Archivio per la categoria ‘Ospiti’

Quelli che il Chianti classico

19-11-2008

La vendemmia ad Albola è sempre una questione di pazienza…
Pazienza nell’aspettare il momento giusto per la raccolta che quest’anno è stata come ai vecchi tempi, nel mese di ottobre. C’è voluto coraggio e l’attesa ci ha premiato: uve mature e sane e la prospettiva di un vino di grande personalità. E’ la mia quarta vendemmia a Castello d’Albola, e posso dire con tutta franchezza che quest’anno comincio a capire molto meglio le “mie” vigne.

Il Sangiovese, viste le condizioni pedoclimatiche quasi di frontiera con impianti fino a 600 metri sul livello del mare e con terreni molto poveri e sassosi, in questa zona dà origine a vini di grande eleganza e classe, dalla struttura agile e piacevole. Il dottor Giacosa è solito dire che la vigna, quando coltivata al limite, dà la massima espressione di se. Beh, qui ci siamo molto vicini.

Abbiamo cominciato la vendemmia con lo Chardonnay, ben maturo e che beneficia della nostra altitudine (e che non vedrà legno) e abbiamo terminato giorni fa con l’ultimo filare di Cabernet Sauvignon che andrà nell’assemblaggio del nostro Acciaiolo.

Oggi piove, ma per fortuna è tutto in cantina ormai. Non ci rimane che stappare un’ottima bottiglia di Chianti Classico da abbinare con lo storico piatto presente su tutte le tavole chiantigiane in questo periodo dell’anno: la ribollita. Ci permettiamo di suggerirvi la versione della Giuliana, la cuoca (da sempre) di Castello d’Albola. E se ve lo suggerisce un piemontese…

Ribollita di Giuliana (da preparare il giorno prima)

Ingredienti per 4 persone:

  • 400 gr. Fagioli cannellini
  • Foglie di cavolo nero
  • 2 coste di sedano
  • 2 carote
  • Mezza cipolla
  • Pomodori pelati
  • Prezzemolo
  • Sale q.b.
  • Pane toscano raffermo
  • Olio extra vergine d’oliva

Lessare i fagioli.
Pulire il cavolo nero e le altre verdure e tagliare il tutto a pezzetti.
Mettere le verdure in un coccio di terracotta, salare e far stufare lentamente con un pò d’acqua e 2/3 pomodori pelati.
Passare una parte dei fagioli e aggiungere la purea così ottenuta al misto di verdure.
Far cuocere per circa 1 ora e 30 minuti e verso fine cottura aggiungere i fagioli lessati interi.
Affettare il pane toscano, adagiare quindi le fette in una pirofila versando sopra la zuppa di verdure e lasciare riposare per alcune ore, meglio una notte.
Mettere l’olio in una padella, fare scaldare bene e farvi saltare la zuppa ottenuta.
Impiattare, aggiungere un pò d’olio “novo” toscano, una macinata di pepe ed il piatto è pronto.

N.B. Sicuramente non vi verrà uguale a quella di Giuliana, perchè i segreti in cucina non si svelano mai fino in fondo, comunque vale la pena provare! E non dimenticate: A chi un beve i’vino, Iddio gli neghi anche l’acqua!

Ho visto (ri)nascere il Nero d’Avola

17-11-2008

Una domenica di sole mi ha accolto a Catania nell’incredibile cornice del Monastero dei Benedettini, per l’occasione teatro di grande suggestione per celebrare la sommellerie e il vino siciliano.
Camminare per i chiostri, scoprire i meandri più nascosti del complesso, perdersi tra i tanti dettagli testimoni di una storia secolare dedicata alla preghiera e al lavoro proprio di quei monaci che mentre il medioevo distruggeva la coltura stessa della vite, tramandavano e consacravano l’arte e la maestria di fare vino.

(continua…)

Pinot Nero: il Pinò Club e l’Oltrepò Pavese

10-11-2008

(continua da qui)

Grazie all’iniziativa di due donne del vino, imprenditrici di due aziende che dalla nascita hanno puntato sul Pinot Nero, è nata l’Associazione Produttori di Pinot Nero dell’Oltrepò Pavese.
Le aziende associate sono sei: Conte Vistarino, Frecciarossa, La Versa, Marchese Adorno, Tenuta Il Bosco e Tenuta Mazzolino. Recentemente ci siamo presentati a Milano, e devo dire che l’interesse che abbiamo suscitato è stato notevole.

