Archivio per la categoria ‘Dalle nostre tenute’

Primi appuntamenti fotovendemmia 2009: Tenuta Il Bosco

04-09-2009

L’altra tenuta (oltre alla Tenuta Ca’ Bolani) che apre la serie dei cinque incontri previsti dalla fotovendemmia di quest’anno è la Tenuta Il Bosco, nell’Oltrepo pavese (potete vederla qui). Nonostante il lavoro ferva in vigna, il direttore di tenuta Piernicola Olmo avrà il piacere di condividere (con voi e con le vostre fotocamere) alcuni momenti salienti della vendemmia.

Tenuta il Bosco - Veduta

L’invito è rivolto agli appassionati di foto e di vino e a tutti i lettori di questo blog che abbiano voglia di fotografare alcuni momenti della vendemmia 2009.
Chi è interessato, può confermare la propria presenza scrivendo una mail a blog@zonin.it.

Vi aspettiamo quindi a Zenevredo (PV), sabato 12 settembre alle ore 10.00 alla Tenuta Il Bosco (tempo permettendo).

Arrivare è semplice. Qui sotto trovate tutte le indicazioni.
L’uscita più comoda è Broni – Stradella, sulla A21. Una volta superata Stradella, proseguite dritto in direzione Castel San Giovanni per circa un km. Al cartello Tenuta Il Bosco svoltate e proseguite per 300 metri, dove troverete una seconda indicazione che vi porterà alla tenuta.
Coordinate GPS
: N 45° 03′ 35″ E 9° 20′ 8″


Visualizza Tenuta Il Bosco in una mappa di dimensioni maggiori

Vi aspettiamo!

Primi appuntamenti fotovendemmia 2009: Tenuta Ca’ Bolani

04-09-2009

Come l’anno scorso, sta per iniziare la fotovendemmia, in occasione della quale alcune tenute apriranno le porte in tempo di vendemmia agli appassionati di fotografia e di vino e ai gruppi di flickr. Tra le prime, c’è la Tenuta Ca’ Bolani. Se non li avete ancora visti, vi consiglio di provare almeno una volta a fotografare i colori della vendemmia, sono particolarissimi (se volete potete vedere le foto scattate in occasione della fotovendemmia a Tenuta Cà Bolani qui).

Tenuta Cà Bolani - Laterale

Augurandoci che faccia bel tempo, vi aspettiamo sabato 12 settembre alle ore 10.00 presso la località Molin di Ponte. L’invito è ovviamente esteso a tutti i lettori di questo blog a cui interessa fotografare questo momento unico.

I partecipanti saranno accompagnati in un tour delle vigne – di un’ora circa – e saranno poi attesi per un rinfresco verso le ore 11:30, durante il quale si potranno degustare alcuni vini prodotti dalla Tenuta Ca’ Bolani.

Come arrivare:

Da Udine o dall’Autostrada A4 uscita casello Palmanova direzione Grado, prendere la s.s. 352 per Cervignano del Friuli, girare a sinistra alla prima indicazione di Strassoldo, proseguire per il Borgo di Strassoldo dunque voltare a sinistra s.p. 108 direzione Joannis, trecento metri sulla destra.

Da Grado: passare Cervignano in direzione Palmanova, proseguire sulla s.s. 352 all’incrocio con Strassoldo girare a destra, proseguire fino al Borgo di Strassoldo dunque girare a destra sulla s.p. 108 direzione Joannis, trecento metri sulla destra.

Qui sotto la mappa, chi vuole partecipare è pregato di confermare la propria presenza via email a: blog@zonin.it


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Grazie e buona fotovendemmia a tutti!

Torniamo in Maremma: i vostri commenti sull’Astraio

01-09-2009

Per molti di noi le vacanze sono finite, ma credo che i nuovi inizi siano sempre positivi.
Bentornati dunque e buona ripresa delle vostre attività. Questo blog ricomincia da voi e dall’Astraio.
Ci eravamo, infatti, lasciati con l’avvio della seconda tasting list, quella riguardante l’assaggio di questo Viogner in purezza di Rocca di Montemassi.

Astraio - Rocca di Montemassi

[Grazie a Matteo Penzo per questa foto, qui il suo account flickr]

Come già detto, questo vino è stato una nuova scommessa, in quanto il Viogner è una varietà dell’Alto Rodano. Ho quindi particolarmente apprezzato i vostri numerosi contributi, perché è da questi che noi dobbiamo ripartire se vogliamo continuare a migliorare.

