<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Wine is love &#187; Ospiti</title>
	<atom:link href="http://www.wineislove.it/category/ospiti/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.wineislove.it</link>
	<description>Il blog di Francesco Zonin</description>
	<lastBuildDate>Fri, 03 Feb 2012 17:01:00 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.0.4</generator>
		<item>
		<title>Vigneron Indépendant</title>
		<link>http://www.wineislove.it/vigneron-independant</link>
		<comments>http://www.wineislove.it/vigneron-independant#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 07 Dec 2010 19:17:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ospiti]]></category>
		<category><![CDATA[hp_small]]></category>
		<category><![CDATA[francia]]></category>
		<category><![CDATA[sara maternini]]></category>
		<category><![CDATA[vigneron indépendant]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.wineislove.it/?p=1081</guid>
		<description><![CDATA[Wine is love ospita oggi un post della food blogger Sara Maternini sui Vigneron Indépendant, una interessante realtà che Sara, dopo molti anni passati a girare le vigne francesci, conosce bene. L&#8217;associazione Vigneron Indépendant è uno dei fiori all&#8217;occhiello del mondo del vino francese. Coloro che fanno parte dell&#8217;associazione si impegnano in 3 principi di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Wine is love ospita oggi un post della food blogger <a href="http://www.melealforno.com" target="_blank">Sara Maternini</a> sui <strong>Vigneron Indépendant</strong>, una interessante realtà che Sara, dopo molti anni passati a girare le vigne francesci, conosce bene.</p>
<p><em><a href="http://www.flickr.com/photos/dirtys/5098017534/"><img class="alignleft size-full wp-image-1082" title=" Les mains du vigneron [scatto di Dirty S] " src="http://www.wineislove.it/wp-content/uploads/2010/12/vigneron-independant.jpg" alt="" width="280" height="186" /></a>L&#8217;associazione <strong>Vigneron Indépendant</strong> è uno dei fiori all&#8217;occhiello del mondo del vino francese. </em></p>
<p><em>Coloro che fanno parte dell&#8217;associazione si impegnano in <strong>3 principi di base</strong>:</em></p>
<p><em><strong>Métier, il mestiere</strong>: ogni vignaiolo è presente in tutte le fasi della produzione e della commercializzazione del proprio vino, dal rispetto per il terroir alla raccolta dell&#8217;uva, alla messa in bottiglia, alla commercializzazione, alla salvaguardia delle tradizioni&#8230;</em></p>
<p><em><strong>Valeurs, i valori</strong>: responsabili, appassionati e professionali, giocano un ruolo di primo piano nel loro settore, nei confronti dell&#8217;ambiente e nel rispetto dei propri clienti. </em></p>
<p><em><strong>Réseau, la rete</strong>: sono organizzati in una confederazione nazionale e delle federazioni regionali e provinciali che permettono di difendere in maniera efficace gli interessi e consolidare e sviluppare le loro attività.</em></p>
<p><em>Ogni anno l&#8217;associazione organizza il Salon des Vins des Vignerons Indépendants in alcune città francesi. </em></p>
<p><em>Per il 2011 <strong>i saloni previsti sono 6</strong>: </em></p>
<p><em>- 28-30 gennaio 2011 a Rennes<br />
- 4-6 fennraio 2011 a Lione<br />
- 18-21 febbraio 2011 a Strasburgo<br />
- 11-13 marzo 2011 a Bordeaux<br />
- 25-28 marzo 2011 a Parigi<br />
- 20-22 maggio 2011 a Nizza</em></p>
<p><em>Ma che atmosfera si respira in uno di questi saloni del vino? </em></p>
<p><em>Un qualcosa di molto molto diverso dal Vinitaly. Sono saloni mediamente piccoli, così come sono piccoli i vignaioli che espongono. <strong>Ogni vignaiolo ha il suo banco di assaggio</strong>, uguale per tutti, corredato anche di frigorifero e spazio per il proprio vino. </em></p>
<p><em>Normalmente chi avrete davanti a servirvi da bere è il produttore stesso, che con orgoglio ed emozione vi parlerà dei suoi vini, che conosce come le sue tasche, che controlla ogni giorno come stanno evolvendo in<strong> tutti i passaggi</strong>, che ama più di ogni altra cosa. Ogni salone è <strong>un&#8217;occasione unica per aggirarsi tra la Francia viticoltrice pura</strong>,  che cambia sfaccettatura e accento ad ogni banco, come i suoi rappresentanti. </em></p>