Siamo sei aziende che non hanno altro in comune che la serietà e la passione per il Pinot Nero.

(continua…)

Pinot Nero, l’imprevedibile

06-11-2008

(continua da qui)

E le attenzioni che richiede il Pinot Nero non sono finite…

Anche durante l’élevage, il vino cambia al cambiar delle stagioni, offrendosi alla degustazioni in modo altalenante, a volte “aperto” a volte “chiuso”, sino all’affinamento in bottiglia, che è parte integrante e fondamentale del processo produttivo. Un vino che degustato mesi prima era armonioso, con aromi e tannini ben espressi ed equilibrati, in altro momento risulterà sgraziato, magari con qualche profumo sgradevole o con tannini spigolosi.

(continua…)

Pinot Nero, l’enfant terrible

31-10-2008

Nel mondo esistono alcuni vitigni che, più degli altri, sono per gli addetti e gli appassionati fonte di studio, confronto, grandi discussioni ed emozioni.
Io ho la fortuna di coltivare e vinificare alcuni tra questi: il Nebbiolo (in un piccolo vigneto famigliare), il Riesling e il Pinot Nero, di cui vi parlerò oggi.

(continua…)

La vendemmia in maremma – Aspettando il Sangiovese…

13-10-2008

La vendemmia, specialmente in un‘azienda giovane e in tumultuosa crescita come Rocca di Montemassi, è la raccolta dell’uva, ma anche una raccolta di emozioni e suggestioni, positive e negative, che si susseguono e si accumulano durante un anno di lavoro, per poi trovare il loro compimento nel momento stesso in cui l’uva arriva in cantina e lo zucchero del frutto si trasforma nell’alcool del vino.

Ero timoroso prima della vendemmia 2008:

è la mia sesta vendemmia in queste terre e mai si era presentato un simile andamento stagionale.
Infatti ad un germogliamento molto anticipato e ad una fioritura incredibilmente abbondante è seguito un periodo di 45 giorni, dall’inizio di maggio alla metà di giugno, insolitamente fresco e piovoso.
Tutto questo ha sì ridotto e controllato le produzioni che la fioritura preannunciava eccessive, ma ci ha anche consegnato uno sviluppo vegetativo e un portamento della pianta assolutamente inusitato per una zona calda e asciutta come la Maremma: piante rigogliosissime, una vegetazione inarrestabile, una copertura fogliare tipica di zone fresche del nord Italia.
L’ottima estate, non esageratamente calda e con elevate escursioni termiche ha poi rimesso a posto le cose, ma la maturazione è stata generalmente tardiva e un pò lenta. Abbiamo avuto il sincero timore di non arrivare alla maturazione ottimale e di non riuscire ad interpretare piante e uva diverse da quelle su cui abbiamo lavorato nei cinque anni precedenti.

Ero fiducioso prima della vendemmia 2008:

una buona parte delle vigne inizia ad avere un’età tra gli otto e i dieci anni e, già dalla scorsa vendemmia, avevo notato alcuni degli inconfondibili segni di maturità delle piante, un sempre miglior equilibrio vegeto-produttivo dei vigneti e quell’adattamento al “terroir” che fa della vite una pianta unica, plastica, in un certo senso magica.

Ero curioso prima della vendemmia 2008:

ogni anno abbiamo delle nuove vigne che danno il loro primo frutto.
Quest’anno, in particolare il vigneto “Selvello” ha prodotto i suoi primi grappoli di Syrah e Petit Verdot
, dieci ettari di terra che mi piacciono molto e che sono sicuro daranno grandi soddisfazioni in futuro. E’ strano ma nella viticoltura a volte si ha una incredibile impazienza che gli anni passino…
Inoltre abbiamo prodotto il nostro primo Viognier: vitigno strano, un pò debole e molto diverso dall’autoctono Vermentino. Abbiamo avuto la pazienza di aspettare un anno in più e ora al suo quarto anno di vita il Viognier ci ha dato la prima produzione. Una scommessa di cui, devo ammetterlo, ho anche dubitato.