Per questo, vorrei ringraziare tutti i blogger che hanno partecipato, sia quelli che hanno trovato prima della partenza comunque il tempo di assaggiare e di pubblicare i propri commenti, sia quelli che al rientro hanno incluso tra le prime cose da fare questa tasting list.

Qui trovate la scheda tecnica dell’Astraio e qui di seguito i commenti dei partecipanti:

Gianpaolo su Poggioargentiera

Stefano Buso ha scritto su Mangiaeabbina e su Vinit

Lizzy su Tigulliovino

Mirko su Blogwine

Massimiliano su Winoblog

Pamela su Comunicareilvino

Riccardo su Riccardopastore

Paolo su Ferraripaolo

Roberto su Cardosolaynes

Roberto Gatti ha scritto su Winetaste e su Vinit

Rossella con le sue ricette inedite su Machetiseimangiato e anche su Foodcandy

Angelo su Buongustai

Daniele su Pro-fumo

Jacopo su Enoiche Illusioni

Carolina su Vinix

Emiliano su Pacuvio

Stefano su Stefanoilnero

*Update

Fabrizio Ceccato

Davide Cocco su Studiocru

Fabrizio su Enofaber

Giorgio su Ricette online

Damiano su Vinix

Stefano su Appunti di gola

Andrea su Percorsi di vino

Una curiosità: visto che qualcuno ce lo ha domandato, il nome del vino deriva da Astreo (dal greco Αστραιος, “stellato”) ed è uno dei titani della mitologia greca. Da lui e dalla moglie nacquero i venti e il Viogner è un cosiddetto un “vitigno del vento”.

“Mal di Maremma”

29-07-2009

Chi di voi è iscritto alla tasting list di Francesco ha ricevuto da qualche giorno la bottiglia del nostro ultimo vino di Rocca di Montemassi, l’Astraio, un Viogner di cui vi ho raccontato i dettagli in un precedente post. Ho letto le prime recensioni (Gianpaolo, Pamela, Riccardo, Davide) e devo dire che le ho trovate molto interessanti: il vostro parere è per me molto importante per un confronto, quindi leggerò volentieri tutto ciò che vorrete raccontarci su questo vino a cui siamo molto legati qui in Maremma.
Ho pensato di rubarvi qualche altro minuto per parlarvi anche di questo territorio, che è padre del vino che avete ricevuto, e di che cosa rappresenta per me.

Sono nato e cresciuto a Milano, e la prima volta sono passato in queste zone un pò per caso, provenendo da Siena, ripercorrendo, senza ancora saperlo, la antica via medievale che collegava la città del Palio al suo sbocco sul mare, il porto di Talamone.
Rimasi molto colpito dal colore della terra di queste zone, dal rosso vivo dovuto alla grande presenza di minerali ferrosi.
Poco più di un anno dopo, nel marzo del 2003, sono tornato per fermarmi, per lavorare ad un progetto appena nato che sarebbe diventato Rocca di Montemassi, un progetto sempre in cammino, che ogni anno si arricchisce di nuove esperienze.

Dopo 3 anni dedicati interamente alla vigna e ai suoi grappoli, nel 2006 abbiamo finalmente inaugurato la cantina e con essa il “Museo di civiltà rurale”, un omaggio alla vita dei campi e alle tradizioni che rischiano di scomparire con il trasformarsi della nostra cultura quotidiana. Molti sono i visitatori che oggi vengono a trovarci, e chi è ritornato dopo una prima visita del 2003 ogni tanto grida al miracolo, tanto è cambiata questa azienda dal giorno in cui è entrata a far parte della famiglia Zonin.

La Maremma è un luogo particolare, affascinante e ostile al tempo stesso. Una sensazione che ti colpisce immediatamente, una voglia di restare, la subitanea certezza di non poterne più fare a meno.
Per nessun motivo in particolare e per ogni buona ragione, quasi un luogo non luogo, una categoria dello spirito.
Una culla di storia e grandi civiltà, gli etruschi prima e i romani poi, una terra meravigliosa ma aspra, che per centinaia di anni ha mostrato al passante paludi e malaria, che ha celato dentro di sé, nel sottosuolo, le sue più grandi ricchezze.
Una terra dimenticata, rifugio sin dall’alto medioevo di eretici, briganti e reietti.