<p><em>Potete seguire l&#8217;associazione anche <a href="http://www.facebook.com/vigneronindependant" target="_blank">su Facebook</a> e <a href="http://twitter.com/vigneronindep" target="_blank">Twitter</a>.</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.wineislove.it/vigneron-independant/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Vent’anni in Virginia e il coraggio di credere</title>
		<link>http://www.wineislove.it/vent%e2%80%99anni-in-virginia-e-il-coraggio-di-credere</link>
		<comments>http://www.wineislove.it/vent%e2%80%99anni-in-virginia-e-il-coraggio-di-credere#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 18 Nov 2010 21:19:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Paschina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le tenute]]></category>
		<category><![CDATA[Ospiti]]></category>
		<category><![CDATA[anniversario]]></category>
		<category><![CDATA[barboursville]]></category>
		<category><![CDATA[gianni zonin]]></category>
		<category><![CDATA[luca paschina]]></category>
		<category><![CDATA[vendemmia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.wineislove.it/?p=1071</guid>
		<description><![CDATA[Chi avrebbe mai creduto nel 1976 che sulle colline della Virginia fosse possibile coltivare la vite e successivamente produrre vini di qualità paragonabili e anche superiori a molti vini europei? A dispetto delle critiche negative e suggerimenti di abbandonare l’idea da parte di molti, italiani e americani, un uomo ci ha creduto: Gianni Zonin. È [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1072" title="Luca Paschina alla festa dei vent'anni in vigna a Barboursville" src="http://www.wineislove.it/wp-content/uploads/2010/11/lucapaschina-blog.jpg" alt="" width="454" height="302" /></p>
<p>Chi avrebbe mai creduto<strong> nel 1976</strong> che sulle colline della Virginia fosse possibile coltivare la vite e successivamente produrre vini di qualità paragonabili e anche superiori a molti vini europei?</p>
<p>A dispetto delle critiche negative e suggerimenti di abbandonare l’idea da parte di molti, italiani e americani, <strong>un uomo ci ha creduto</strong>: Gianni Zonin. È stato poi il momento per un altro italiano &#8211; il sottoscritto &#8211; e di ricevere una telefonata, inaspettata, con la richiesta di visitare la Virginia durante la vendemmia del <strong>1990</strong>.</p>
<p>In sincerità, prima della partenza, durante un incontro con Gianni Zonin, percepii questa sua sicurezza e coraggio nell’avere scelto, senza esitazioni, la Virginia come terra da vite e vino.</p>
<p>Da quei primi stupendi tramonti di ottobre <strong>sulle Blue Ridge Mountains</strong> sono passati vent&#8217;anni e il sogno di allora, quello di rimanere in Virginia e di produrre un gran vino, si è realizzato.</p>
<p>A coronare il tutto è stata, pochi giorni fa, la presenza a Barboursville della mia famiglia, di Gianni Zonin con la sua famiglia, di autorità americane, giornalisti italiani e americani e anche tanti amici, in occasione della <strong>festa dei miei vent’anni qui in Virginia</strong>.</p>
<p>Una spettacolare giornata autunnale, un ideale abbinamento di cibo e vino nato dalle <strong>mani esperte della nostra chef Melissa Close e del nostro sommelier Alessandro Medici</strong>, la compagnia di un gruppo così speciale di persone ha scaturito emozioni intense che ho paragonato al giorno del matrimonio e della nascita dei figli.</p>
<p>In occasione della festa, in anteprima, è stato proiettato un <strong>breve documentario</strong> intitolato <a href="http://www.youtube.com/watch?v=S8V_eDBmV_4" target="_blank">&#8220;Barboursville Vineyards, fulfilling a dream&#8221; che vi invito a guardare</a> perché in modo vero esprime il nostro amore per il vino e per queste stupende colline.</p>
<p>In quella giornata così speciale ho capito che è grazie a molte delle persone presenti che ho potuto realizzare cose bellissime.</p>
<p>L’amore per la famiglia e nel mio caso per il vino non si può semplicemente ottenerere ma richiede pazienza, attenzione, passione, <strong>va coltivato e continua a crescere</strong> solo quando manteniamo un rapporto armonico con la famiglia, gli amici e i colleghi.</p>
<p>Richiestomi un giorno da un giornalista americano <strong>&#8220;how come your wines are so balanced?&#8221;</strong> risposi senza esitare: <strong>&#8220;I have a balanced life&#8221;</strong>. E per avere una vita bilanciata dobbiamo mantenere sintonia con le relazioni personali, l’ambiente, la vigna e lo spirito.</p>