Il primo di settembre abbiamo finalmente iniziato a raccogliere…

Per prima la scommessa: il Viognier. Posso dire ora una scommessa vinta, una produzione per il momento piccola, ma molto interessante.

Secondo il Merlot, ancora meglio dello strepitoso 2007. Il dott. Giacosa ci aveva rassicurato a luglio dicendoci che il Merlot è un “vitigno della pioggia” e che si sarebbe avvantaggiato dell’andamento climatico dell’annata: aveva ragione!

Poi è arrivato un ottimo Vermentino, sempre più a suo agio in queste terre e favorito dalla grande escursione termica dell’annata.

E così è stata la volta del Syrah, come sempre a mio avviso il vitigno rosso che meglio si adatta e si esprime in queste terre.

In coda i Cabernet Franc e Sauvignon, un pò scarsi come produzione, ma davvero promettenti come non mai in termini qualitativi.

Oggi stiamo raccogliendo il Petit Verdot, in termini di uva davvero il più buono di sempre.

Una ottima vendemmia finora, bagnata da un pò di pioggia, ma non troppa, con molto vento e molto fresco. Un pò tardiva per la verità, ma con un meteo che si preannuncia stabile a lungo e che ci ha indotto ad aspettare ancora per raccogliere il Sangiovese, vitigno per noi importantissimo perché base dei nostri due vini “Focaie” e “Sassabruna”. Vitigno sempre un pò difficile da interpretare e quest’anno particolarmente restio a maturare come vorremmo.
Ci siamo fermati e lo aspettiamo, convinti che arriverà.

La Vendemmia al Feudo Principi di Butera 2008

10-10-2008

Mi unisco volentieri ai miei “colleghi” delle altre tenute su questo blog. Anche quest’anno siamo stati i primi a finire la vendemmia. Al Feudo Principi di Butera, infatti, si è chiusa il primo ottobre ed è stata più che positiva!

Abbiamo cominciato con la raccolta delle uve Chardonnay il 25 agosto, con un leggero ritardo di una settimana rispetto alla stagione precedente, dovuto anche al fatto che abbiamo avuto, durante l’estate, temperature non troppo elevate ed una buona escursione termica tra il giorno e la notte.

Dopo alcuni giorni si è continuato con i rossi Syrah e Merlot, che si stanno caratterizzando per il contenuto elevato di polifenoli e per gli intensi profumi di frutta rossa fresca.
Dopo una pausa di circa 10-15 giorni abbiamo ricominciato con la vendemmia dell’Insolia che, appena ultimata la fermentazione, ci sta regalando dei profumi molto espressivi.
Abbiamo poi proseguito con il Cabernet Sauvignon e il Nero d’Avola; anche in questi ultimi notiamo un alto tasso di polifenoli ed un’ottima struttura, premessa fondamentale per avere grandi risultati in cantina (speriamo di non commettere errori!).

Grazie al leggero ritardo della vendemmia per tutte le varietà, possiamo dire che la lenta ma ottima maturazione di tutte le uve ha contribuito a creare un perfetto equilibrio tra acidità e zuccheri.
Attualmente tutti i vini, tranne il Cabernet Sauvignon vendemmiato il primo ottobre, hanno già concluso la fermentazione alcolica.
Il 30 % dello Chardonnay riposa già in semi-tonneaux da 350 litri per continuare il processo di maturazione. Il restante 70 % di Chardonnay, così come l’Insolia, si trova insieme ai lieviti, e cioè nella fase del “sur-lies”. Per i rossi, invece, si aspetta ancora la fermentazione malolattica, prima di travasarli nelle botti di legno per la maturazione.

Per ora è tutto, spero di aggiornarvi con notizie ancora migliori.

Vendemmia 2008 a Cà Bolani: approfondimento

07-10-2008

Il 2008 è partito bene, una cacciata regolare ad aprile (rispetto all’anno scorso, molto anticipata) e molto buona, faceva ben sperare. Purtroppo, o per fortuna, la pioggia durante la fioritura ha fatto quello che la natura fa da secoli, da sola: ha ridotto la produzione abbondante della cacciata primaverile. Tutto poi è proseguito bene, e grazie al magnifico sole delle ultime settimane siamo riusciti ad ottenere una produzione sana ed equilibrata. E da una iniziale stima al ribasso di circa il 10% della produzione, oggi pensiamo di chiudere quasi a livello dell’anno precedente.

