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	<title>Wine is love &#187; Stefano Ferrante</title>
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	<description>Il blog di Francesco Zonin</description>
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		<title>“Mal di Maremma”</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Jul 2009 07:31:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Ferrante</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dalle nostre tenute]]></category>
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		<description><![CDATA[Chi di voi è iscritto alla tasting list di Francesco ha ricevuto da qualche giorno la bottiglia del nostro ultimo vino di Rocca di Montemassi, l&#8217;Astraio, un Viogner di cui vi ho raccontato i dettagli in un precedente post. Ho letto le prime recensioni (Gianpaolo, Pamela, Riccardo, Davide) e devo dire che le ho trovate [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chi di voi è iscritto alla tasting list di Francesco ha ricevuto da qualche giorno la bottiglia del nostro ultimo vino di Rocca di Montemassi, l&#8217;Astraio, un Viogner di cui vi ho raccontato i dettagli in un <a href="http://www.wineislove.it/il-viogner-vitigno-delle-sorprese" target="_blank">precedente post</a>. Ho letto le prime recensioni (<a href="http://comunicareilvino.it/index.php/2009/07/24/astraio/" target="_blank">Gianpaolo</a>, <a href="http://comunicareilvino.it/index.php/2009/07/24/astraio/" target="_blank">Pamela</a>, <a href="http://http://riccardopastore.wordpress.com/2009/07/27/astraio-una-scommessa-ben-riuscita/" target="_blank">Riccardo</a>, <a href="http://www.studiocru.com/post.php?post=82" target="_blank">Davide</a>) e devo dire che le ho trovate molto interessanti: il vostro parere è per me molto importante per un confronto, quindi leggerò volentieri tutto ciò che vorrete raccontarci su questo vino a cui siamo molto legati qui in Maremma.<br />
Ho pensato di rubarvi qualche altro minuto per parlarvi anche di questo <strong>territorio</strong>, che è padre del vino che avete ricevuto, e di che cosa rappresenta per me.</p>
<p>Sono nato e cresciuto a Milano, e la prima volta sono passato in queste zone un pò per caso, provenendo da Siena, ripercorrendo, senza ancora saperlo, la antica via medievale che collegava la città del Palio al suo sbocco sul mare, il porto di Talamone.<br />
<strong>Rimasi molto colpito dal colore della terra di queste zone, dal rosso vivo dovuto alla grande presenza di minerali ferrosi.</strong><br />
Poco più di un anno dopo, nel marzo del 2003,  sono tornato per fermarmi, per lavorare ad <strong>un progetto appena nato che sarebbe diventato Rocca di Montemassi, un progetto sempre in cammino, che ogni anno si arricchisce di nuove esperienze.<br />
</strong><br />
Dopo 3 anni dedicati interamente alla vigna e ai suoi grappoli, <strong>nel 2006 abbiamo finalmente inaugurato la cantina e con essa il “Museo di civiltà rurale”</strong>, un omaggio alla vita dei campi e alle tradizioni che rischiano di scomparire con il trasformarsi della nostra cultura quotidiana. Molti sono i visitatori che oggi vengono a trovarci, e chi è ritornato dopo una prima visita del 2003 ogni tanto grida al miracolo, tanto è cambiata questa azienda dal giorno in cui è entrata a far parte della famiglia Zonin.</p>
<p><strong>La Maremma è un luogo particolare, affascinante e ostile al tempo stesso.</strong> Una sensazione che ti colpisce immediatamente, una voglia di restare, la subitanea certezza di non poterne più fare a meno.<br />
Per nessun motivo in particolare e per ogni buona ragione, quasi un luogo non luogo, una categoria dello spirito.<br />
<strong>Una culla di storia e grandi civiltà</strong>, gli etruschi prima e i romani poi, <strong>una terra meravigliosa ma aspra</strong>, che per centinaia di anni ha mostrato al passante paludi e malaria, che ha celato dentro di sé, nel sottosuolo, le sue più grandi ricchezze.<br />
<strong>Una terra dimenticata, rifugio sin dall’alto medioevo di eretici, briganti e reietti.</strong></p>
<p><strong>Tutto in Maremma richiede più tempo che altrove</strong>: la terra è ricca ma dura, la gente vera ma difficile, la forza imperante e violenta della natura ti costringe a uno sforzo di umiltà e sottomissione.<br />
Così è anche per il nostro lavoro, per l’uva e per il vino.<br />
Per capire come comportarsi con una produzione maremmana ci vuole tempo, esperienza, bisogna sviluppare un comune sentire con l’ambiente che ti ospita e talvolta rinunciare alle certezze acquisite in altri luoghi, perché la vite si senta a suo agio bisogna che la terra meravigliosa e dura di queste zone si conceda pian piano all’esplorazione dei suoi nuovi ospiti, per abituarsi al sole e al vento di Maremma bisogna lasciar bruciare diversi strati di pelle, imparare a lasciarsi sferzare dal vento.</p>