<p>A tutti voi che ho finora incontrato e che siete diventati parte della mia vita: <strong>grazie di cuore</strong>.</p>
<p style="text-align: center;"><object width="640" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/S8V_eDBmV_4?fs=1&amp;hl=it_IT"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/S8V_eDBmV_4?fs=1&amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="440" height="285"></embed></object></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.wineislove.it/vent%e2%80%99anni-in-virginia-e-il-coraggio-di-credere/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Una masseria tra i monti</title>
		<link>http://www.wineislove.it/una-masseria-tra-i-monti</link>
		<comments>http://www.wineislove.it/una-masseria-tra-i-monti#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 12 Nov 2010 15:26:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ospiti]]></category>
		<category><![CDATA[bollicine]]></category>
		<category><![CDATA[Filippo Mangione]]></category>
		<category><![CDATA[masseria altemura]]></category>
		<category><![CDATA[Merano]]></category>
		<category><![CDATA[merano wine festival]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.wineislove.it/?p=1060</guid>
		<description><![CDATA[Ecco il post di Filippo Mangione sul Merano Wine Festival. Archiviata ormai la terza partecipazione consecutiva al Merano Wine Festival per Masseria Altemura, ci godiamo il rientro all’efferato mondo delle vendite di tutti i giorni rimpiangendo un po’quell’atmosfera da red carpet esclusivo che solo il Kurhaus meranese sa concedere al mondo del vino italiano. Dopo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.wineislove.it/la-20%C2%B0-vendemmia-di-luca-paschina-a-barboursville-e-il-merano-wine-festival-raccontati-da-due-ospiti">Ecco il post</a> di Filippo Mangione sul <a href="http://www.meranowinefestival.com/">Merano Wine Festival</a>.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-1062" title="Filippo Mangione" src="http://www.wineislove.it/wp-content/uploads/2010/11/filippo-mangione.jpg" alt="" width="178" height="246" /></p>
<p><em>Archiviata ormai la terza partecipazione consecutiva al <strong>Merano Wine Festival</strong></em><em> per Masseria Altemura, ci godiamo il rientro all’efferato mondo delle vendite di tutti i giorni rimpiangendo un po’quell’atmos</em><em>fera da red carpet esclusivo che solo il Kurhaus meranese sa concedere al mondo del vino italiano.</em></p>
<p><em>Dopo i tre giorni in degustazione per il Fiano del Salento 2009 in purezza e il primitivo Sasseo 2008, facciamo il punto della situazione. L’impressione a caldo è che <strong>Masseria Altemura</strong></em><em> sia pronta ad essere riconosciuta tra le realtà più rappresentative del territorio. La terza selezione consecutiva da parte del rigido comitato organizzatore del MWF, la maglia da titolare tra sole 8 aziende pugliesi, ma soprattutto le centinaia di visite al desk da parte di degustatori con il dito puntato a pagina 110 della guida ufficiale, confermano che il progetto di interpretazione del terroir rosso e sassoso di <strong>Torre Santa Susanna</strong></em><em> è ormai realizzato.</em></p>
<p><em>Per il resto, nonostante il clima tra gli operatori fosse un po’ quello di combattenti sopravvissuti rifugiatisi nella città della resistenza (domanda tra due colleghi qualsiasi: “come va?”, risposta puntuale “è una guerra”), la manifestazione ci è sembrata in salute. Anche se tra <strong>370 aziende italiane, 100 produttori intenazionali e i 35 membri dell’unione produttori di Bordeaux</strong></em><em> (oltre ai 100 artigiani gourmet di alimentare e birre) e migliaia di avventori, forse al Kurhaus non entra più nemmeno uno spillo.</em></p>
<p><em>Ma capita ancora di incontrare gente nuova, imbattersi in progetti nuovi, ancora una volta di assaggiare almeno un vino capace di emozionarti e ricordarti che è stata l’emozione a trascinarti in questo mondo. Qualche assaggio interessante quindi tra i tavoli dei vari saloni, specie per le <strong>zone emergenti</strong></em><em>.</em></p>
<p><em>Fermento verso sud: onore delle armi per il primitivo di Gianfranco Fino e come non restare coinvolti delle ambiguità vulcaniche e mediterranee del <strong>Quota 600 Etna Bianco di Graci</strong></em><em>. E il palato vola verso bianchi più settentrionali, al contest del sauvignon 2009 che conferma gemelli diversi il solo-acciaio Mantele di Nals Magreid e il Colterenzio Sudtirol Blanc elevato in parte in carati di legno.</em></p>