Tutto in Maremma richiede più tempo che altrove: la terra è ricca ma dura, la gente vera ma difficile, la forza imperante e violenta della natura ti costringe a uno sforzo di umiltà e sottomissione.
Così è anche per il nostro lavoro, per l’uva e per il vino.
Per capire come comportarsi con una produzione maremmana ci vuole tempo, esperienza, bisogna sviluppare un comune sentire con l’ambiente che ti ospita e talvolta rinunciare alle certezze acquisite in altri luoghi, perché la vite si senta a suo agio bisogna che la terra meravigliosa e dura di queste zone si conceda pian piano all’esplorazione dei suoi nuovi ospiti, per abituarsi al sole e al vento di Maremma bisogna lasciar bruciare diversi strati di pelle, imparare a lasciarsi sferzare dal vento.

Credo il nostro percorso sia appena cominciato. Se avrete voglia di scoprire questo angolo incantato di Toscana, saremo qui ad aspettarvi per aprirvi le porte… Magari oggi con una punta di accento toscano!

Il Viogner, vitigno delle sorprese

21-07-2009

L’idea del Viogner è nata per la prima volta durante le lavorazioni del terreno di un bellissimo declivio esposto a nord ovest che si affaccia sul torrente “Santo”. Trenta centimetri sotto terra abbiamo infatti trovato un magnifico banco calcareo, compatto e uniforme, che ci ha suggerito l’idea di un vitigno bianco di spiccata e particolare aromaticità che su tale terreno potesse esprimersi al meglio. Volevamo però un vitigno differente, inusuale, una varietà che potesse essere adatta alla Maremma, che si esaltasse in questo territorio straordinario e ne diventasse espressione unica, quasi innata.

Maremma: un territorio di sole e di sorprese, di luce e di sale, soprattutto un territorio di vento. Una terra in cui i “vitigni del vento”, come il Syrah, avevano già dimostrato di fornire risultati straordinari e sorpendenti.

Così abbiamo pensato al Viogner, una varietà dell’alto Rodano, un altro vitigno del Vento! Un’altra scommessa da vincere. Un vitigno che ha risposto con timidezza e parsimonia, quasi spaventato da tanta esuberanza degli elementi naturali, un vitigno che ha avuto bisogno di un pò di tempo, di un anno in più del solito per iniziare a dare i suoi frutti.
Lo abbiamo atteso e non ci ha delusi. Acini piccoli,spessi,croccanti, dorati e profumati. Asciutti e sani, come il vento suggeriva. Un profumo subito straordinariamente intenso e riconoscibile, quasi uno schiaffo che ti costringeva a fermarti e a girarti attraversando la cantina. Già in quel momento abbiamo capito di avere in mano qualcosa di particolare, di unico.
Poi il tempo ci ha aiutato a svelare questo vino anche in bocca. Un connubio, un mutuo completarsi tra il vitigno e il territorio che fa apparire questa “novità” come l’espressione di una lunga e studiata tradizione. Una scommessa che vorrei perpetuare e approfondire, per chiudere quel triangolo immaginario che nella nostra famiglia, Casa Vinicola Zonin, parte dal Rodano, passa per la Virginia e si chiude nella mia Maremma.

So che Francesco ha mandato alla sua Tasting List una bottiglia del nostro Astraio da degustare. Sarò felice di ascoltare i vostri riscontri, positivi o negativi che siano: saranno un ottimo spunto per lo sviluppo di questa scommessa per tutti noi qui a Rocca di Montemassi.

Prossima tasting list: siete pronti?

17-07-2009

Ormai manca poco all’estate e ancor meno alla vendemmia, ma prima di iniziare a raccogliere i frutti 2009 sarei curioso di sapere il vostro giudizio su un vino che per noi rappresenta una scommessa. La zona è la Maremma, la scommessa si chiama Viognier.
E’ un vitigno che la mia famiglia ha cominciato a sperimentare in Virginia nel 1992 e dopo le prime 2 vendemmie poco significative, oggi ci sentiamo di dire che Luca Paschina è riuscito a dar vita ad un grande bianco.

Siamo fermamente convinti che la Maremma abbia lo stesso potenziale per ottenere risultati simili, ma ci rendiamo conto che la strada da percorrere sia ancora lunga ma molto promettente.

Ci piacerebbe quindi avere il vostro giudizio sulla prima vendemmia di “Astraio”, Viognier in purezza di Rocca di Montemassi che sarà il protagonista di questa tasting list “estiva”. Lascerò a Stefano Ferrante, come è giusto che sia, l’onere e onore di presentarvi questo vino.