<p>Credo il nostro percorso sia appena cominciato. Se avrete voglia di scoprire questo angolo incantato di Toscana, saremo qui ad aspettarvi per aprirvi le porte&#8230; Magari oggi con una punta di accento toscano!</p>
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		<title>Il Viogner, vitigno delle sorprese</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Jul 2009 07:37:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Ferrante</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dalle nostre tenute]]></category>
		<category><![CDATA[Tasting List]]></category>
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		<description><![CDATA[L’idea del Viogner è nata per la prima volta durante le lavorazioni del terreno di un bellissimo declivio esposto a nord ovest che si affaccia sul torrente “Santo”. Trenta centimetri sotto terra abbiamo infatti trovato un magnifico banco calcareo, compatto e uniforme, che ci ha suggerito l’idea di un vitigno bianco di spiccata e particolare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’idea del Viogner è nata per la prima volta durante le lavorazioni del<strong> terreno di un bellissimo declivio esposto a nord ovest che si affaccia sul torrente “Santo”</strong>. Trenta centimetri sotto terra abbiamo infatti trovato un <strong>magnifico banco calcareo</strong>, compatto e uniforme, che ci ha suggerito l’idea di un vitigno bianco di spiccata e particolare aromaticità che su tale terreno potesse esprimersi al meglio. Volevamo però un vitigno differente, inusuale, una varietà che potesse essere adatta alla Maremma, che si esaltasse in questo territorio straordinario e ne diventasse espressione unica, quasi innata.</p>
<p><strong>Maremma</strong>: un territorio di sole e di sorprese, di luce e di sale, soprattutto un territorio di vento. Una terra in cui i “vitigni del vento”, come il Syrah, avevano già dimostrato di fornire risultati straordinari e sorpendenti.</p>
<p><object width="400" height="300"><param name="flashvars" value="offsite=true&#038;lang=en-us&#038;page_show_url=%2Fphotos%2Fzonin%2Ftags%2Fmaremma%2Fshow%2F&#038;page_show_back_url=%2Fphotos%2Fzonin%2Ftags%2Fmaremma%2F&#038;user_id=29305599@N02&#038;tags=maremma&#038;jump_to=&#038;start_index="></param><param name="movie" value="http://www.flickr.com/apps/slideshow/show.swf?v=71649"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><embed type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.flickr.com/apps/slideshow/show.swf?v=71649" allowFullScreen="true" flashvars="offsite=true&#038;lang=en-us&#038;page_show_url=%2Fphotos%2Fzonin%2Ftags%2Fmaremma%2Fshow%2F&#038;page_show_back_url=%2Fphotos%2Fzonin%2Ftags%2Fmaremma%2F&#038;user_id=29305599@N02&#038;tags=maremma&#038;jump_to=&#038;start_index=" width="400" height="300"></embed></object></p>
<p>Così abbiamo pensato al <strong>Viogner</strong>, una varietà dell’alto Rodano, un altro vitigno del Vento! Un’altra scommessa da vincere.  <strong>Un vitigno che ha risposto con timidezza e parsimonia</strong>, quasi spaventato da tanta esuberanza degli elementi naturali, <strong>un vitigno che ha avuto bisogno di un pò di tempo</strong>, di un anno in più del solito per iniziare a dare i suoi frutti.<br />
Lo abbiamo atteso e non ci ha delusi. <strong>Acini</strong> piccoli,spessi,croccanti, dorati e profumati. Asciutti e sani, come il vento suggeriva. Un <strong>profumo</strong> subito straordinariamente intenso e riconoscibile, quasi uno schiaffo che ti costringeva a fermarti e a girarti attraversando la cantina.  Già in quel momento abbiamo capito di avere in mano qualcosa di particolare, di unico.<br />
Poi il tempo ci ha aiutato a svelare questo vino anche <strong>in bocca.</strong> Un connubio, un mutuo completarsi tra il vitigno e il territorio che fa apparire questa &#8220;novità&#8221; come l’espressione di una lunga e studiata tradizione. Una scommessa che vorrei perpetuare e approfondire, per chiudere quel triangolo immaginario che nella nostra famiglia, Casa Vinicola Zonin, parte dal Rodano, passa per la Virginia e si chiude nella mia Maremma.</p>
<p>So che Francesco ha mandato alla sua Tasting List una bottiglia del nostro Astraio da degustare. Sarò felice di ascoltare i vostri riscontri, positivi o negativi che siano: saranno un ottimo spunto per lo sviluppo di questa scommessa per tutti noi qui a Rocca di Montemassi.</p>
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		<title>Doppio debutto in maremma al Pellicano</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Apr 2009 09:36:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Ferrante</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mercoledì 15 Aprile abbiamo partecipato all&#8217;evento denominato &#8220;Vino e territorio&#8220;, organizzato da Tuscany&#8217;s Maremma Wine and Food.