<p><em>Come chicca, vale la pena l’introvabile <strong>Moscato di Saracena</strong></em><em> passito della calabrese Cantine Viola. <strong>Bollicine protagoniste</strong></em><em> del momento, tra un valzer sul prosecco e un derby in franciacorta, vale il plauso ai Trento Doc di Maso Martis, realtà artigianale all’altezza dei vicini di casa più ingombranti che finalmente riceve le luci della ribalta meritate. Bravi, bravi tutti, Merano e la sua squisita ospitalità addio.</em></p>
<p><em>Ogni venditore di vino italiano dismetta il diadema da principessa Sissi indossato per un weekend e ritorni sulla cruda strada del budget per la corsa di fine d’anno.</em></p>
<p><em>Perché <strong>il vino invenduto soffre</strong></em><em> in cantina come una bella storia mai raccontata.</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.wineislove.it/una-masseria-tra-i-monti/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Twenty years in Barboursville Vineyards</title>
		<link>http://www.wineislove.it/twenty-years-in-barboursville-vineyards</link>
		<comments>http://www.wineislove.it/twenty-years-in-barboursville-vineyards#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 01 Feb 2010 08:26:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Paschina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le tenute]]></category>
		<category><![CDATA[Ospiti]]></category>
		<category><![CDATA[america]]></category>
		<category><![CDATA[barboursville]]></category>
		<category><![CDATA[luca paschina]]></category>
		<category><![CDATA[stati uniti]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
		<category><![CDATA[virginia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.wineislove.it/?p=776</guid>
		<description><![CDATA[Luca Paschina, direttore di Barboursville Vineyards, la tenuta della famiglia Zonin in Virginia, racconta per la prima volta su Wine is love la sua vita a Barboursville (qui una piccola introduzione). It can be complicated to write about twenty years of your life, especially if you try to be clever, funny or creative about it and [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Luca Paschina, direttore di <a href="http://www.barboursvillewine.com/" target="_blank">Barboursville Vineyards</a></em><em>, la tenuta della famiglia Zonin in Virginia, racconta per la prima volta su Wine is love la sua vita a Barboursville (<a href="http://www.wineislove.it/un-salto-oltreoceano" target="_blank">qui una piccola introduzione</a></em><em>). </em></p>
<p>It can be complicated to write about twenty years of your life, especially if you try to be clever, funny or creative about it and then more likely you will be distorting it.</p>
<p>I believe instead in writing about it in a truthful way, as it naturally flows from my heart and memory.</p>
<p>I arrived in Virginia <strong>in the summer of 1990</strong> with the mission of consulting the Zonin Family for a 3 month period. That particular harvest, my first here, coincidentally was recently described by the few seasoned local vintners as one of the worst in the past three decades.<br />
I still concur that 1990 was a vintage to forget and yet back then I had a sense that Virginia and especially this site had a much greater potential that needed to be better understood, nurtured and brought to life.</p>
<p>It was during a beautiful mid October evening, on the eve of my return to Italy, that I clearly had a calling and a wish to return and implement the needed changes to allow this wine estate to shine with its true colors and potential.</p>
<p>Virginia intrigued me not just for the wine potential but as well for <strong>the richness of the landscape</strong>, amazing native brook trout fly-fishing stream,<strong> history</strong> and <strong>the kindness of the people</strong>.</p>
<p>I was painlessly hooked.</p>
<p>A few days later upon my return to Italy I spent an afternoon sharing my findings and suggestions with founder Gianni Zonin about the winemaking, and  grape growing tactics needed in Virginia.<br />
This was a <strong>very important meeting</strong> because it allowed me to understand that he was the kind of person I would gladly work with, since his principles and goals were something my father would have shared and required from me as a young winemaker.  Furthermore meeting all of the many family members involved in the wine estate, Casa Vinicola Zonin, gave me a sense that I was not engaged and sent by only one man, instead by a whole family.</p>
