente si sono verificati.
Ricordo come negli anni settanta il Chianti valesse meno di un banale vino da tavola e rimanesse spesso invenduto; per non parlare del Nero d’Avola che trovava enormi difficoltà di vendita anche sfuso.
In effetti, dopo molti anni di grandi successi, i vini ed in particolare quelli toscani stanno fronteggiando una domanda di mercato piuttosto fiacca con un aumento naturale della competizione, anche di prezzo. Non fa piacere a nessuno trovarsi in situazioni difficili ma credo che proprio in questi momenti ci siano le condizioni per consistenti miglioramenti con l’attuazione di tutti quegli interventi per poter beneficiare del prossimo ciclo positivo.
La seconda osservazione è il riferimento alle difficoltà per le piccole e piccolissime aziende a raggiungere l’equilibrio costi/ricavi. E’ indubbio che costi e sforzi per districarsi in una situazione sempre più impegnativa e complicata stanno, a volte, diventando enormi per chi non è strutturato con personale specializzato.
Tuttavia le piccolissime aziende hanno vantaggi come l’investimento moderato ed il basso carico di mano d’opera fissa. Non sono vantaggi trascurabili.
Concordo sul fatto che le normative dovrebbero semplificare le attività artigianali agricole e si dovrebbero evitare ostacoli burocratici a volte molto difficili da superare.
Un aiuto per risolvere le problematiche produttive e di mercato sarebbe auspicabile poichè potrebbe consentire una migliore valorizzazione della produzione grazie anche ai molti vini dalla grande personalità e riconoscibilità.
Il consumatore, inoltre, è sempre più sensibile ai prodotti alimentari provenienti da aziende che rispettano l’ambiente e ritengo che per una azienda la conduzione integrata possa dare nel prossimo futuro buone soddisfazioni anche reddituali.
Infine sono sicuro che il Chianti ottenuto principalmente da Sangiovese con delle piccole quantità di Cannaiolo e di Colorino, possibilmente rinunciando ai vitigni internazionali, vinificato ed elevato in modo tale da esaltare la finezza, la piacevolezza e l’armonia non tarderà a farsi apprezzare distinguendosi da Sangiovesi coltivati in altre aree.
Al riguardo della scelta del Nero d’Avola “vero” non ho molti consigli da darle. In effetti essendo il vitigno a bacca rossa più coltivato in Sicilia, oggi nel mercato si trovano bottiglie provenienti da tutte le provincie ed a prezzi molto differenti. Sappiamo che il Nero d’Avola si esprime molto bene quando è coltivato in media collina e su terreni bianchi, ricchi di calcare, ma non sempre l’etichetta ci aiuta a distinguerlo.
Scegliendo un’azienda viticola in un determinato territorio, che possibilmente vinifichi e imbottigli all’origine, c’è un minor rischio di sbagliare.
Per quanto riguarda l’ultima domanda la rassicuro in quanto, pur essendo vero che le nuove norme prevedono le denominazioni distinte in IGP e DOP, è lasciato alla scelta degli imbottigliatori il mantenimento delle IGT, DOC e DOCG. Considerata la notorietà raggiunta in molti anni da queste ultime sono sicuro che molti produttori manterranno le attuali denominazioni.
Buon lavoro per la prossima vendemmia!





Mi chiamo Francesco Zonin e con questo blog vorrei condividere con voi il lavoro quotidiano, spesso sconosciuto, dietro i nostri vini e soprattutto ascoltare i vostri suggerimenti e le vostre opinioni. ...

