E&#8217; stata una giornata per noi molto interessante e che ha celebrato due debutti: il nostro con il gruppo di aziende che compongono &#8220;Tuscany&#8217;s Maremma&#8221;, e soprattutto la prima uscita pubblica del nostro ultimo nato, l&#8217;Astraio 2008, primo Viognier [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mercoledì 15 Aprile abbiamo partecipato all&#8217;evento denominato &#8220;<a href="http://www.maremmawine.com/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=40%3Agrande-risultato-per-la-degustazione-al-pellicano&amp;catid=3%3Amaremma-wine-and-food&amp;Itemid=8&amp;lang=it" target="_blank">Vino e territorio</a>&#8220;, organizzato da <a href="http://www.maremmawine.com/index.php?limitstart=10&amp;lang=it" target="_blank">Tuscany&#8217;s Maremma Wine and Food</a>.<br />
E&#8217; stata una giornata per noi molto interessante e che ha celebrato <strong>due debutti</strong>: <strong>il nostro con il gruppo di aziende che compongono &#8220;Tuscany&#8217;s Maremma&#8221;</strong>, e soprattutto <strong>la prima uscita pubblica del nostro ultimo nato, l&#8217;Astraio 2008</strong>, primo Viognier in purezza di Montemassi.</p>
<p>Foto presa dall&#8217;album &#8220;<a href="http://picasaweb.google.com/maremmawine/DegustazionePellicano#" target="_blank">Degustazione Pellicano</a>&#8221; del <a href="http://picasaweb.google.com/maremmawine" target="_blank">Maremma Wine and &#8230;&#8217;s Picasa</a></p>
<p><a href="http://picasaweb.google.com/maremmawine/DegustazionePellicano#" target="_blank"><img class="alignnone size-full wp-image-495" title="pellicano-aprile-2009-maremma-wine-and-food-076" src="http://www.wineislove.it/wp-content/uploads/2009/04/pellicano-aprile-2009-maremma-wine-and-food-076.jpg" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p>La splendida giornata primaverile e la fantastica cornice di un angolo nascosto e incontaminato dell&#8217;Argentario, hanno contribuito all&#8217;<strong>ottima riuscita della gionata</strong>, cui hanno partecipato con vivo interesse molti importanti ristoratori (da <a href="http://www.dacaino.it/?Benvenuto~easyadmin:1~italiano" target="_blank">Caino di Montemerano</a> a Giannino in Versilia), importatori, addetti del settore.</p>
<p>Un clima nuovo nel panorama del vino maremmano, un bancone unico per tutti i produttori, una reale volontà di tutti di stare insieme e proporre ciò che di meglio, ed è tanto, la Maremma sa offrire.</p>
<p>In questa cornice <strong>sono stati molto interessanti i riscontri che Astraio ha ricevuto</strong>; curiosità e sorpresa, generale e convinta approvazione per la scelta di una varietà che sta dimostrando tutta la sua capacità di esprimersi al meglio in Maremma.</p>
<p><strong>Ho anche saputo da Francesco che proprio con Astraio saremo protagonisti della prossima tasting list</strong>. Allora non aggiungo altro e rimarrò in attesa dei vostri commenti.</p>
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		<title>La vendemmia in maremma &#8211; Aspettando il Sangiovese…</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Oct 2008 12:45:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Ferrante</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dalle nostre tenute]]></category>
		<category><![CDATA[Ospiti]]></category>
		<category><![CDATA[rocca di montemassi]]></category>
		<category><![CDATA[vendemmia 2008]]></category>
		<category><![CDATA[vendemmia maremma]]></category>

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		<description><![CDATA[La vendemmia, specialmente in un‘azienda giovane e in tumultuosa crescita come Rocca di Montemassi, è la raccolta dell’uva, ma anche una raccolta di emozioni e suggestioni, positive e negative, che si susseguono e si  accumulano durante un anno di lavoro, per poi trovare il loro compimento nel momento stesso in cui l’uva arriva in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>vendemmia</strong>, specialmente in un‘azienda giovane e in tumultuosa crescita come <a href="http://www.roccadimontemassi.it/home.aspx" target="_blank">Rocca di Montemassi</a>, <strong>è la raccolta dell’uva, ma anche una raccolta di emozioni e suggestioni</strong>, positive e negative, che si susseguono e si  accumulano durante un anno di lavoro, per poi trovare il loro compimento nel momento stesso in cui l’uva arriva in cantina e lo zucchero del frutto si trasforma nell’alcool del vino.</p>