<p>Shortly after that meeting I returned to Virginia and I recall spending almost the entire winter in the vineyards pruning the vines of Barboursville. It was very inspiring and gave me a time to process a lot of thoughts about my present and dreams about the future here <strong>in this new home </strong>called Virginia.</p>
<p>The plan laid out in Italy with Mr. Gianni Zonin required a <strong>drastic introduction of new techniques, yet inspired by tradition</strong>, of planting, spacing the vines, pruning, fertilization, defoliation, all of them so new to Virginia that we even received benevolent, yet negative criticism from some skeptical grape-growers.</p>
<p>Like a young and vigorous vine I was fully involved mentally and physically with all of the aspects of this vibrant activity, growing, fermenting, bottling, selling and promoting.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.flickr.com/photos/zonin/2898663670/in/set-72157607052972982/" target="_blank"><img class="aligncenter size-full wp-image-784" title="barboursville" src="http://www.wineislove.it/wp-content/uploads/2010/01/barboursville.jpg" alt="" width="430" height="287" /></a></p>
<p>It was promoting and sharing the wine that gave me<strong> an opportunity to meet a lot of people</strong>, understand their taste for wine, meet with local chefs, and ultimately have the pleasure to meet Patricia, who later became my wonderful wife.</p>
<p>As the years and vintages followed with them arrived children, the first important national and international wine awards, the comforting and so enjoyable and frequent visits from my parents and the Zonin family and of course along came some challenges which were all overcome by using the increasing patience, wisdom and finding the right and skilled people to help for the growth of this place.</p>
<p>Still, the most important thing we had to create was <strong>the style of the wine</strong> and <strong>to express the flavor of this estate</strong>.</p>
<p>For the style, instead of growing what the market wanted to drink, we chose to plant several varietals of grapes and then allowed the land and the climate to shape them, and this is how we learned to concentrate mainly on pinot grigio, viognier, cabernet franc, nebbiolo and a Bordeaux blend Octagon.<br />
The use of traditional wine practices was then simply applied resulting in wines that truly could shine with food at the table. Still today, at home with food or at <strong>our Palladio restaurant</strong> is where I can better understand the wines of Barboursville.</p>
<p>For the flavor of the estate we simply had to carefully build new structures that fit and respected the territory and the architectural tradition. Furthermore we carefully maintained the existing historic buildings on the estate and brought back to life the original and ancient gardens.<br />
This has been the inspiring approach of the Zonin Family in shaping all of their nine wine estates for several decades in Italy, respect for the territory, local traditions and <strong>love for the land, the wine and culinary arts</strong>.</p>
<p>With the creation of our Palladio Restaurant and the reopening to guests of the historic Inn I truly believe that now anybody can come and essentially breathe, see, taste and feel the flavors, shapes, colors, sounds and emotions that this place is all about.</p>
<p>Thank you, to all of you who have been part of this<strong> twenty years</strong>, visitors, family, friends, colleagues.</p>
<p>You all have been and are part of this wonderful, still growing dream called life.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.wineislove.it/twenty-years-in-barboursville-vineyards/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Un salto oltreoceano</title>
		<link>http://www.wineislove.it/un-salto-oltreoceano</link>
		<comments>http://www.wineislove.it/un-salto-oltreoceano#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 29 Jan 2010 10:13:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le tenute]]></category>
		<category><![CDATA[Ospiti]]></category>
		<category><![CDATA[barboursville]]></category>
		<category><![CDATA[luca paschina]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
		<category><![CDATA[virginia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.wineislove.it/?p=772</guid>