Se volete iscrivervi alla mia tasting list, ci sono ancora dei posti liberi. Potete inserire i vostri dati qui.
Io rimarrò in attesa dei vostri giudizi e commenti.
A presto.

Il nuovo Direttore Enologo di Feudo Principi di Butera.

07-07-2009

Non è facile raccontare cosa si prova ad entrare nella Contrada Deliella in veste di Enologo di Feudo Principi di Butera.

Sia perché sul piano professionale rappresenta una sfida importante, sia per la grande passione per il vino, tramandatami dalla mia famiglia, e sia per il fatto che legarsi ad una terra ricca di storia, di tradizioni e ad eccellente vocazione viticola – quale è la Sicilia – emozionerebbe chiunque.

Essendo l’ultimo arrivato, mi sembra giusto raccontare qualche cosa di me.
Ho trentasei anni e sono nato in Calabria. Dopo una Laurea in Scienze Agrarie, ho approfondito con un percorso accademico e delle consulenze le competenze in viticoltura ed enologia. Più avanti, ho ottenuto la docenza universitaria presso le facoltà di Agraria di Reggio Calabria e Farmacia di Catanzaro (e un dottorato di ricerca in Scienze e Biotecnologie Agrarie presso l’Università di Modena).

Per la mia carriera, c’è un’altra regione che ha svolto un ruolo cruciale: la Toscana, dove, nel 2005, mi
trasferii con mia moglie Carmen, in qualità di enologo di una prestigiosa cantina. La soddisfazione fu tanta quando il vino che volevamo migliorare ottenne, dopo i nostri sforzi, numerosi riconoscimenti anche in ambito internazionale.

Oggi, come dicevo, sono orgoglioso di far parte della “famiglia” Zonin, occupandomi di questi 180 ettari di vigneti con varietà sia autoctone che internazionali, che permettono di gestire il sistema vegeto-produttivo in modo efficiente.

L’annata si presenta interessante, con un buona escursione termica tra il giorno e la notte, con una corretta carica d’uva attualmente nella fase di ingrossamento dell’acino. In cantina, fervono i preparativi per l’imminente vendemmia che secondo le previsioni ci vedrà coinvolti a partire dalla seconda-terza settimana di agosto.

Mi farà davvero piacere se qualche lettore di Francesco deciderà di farmi visita qui a Butera. Consiglio a tutti una visita alle cantine e ai vigneti. Inoltre, è in preparazione il Deliella 2006. Quindi se ne volete un’anteprima… Vi aspetto.

Dadevoti racconta Cà Bolani

03-06-2009

Lo scorso marzo Dadevoti insieme a Dania è stato ospite delle nostra tenuta Friulana a cui abbiamo dedicato questo mese di racconti.
Le sue foto ci erano piaciute molto, così gli abbiamo chiesto se aveva voglia di darci in quest’occasione la sua prospettiva di Cà Bolani.
Il suo racconto mi è piaciuto moltissimo e mi sembra una chiusura splendida del nostro “Mese di Cà Bolani”.
Sono contento che abbia accettato di nuovo di essere mio ospite, questa volta del mio blog. Grazie :)

***
Viale d'ingresso

Ho scoperto il blog di Francesco Zonin per caso e ho iniziato a seguirlo, da subito, con interesse, perché unisce i miei due vizi preferiti: il web e il vino.

I miei primi ricordi sul vino solo legati al campo di vigna di mio padre, nel quale passava i suoi momenti di svago e dove venivo impiegato come manovale di bassa lega. L’attività che detestavo di più era trascinare la cariola con il solfato di rame contro i parassiti, che mio padre spruzzava con ripetitiva lena. La pompa a motore sulla cariola non riusciva mai a partire al primo strappo della corda di accensione e io, in qualità di assistente senza alcuna qualifica, ero costretto a smontare e ripulire il motore ripetutamente. Passavo ore a pulire la pompa ed ero troppo piccolo per bere vino. È per questo motivo che ho cercato di rifarmi negli anni successivi alla pubertà, bevendo quanto più possibile.

Quando Francesco Zonin ha invitato me e la mia compagna Daniela a visitare la tenuta di Cà Bolani (superato il dubbio che volesse farmi passare il solfato di rame su 550 ettari di vigna) mi sono sentito curioso, eccitato e anche un po’ impreparato. Negli anni sono diventato un grande amante del vino, sebbene non un grande conoscitore di vini.