Abbiamo appena terminato la raccolta delle uve bianche mentre gran parte delle uve rosse sono ancora sulla pianta. Per ora osserviamo uve rosse con buona gradazione ma non perfetta maturità fenolica (buona acidità, ma il colore è ancora un punto di domanda). Abbiamo terminato la raccolta del Merlot con buoni risultati, mentre rimangono ancora da vendemmiare il Cabernet Franc, il Cabernet Sauvignon e il Refosco dal Peduncolo Rosso.

Probabilmente vendemmieremo il Cabernet Sauvignon dopo il 20 ottobre, una vera rarità, non era mai successo prima! Il Refosco, invece, sconta un’invaiatura non uniforme ma che sta man mano migliorando. Credo cominceremo la raccolta la prossima settimana (lo scorso anno avevamo già pigiato!). Magari vi terrò aggiornati, ci tengo particolarmente.

Capitolo a parte per le uve bianche aromatiche. Qui il giudizio di tutti i collaboratori della Tenuta Ca’ Bolani è molto positivo, abbiamo raccolto uve con ottimi profumi e aromi e con una gradazione leggermente inferiore alla media. Mediamente una produzione in linea con lo scorso anno, fatta eccezione per il Traminer, grande protagonista qui ad Aquileia, e il Sauvignon Blanc (ma le uve hanno maggiori cariche aromatiche e ben bilanciate). Siamo entusiasti anche del Friulano, che grazie all’escursione termica soprattutto del mese di settembre (con minime molto basse) ha dato grandi risultati al naso.

Adesso dobbiamo solamente cercare di non rovinare in cantina quanto di buono abbiamo fatto per un anno in vigna!

Vi presento i direttori delle nostre tenute

01-10-2008

Ho la fortuna di lavorare all’interno di  un’osservatorio privilegiato con una finestra aperta in 7 regioni. E il momento della vendemmia accentua ancor di più questo mio privilegio. In questi giorni e queste notti stiamo vendemmiando in 10 denominazioni d’origine diverse, ognuna con le proprie peculiarita. Per questo ho chiesto a ogni direttore di contribuire con un post personale per darci un’idea di cosa sia successo e di cosa stia succedendo nelle diverse Tenute.

Marco Rabino, direttore ed enologo della Tenuta Cà Bolani, ci ha già mandato alcune righe e, appena avrà terminato, ci farà un racconto dettagliato della Vendemmia in Friuli nei prossimi giorni. La vendemmia 2008 sarà l’occasione di farvi conoscere tutti i responsabili delle nostre tenute: nei prossimi giorni ho chiesto di postare a Stefano Ferrante di Rocca di Montemassi, in Maremma, e a Antonino Tranchida del Feudo dei Principi di Butera in Sicilia, dove hanno appena terminato la vendemmia.

L’idea è condividere con voi l’esito delle nostre vendemmie sia da un punto di vista tecnico, per gli addetti ai lavori, sia di coglierne assieme la magia attraverso il racconto diretto di chi  vi ha preso parte. E’ un primo passo per farvi conoscere tutte le persone che dedicano la loro vita con entusiasmo e passione al nostro piccolo mondo del vino. Ci vorrà un po’ di tempo, ma col vino l’attesa è d’obbligo.

La vendemmia 2008 a Cà Bolani

29-09-2008

Intanto, bentrovati ai lettori di questo blog anche da parte mia.

Abbiamo concluso la raccolta delle uve bianche con risultati soddisfacenti sia qualitativamente che quantitativamente. Bella tenuta del Pinot Grigio, eccellenti le varietà aromatiche, Sauvignon, Traminer, e Friulano, molto bene Chardonnay, Pinot Bianco e Riesling Renano.

Una produzione interessante di Prosecco consente di avere una media produttiva in linea con lo scorso anno. Le uve rosse sono state raccolte la scorsa settimana solo per la produzione delle basi per il vino “novello”.

La vendemmia del Merlot inizierà oggi, uve ben mature e sane, proseguirà la settimana prossima con il Refosco e il Cabernet Franc, per chiudersi a metà ottobre con la raccolta del Cabernet Sauvignon.

Se le condizioni meteo saranno rispettate, possiamo affermare con certezza di avere nel 2008 effettuato un’ottima vendemmia.