		<description><![CDATA[Nel 1969, quando mio padre decise di investire in vigna per avere il controllo diretto e totale della filiera (unico modo per garantire la qualità delle uve e quindi del vino) partì dal Friuli con l&#8217;idea di raggiungere le regioni a più alta vocazione vitivinicola d&#8217;Italia. Nel 1970 acquistò la Tenuta Ca&#8217; Bolani, nel 1979 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 1969, quando <strong>mio padre</strong> decise di investire in vigna per avere il controllo diretto e totale della filiera (unico modo per garantire la qualità delle uve e quindi del vino) partì dal Friuli con l&#8217;idea di raggiungere le regioni a più alta vocazione vitivinicola d&#8217;Italia.<br />
Nel 1970 acquistò la Tenuta Ca&#8217; Bolani, nel 1979 Castello d&#8217;Albola, nel 1980 Abbazia di Monte Oliveto, nel 1985 Castello del Poggio, nel 1987 la Tenuta Il Bosco, nel 1997 Feudo Principi di Butera, nel 1999 Rocca di Montemassi e nel 2000 Masseria Altemura completando un <strong>impegno trentennale</strong> che oggi va sotto il nome di <a href="http://www.giannizoninvineyards.it/" target="_blank">Gianni Zonin Vineyards</a>.</p>
<p>Tra tutte queste tappe ne manca una, forse la <strong>sfida più grossa</strong>, una scommessa quasi folle che si chiama <a href="http://www.barboursvillewine.net/wine/" target="_blank">Barboursville Vineyards</a>, in Virginia. Era il 1976, la &#8220;vitis vinifera&#8221; non esisteva in quello stato ed occorrevano 3 aerei ad elica per arrivarci, un viaggio infinito. Ma c&#8217;era tanta storia, e c&#8217;era la scommessa addirittura di un Presidente americano, <strong>Thomas Jefferson</strong>, che in quella terra si sarebbero potuti produrre vini di assoluta eccellenza. Il cammino è stato lungo e le sfide da vincere molto più numerose e dure del previsto, ma oggi Barboursville Vineyards rappresenta un <strong>bellissimo gioiello </strong>dentro il mondo Gianni Zonin Vineyards.<br />
E ne sono convinto, quando dico che questa storia fantastica non si sarebbe potuta scrivere senza una persona che ha guidato per mano questa azienda, portandola dal totale anonimato (sia di nome che di qualità dei vini) alla ribalta in Virginia, nelle East Coast, ed oggi in tutti gli Stati Uniti. Sto parlando di <strong>Luca Paschina</strong>, il General Manager e Wine Maker di Barboursville, un &#8220;ragazzo&#8221; di Alba che ha trovato nuove radici al di là dell&#8217;Atlantico (Luca mi perdonerà il &#8220;ragazzo&#8221; virgolettato&#8230; ma ci prendiamo sempre in giro!).<br />
Oggi Barboursville Vineyards e Luca Paschina sono un binomio ormai inscindibile.</p>
<p>Non dico altro, ho chiesto a Luca di pubblicare qualcosa sul mio blog perchè quest&#8217;anno festeggerà con noi la sua ventesima vendemmia a Barboursville Vineyards, e lunedì racconterà qui, in inglese, i suoi primi vent&#8217;anni tra quelle vigne.<br />
Aggiungo solo una cosa: grazie di tutto Luca!</p>
<p><a title="Barboursville Vineyard by Album di Francesco Zonin, on Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/zonin/2817898734/"><img src="http://farm4.static.flickr.com/3027/2817898734_06c9e664b0.jpg" alt="Barboursville Vineyard" width="500" height="404" /></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.wineislove.it/un-salto-oltreoceano/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Ho visto (ri)nascere il Nero d&#8217;Avola</title>
		<link>http://www.wineislove.it/ho-visto-rinascere-il-nero-davola</link>
		<comments>http://www.wineislove.it/ho-visto-rinascere-il-nero-davola#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 17 Nov 2008 14:14:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Giacosa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ospiti]]></category>
		<category><![CDATA[deliella]]></category>
		<category><![CDATA[franco giacosa]]></category>
		<category><![CDATA[nero d'avola]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.wineislove.it/?p=304</guid>
		<description><![CDATA[Una domenica di sole mi ha accolto a Catania nell&#8217;incredibile cornice del Monastero dei Benedettini, per l&#8217;occasione teatro di grande suggestione per celebrare la sommellerie e il vino siciliano. Camminare per i chiostri, scoprire i meandri più nascosti del complesso, perdersi tra i tanti dettagli testimoni di una storia secolare dedicata alla preghiera e al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Una domenica di sole mi ha accolto a Catania </strong>nell&#8217;incredibile cornice del Monastero dei Benedettini, per l&#8217;occasione teatro di grande suggestione per celebrare la sommellerie e il vino siciliano.<br />