Varcato il cancello della tenuta, però, ci siamo sentiti subito a nostro agio. Il lungo viale di cipressi, il silenzio, l’aria frizzante e la vicinanza alle cantine ci hanno resi improvvisamente allegri e assetati.

Cristina, addetta all’ospitalità della struttura, ci ha accolti sorridente, proponendoci, prima del pranzo, un veloce giro in Jeep, tra le vigne che circondano la casa, raccontandoci la storia del posto, delle vigne e del vino che si produce.

Vineyard

In lontananza, aironi, lepri e caprioli correvano in libertà.

Mentre ammiravamo i filari di viti, abbiamo ascoltato e, forse, capito qualcosa in più del mondo racchiuso in un bicchiere.

Al rientro, ci è stato offerto un ottimo pranzo con degustazione dei migliori vini della produzione Zonin (la gentile cuoca, signora Paola, ci ha anche servito del buon cinghiale “scambio con la nostra tenuta toscana“ e il pensiero è tornato istintivamente ai caprioli e alla velocità della loro fuga).

Dopo il rituale friulano del resentin con la grappa, con una serenità tale che neanche mia madre è mai riuscita ad avere, ci sono state consegnate le chiavi della villa, insieme a l’augurio di trascorrere un buon pomeriggio e una buona nottata.

Due giorni immersi tra la sacralità delle viti, la tecnologia, la passione e tanto lavoro competente mi hanno fatto capire la differenza tra fare del vino e fare del buon vino.
Adesso so che dietro un’etichetta esiste un mondo fatto di dedizione, pazienza e amore e non l’universo di carriole e pompe e disordinate della mia infanzia.

Ho deciso, così, di cambiare le mie abitudine nei confronti del vino: non stare solo attento a quanto bevo, ma soprattutto a cosa bevo.

La gente incontra il vino. Torna Cantine Aperte.

28-05-2009

Ci siamo quasi. Domenica torna Cantine Aperte, la manifestazione che consente agli appassionati di vino e ai produttori di incontrarsi direttamente sul territorio.

Ci tengo a ricordarvi che anche le Tenute della nostra famiglia parteciperanno, ognuna con una serie di incontri, di degustazioni e di iniziative diverse (alcune aperte a tutti, altre su prenotazione), perché ogni territorio sa accogliere le persone a modo suo.

Per chi volesse venire a visitarci, vi aspettiamo Domenica 31 maggio dalle ore 10.00 alle 18.00 in una delle seguenti destinazioni.

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Veneto
Casa Vinicola Zonin
(mappa)
Via Borgolecco, 9 – 36053 Gambellara (VI) – Tel. 0444 640 111

Accoglienza in cantina e Tour guidato alle cantine storiche e al Percorso Museale “Una Storia di Vite”.
La visita si completa con la degustazione di una selezione di vini prodotti nelle Tenute della Famiglia Zonin: otto i vini proposti, rappresentativi delle sette regioni a maggior vocazione vitivinicola in Italia.

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Oltrepò Pavese
Tenuta Il Bosco
(mappa)
Località Il Bosco – 27049 Zenevredo (PV) – Tel. 0385 245326

Tour in fuoristrada fra i vigneti e visite guidate alle cantine.
Segue la degustazione dei vini e degli spumanti della Tenuta, abbinati ad alcuni prodotti tipici locali.

Alle ore 15,00 appuntamento con l’enologo per “Un mondo di Pinot Nero”, degustazione guidata di spumanti e Pinot Nero (posti limitati, per prenotazioni tel. 0385245326).

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Friuli
Ca’ Bolani
(mappa)
Via Ca’ Bolani, 2 – 33052 Cervignano del Friuli (UD) – Tel. 0431 32670

Tour in fuoristrada tra i vigneti e degustazione dei vini della Tenuta abbinati a prodotti tipici locali.
Degustatevi inoltre in bicicletta il più grande vigneto del Friuli (tour guidato in vigna con biciclette – disponibili anche in Tenuta – con proposta di percorsi di lunghezza e difficoltà variabile)

Visite anche alle Cantine della Tenuta collocate a Cervignano (mappa) (su prenotazione e solo per gruppi; tel 0431 32670).