<p><em>Ero timoroso prima della vendemmia 2008</em>:</p>
<p>è la mia sesta vendemmia in queste terre e mai si era presentato un simile andamento stagionale.<br />
Infatti ad un<strong> </strong>germogliamento molto anticipato e ad una fioritura incredibilmente abbondante è seguito un periodo di 45 giorni, dall’inizio di maggio alla metà di giugno, insolitamente fresco e piovoso.<br />
Tutto questo ha sì ridotto e controllato  le produzioni che la fioritura preannunciava eccessive, ma ci ha anche consegnato <strong>uno sviluppo vegetativo e un portamento della pianta assolutamente inusitato per una zona calda e asciutta come la Maremma:  piante rigogliosissime, una vegetazione inarrestabile, una copertura fogliare tipica di zone fresche del nord Italia</strong>.<br />
L’ottima estate, non esageratamente calda e con elevate escursioni termiche ha poi rimesso a posto le cose, ma <strong>la maturazione è stata generalmente tardiva e un pò lenta</strong>. Abbiamo avuto il sincero timore di non arrivare alla maturazione ottimale e di non  riuscire ad interpretare piante e uva diverse da quelle su cui abbiamo lavorato nei cinque anni precedenti.</p>
<p><em>Ero fiducioso prima della vendemmia 2008</em>:</p>
<p>una buona parte delle vigne inizia ad avere un&#8217;età tra gli otto e i dieci anni e, già dalla scorsa vendemmia, avevo notato alcuni degli inconfondibili <strong>segni di maturità delle piante</strong>, un <strong>sempre miglior equilibrio vegeto-produttivo dei vigneti</strong> e quell’<strong>adattamento al “terroir”</strong> che fa della vite una pianta unica, plastica, in un certo senso magica.</p>
<p><em>Ero curioso prima della vendemmia 2008</em>:</p>
<p>ogni anno abbiamo delle nuove vigne che danno il loro primo frutto. <strong><br />
Quest’anno, in particolare il vigneto “Selvello” ha prodotto i suoi primi grappoli di Syrah e Petit Verdot</strong>, dieci ettari di terra che mi piacciono molto e che sono sicuro daranno grandi soddisfazioni in futuro. E&#8217; strano ma nella viticoltura a volte si ha una incredibile impazienza che gli anni passino&#8230;<br />
Inoltre <strong>abbiamo prodotto il nostro primo Viognier</strong>: vitigno strano, un pò debole e molto diverso dall’autoctono Vermentino. Abbiamo avuto la pazienza di aspettare  un anno in più e ora al suo quarto anno di vita il Viognier ci ha dato la prima produzione. Una scommessa di cui, devo ammetterlo, ho anche dubitato.</p>
<p><a href="http://www.wineislove.it/wp-content/uploads/2008/10/p1010020.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-182" title="p1010020" src="http://www.wineislove.it/wp-content/uploads/2008/10/p1010020-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Il primo di settembre abbiamo finalmente iniziato a raccogliere&#8230;</p>
<p>Per prima la scommessa: il <strong>Viognier</strong>. Posso dire ora una scommessa vinta, una produzione per il momento piccola, ma molto interessante.</p>
<p>Secondo il <strong>Merlot</strong>, ancora meglio dello strepitoso 2007. Il dott. Giacosa ci aveva rassicurato a luglio dicendoci che il Merlot è un “vitigno della pioggia” e che si sarebbe avvantaggiato dell’andamento climatico dell’annata: aveva ragione!</p>
<p>Poi è arrivato un ottimo <strong>Vermentino</strong>, sempre più a suo agio in queste terre e favorito dalla grande escursione termica dell’annata.</p>
<p>E così è stata la volta del  <strong>Syrah</strong>, come sempre a mio avviso il vitigno rosso che meglio si adatta e si esprime in queste terre.</p>
<p>In coda i <strong>Cabernet Franc</strong> e <strong>Sauvignon</strong>, un pò scarsi come produzione, ma davvero promettenti come non mai in termini qualitativi.</p>
<p>Oggi stiamo  raccogliendo il <strong>Petit Verdot</strong>, in termini di uva davvero  il più buono di sempre.</p>
<p>Una ottima vendemmia finora, bagnata da un pò di pioggia, ma non troppa, con molto vento e molto fresco. Un pò tardiva per la verità, ma con un meteo che si preannuncia stabile  a lungo e che ci ha indotto ad aspettare ancora per raccogliere il <strong>Sangiovese</strong>, vitigno per noi importantissimo perché base dei nostri due vini “Focaie” e “Sassabruna”. Vitigno sempre un pò difficile da interpretare e quest’anno particolarmente restio a maturare come vorremmo.<br />
Ci siamo fermati e lo aspettiamo, convinti che arriverà.</p>
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