Come raccontare il vino oggi?

Mi piacciono molto i cosiddetti new media perchè mi permettono di parlare con i miei coetanei, e non, di un mondo che amo vivo ogni giorno, quello del vino, in modo dinamico e versatile, veloce, informale e in costante evoluzione.

I miei interlocutori oggi sono coloro che trasmettono al futuro la cultura enologica italiana e fanno capire a noi produttori come proseguire ancora meglio sulla strada della qualità.

Per questa ragione, trovo appuntamenti come la European Wine Bloggers’ Conference, iniziata oggi a Brescia, essenziali per tornare periodicamente a riflettere su quale sia la direzione in cui sta andando il wine blogging (o la comunicazione in generale del vino), definire il ruolo sempre più attivo di Twitter nel creare e diffondere notizie, aggiornarci sui progressi fatti dai social e dalle nuove tecnologie e per constatare quanto i contenuti multimediali siano ormai imprescindibili per un racconto autentico di quello che succede, non solo in vigna o in cantina, ma nel mondo.

Come a dire che, per distinguerci ed essere credibili, noi vitivinicoltori non possiamo più produrre soltanto vini, ma dobbiamo realizzare contenuti, che facciano vedere, insomma, chi-come-dove-quando-perché realizziamo ciò che presentiamo al mercato, alle persone che ci scelgono. E, per fortuna, il vino non è solo il risultato della fermentazione dell’uva, è un mondo incredibilmente variegato e speciale, che dobbiamo far scoprire sempre di più, anche per rendere unico il nostro prodotto nei confronti di tanti competitor!

Dei progetti in cantiere, infatti, ne stiamo completando uno che mi piace molto: si tratta di abbinare ad ogni nostra bottiglia un QR Code che, se interrogato, carica un breve filmato nel quale l’enologo conduce il consumatore all’interno di una degustazione guidata del vino e del territorio che decide, di volta in volta, di scoprire.

Tra i prossimi step di Wine Is Love, tuttavia, non ci sarà solo l’upload di nostri video originali e prodotti in esclusiva, ma annuncerò qui anche gli sviluppi del progetto MyFeudo.it, iniziato due anni fa con una tavola rotonda a Vinitaly e proseguito sia con la presentazione di Symposio del Feudo Principi di Butera sia con una fase più riflessiva nel 2011, quando abbiamo applicato alcune indicazioni raccolte dai wine bloggers al nostro blend siciliano, in attesa di fare nuovi passi avanti nell’ottica del vino-open source.

Uno degli appuntamenti che affronteremo a breve sarà sicuramente, infine, il seguito del dibattito “Si può bere bene a 10 euro. Un viaggio nel mondo del vino low cost”, iniziato durante la puntata de Il Gastronauta di Davide Paolini di sabato 1 ottobre 2011. Desidero continuare la discussione con colleghi produttori, amici del mondo della ristorazione, sommelier o semplicemente appassionati.

Buon week-end a tutti!


Commenti: 4

  1. mario

    …navigando in rete mi sono interessato a questo blog e vedendo un bel grappolo di uva bianca dal colore rosa come quella che produciamo nel territorio del chianti classico ,mi sono chiesto : perchè x secoli l’abbiamo usata e da pochi anni una forte decisione ”di chi comanda” ha suggerito al ministero di non usarla più ? perchè vogliamo trasmettere tradizione (innovativa,…ci mancherebbe!) bellezza dei nostri luoghi ,attaccamento al territorio ,marketing sempre più tendente a far capire l’unicità del nostro prodotto chianti classico,e con potenti decisioni ”irrevocabili” fanno scomparire vitigni autoctoni come la nostra malvasia bianca del chianti dall’uvaggio del nostro vino ..perchè? cosa abbiamo timore che ,per puro esempio,gli australiani possano fare anche loro un vino utizzando anche la nostra malvasia bianca del chianti(vitigno che da ”grazia” al nostro vino)…magari lo facessero..un po’ di pubblicità non guasta mai!! grazie

  2. Francesco Zonin

    Mario,

    il grappolo fotografato è la Garganega, uva con la quale produciamo un Recioto di Gambellara estremamente tradizionale.
    Riguardo alla Malvasia Bianca sono convinto che già qualche Australiano stia facendo dei tentativi per vinificarla (come hanno fatto per Moscato, Dolcetto, Brachetto e tante altre varietà italiane).
    Staremo in attesa dell’eventuale esperimento finale. Cosa ne dici?

    Francesco

  3. mario

    …Aspetteremo …”con impazienza”…il loro …”lancio (anche pubblicitario) del vitigno nostro chiantigiano”…visto che noi ..l’abbiamo messo ”al bando”…..così hanno voluto! Bella è la Garganega!!

  4. Francesco Zonin

    Ti ringrazio, Mario, per i tuoi commenti e per i complimenti sulla foto… E’ stata scattata questo settembre a Gambellara… Hai visto le ultime che ho postato? Come ti sembrano?
    Aspetto la tua opinione,
    Francesco



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