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Maremma
Rocca di Montemassi
(mappa)
Via di S. Anna – Fraz. Montemassi – 58036 Roccastrada (GR) – Tel. 0564 579700

Tour in fuoristrada tra i vigneti della Tenuta e Visite guidate alle cantine e alla barricaia di affinamento.
Degustazione dei vini della Tenuta abbinati ad alcuni prodotti tipici.
Inoltre Storia e tradizione toscane: visita guidata al “Museo della Civiltà Rurale”, un vero salto nel passato con una raccolta di oltre 3000 oggetti legati alla cultura contadina

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Chianti
Castello d’Albola
(mappa)
Via Pian d’Albola, 31- 53017 Radda in Chianti (SI) – Tel. 0577 738019

Visite guidate alla Bottaia e alle Cantine storiche di Castello d’Albola.
I tour saranno coronati dalla Degustazione dei vini, dell’olio e della grappa prodotti in Tenuta.

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Sicilia
Feudo Principi di Butera
(mappa)
Contrada Deliella – 93011 Butera (CL) – Tel. 0934 347726

Tour tra i vigneti e visite guidate all’Azienda e alle cantine di affinamento .
Degustazione dei vini della Tenuta abbinati ad alcuni prodotti tipici.

Si potrà inoltre prendere parte ad alcune sessioni di degustazione guidate dall’enologo (posti limitati, per prenotazioni tel. 0934 347726).

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Piemonte
Castello del Poggio
(mappa)
Località Poggio, 9 – Frazione Portacomaro Stazione – 14038 Asti – Tel. 0141 202543

In Fuoristrada tra le Vigne: tour nell’anfiteatro naturale di colline e vigneti della Tenuta.
Visite guidate alle cantine e alla barricaia di affinamento.
Degustazione dei vini tipici del Monferrato astigiano prodotti a Castello del Poggio.

Ode al Prosecco Cà Bolani

22-05-2009

Quando si pensa al vino ci si sofferma sempre molto sulla figura dell’enologo e dell’agronomo, ma spesso si dimenticano le persone e le famiglie che, a vario titolo, quotidianamente “vivono” l’azienda come parte integrante della propria vita e alla quale sono legate da affetto vero. Per tutti riportiamo l’esempio di una nostra collaboratrice, Laura Musian, che fa parte della squadra della Tenuta Ca’ Bolani da ormai molti anni.
Vive nel mondo della viticoltura dal 1985, e abbiamo la fortuna di averla con noi dal 1998. Friulana doc, da molti anni lavora nell’amministrazione e sono nelle sue mani tutte le pratiche della nostra tenuta.
Qualche giorno fa bevendo in famiglia il Prosecco Cà Bolani (Medaglia d’Oro al Concorso Internazionale del Vinitaly 2009) è stata illuminata da un’ispirazione poetica ed ecco cosa ne è uscito :)
Grazie Laura, felici di aver scoperto un nuovo talento!

***
Alle olimpiadi del Vinitaly abbiamo vinto
la medaglia d’oro.
Questa è la nostra medaglia:
di chi ha messo i piedi,
di chi ha messo le gambe,
di chi ha messo le mani,
di chi ha messo le braccia,
di chi ha messo il naso,
di chi ha messo le orecchie,
di chi ha messo le parole,
di chi ha messo gli occhi,
di chi ha messo il pensiero.
Di chi si è ferito,
di chi si è ammalato,
di chi ci ha sfamato,
di chi ci ha servito,
di chi ha venduto,
di chi si è arrabbiato,
di chi ha urlato.
Di chi ha sorriso
e di chi ci ha deriso,
di chi ci ha incoraggiato
e di chi ci ha intralciato.
Di chi con passione l’ha immaginato,
e di chi con passione l’ha desiderato.
Di chi con passione l’ha raccolto,
di chi con passione l’ha trasformato,
di chi con passione l’ha custodito,
di chi con passione l’ha perfezionato,
di chi con passione l’ha imbottigliato.

Che il PROSECCO CA’BOLANI fosse divino
lo sapevamo anche prima che qualcuno
assaggiandolo ne restasse inebriato,
lo preferisse a qualsiasi contendente
e entusiasmato ci premiasse.

Accogliamo con onore la medaglia
riconoscimento estrinseco
che accende per noi le luci della ribalta
bramate, auspicate e foriere
di successo e profusione.

E facciamo tesoro di questa luce,
incentivo di accrescimento
personale e collegiale.
Fervore propulsivo di venturi e
cospicui trionfi.