Camminare per i chiostri, scoprire i meandri più nascosti del complesso, perdersi tra i tanti dettagli testimoni di una storia secolare dedicata alla preghiera e al lavoro proprio di quei monaci che mentre il medioevo distruggeva la coltura stessa della vite, tramandavano e consacravano l’arte e la maestria di fare vino.</p>
<p><span id="more-304"></span></p>
<p><strong>E&#8217; stato un piacere e un&#8217;emozione, di fronte a così tanti sommeliers preparati, guidare la degustazione ispirata al Nero d’Avola</strong>, un vitigno a cui mi sento molto legato e che tanto mi porta indietro tra i ricordi.<br />
Frammenti degli ultimi quarant&#8217;anni di vino siciliano, da quando <strong>nel 1968 per la prima volta mi avvicinai a questa varietà all&#8217;epoca quasi sconosciuta, in un&#8217;enologia siciliana che trovava dignità a Marsala e a tratti sulle pendici dell&#8217;Etna e poco più</strong>.<br />
Anni trascorsi a scoprire in ogni angolo di Sicilia le molteplici attitudini del Nero d’Avola, i diversi contesti in cui si ambientava e le diverse forme che riusciva a imprimere al vino.<br />
Ricordo le terre in cui quasi solamente il mandorlo riusciva a proliferare, tanto estreme erano le condizioni climatiche e di terreno.<br />
<strong>E invece era proprio lì che il Nero d’Avola, notoriamente varietà vigorosa, calmava il suo impeto per impegnarsi su una maturazione complessa capace di regalarci vini potenti ed eleganti nello stesso tempo</strong>. Appena cominciato ad applicare un’enologia corretta, anche se elementare, i risultati qualitativi non sono mancati. Grazie anche a una viticoltura tradizionale in cui era molto diffuso un alberello che naturalmente conferiva bassa resa con uve sane e di qualità.</p>
<p><strong>Negli anni settanta mi imposi perché accanto al termine Calabrese proprio il nome Nero d’Avola venisse ammesso come sinonimo nel registro Nazionale delle Varietà di Vite</strong> per indicare questa cultivar che avrebbe dettato la più esplosiva moda nel gusto del nuovo millennio.</p>
<p>Le grandi emozioni arrivarono<strong> negli anni ottanta</strong>, con gli <strong>straordinari risultati delle prime esperienze di affinamento in barrique di quel Nero d’Avola </strong>che dimostrava di avere struttura adeguata per un affinamento importante. Le barriques ai tempi erano sconosciute in Sicilia nell’accezione francese del termine, ma in effetti non erano nient’altro che i tradizionali caratelli che da secoli avevano trasportato il vino siciliano nel mondo.<br />
Scoprimmo un vino dai tannini di seta, finissimi, capaci di dare corpo al tono fruttato del vino e quindi portare a quell’armonia che in molti come me reputano essere l’unico vero parametro di eccellenza di un vino.<br />
Grandioso il Nero d’Avola, per di più in virtù di quell’acidità congenita che non lesina mai in freschezza ed eleganza, garantendo struttura al vino e in espressioni a tratti di raffinata potenza.</p>
<p><strong>Nel 1997</strong> poi, <strong>sono riuscito a coronare uno dei miei sogni: far nascere la mia idea di Nero d’Avola, partendo dalla selezione stessa della zona, della vigna, dei cloni, del sesto d’impianto, dell’affinamento</strong>. Con l’aiuto del dott. Gianni Zonin, che mi ha supportato in questa mia visione, oggi quell’idea ha un nome: Deliella. Sono personalmente entusiasta che questo mio sogno  si sia realizzato, ma ancor più che sia condiviso da tanti appassionati del buon bere che confermano ogni giorno la bontà di quel che è nato esattamente quarant’anni fa. Sul piano qualitativo sono sicuro il Nero d’Avola possa ancora raggiungere traguardi impensabili, ma a condizione di venire poi valorizzato correttamente sul mercato, e per questo ringrazio l’associazione dei sommeliers per quanto ha fatto sinora e per quello che farà.</p>
<p><a href="http://www.wineislove.it/tasting-list/index.html" target="_blank"><img class="alignnone size-full wp-image-315" title="banner-finepost1" src="http://www.wineislove.it/wp-content/uploads/2008/11/banner-finepost1.png" alt="" width="497" height="50" /></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.wineislove.it/ho-visto-rinascere-il-nero-davola/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

