Le produzioni previste per il 2011

Prima di parlare della produzione vinicola dell’anno passato, è necessario fare una premessa per quanto riguarda un importante provvedimento nel mondo del vino.

Il nuovo regolamento comunitario prevede l’estirpazione di circa 175 mha di vigneti nei prossimi 3 anni nell’ambito dell’Unione Europea.

I viticoltori potranno beneficiare di un premio per l’abbandono definitivo, sulla base della sola volontà individuale dei richiedenti. È il secondo anno per questa campagna per cui però sono stati offerti livelli di indennità meno attraenti ai viticoltori, che quindi hanno ridotto l’abbandono definitivo dei vigneti (dai 160 mha del 2009 ai 108 mha del 2010).

Il Paese maggiormente coinvolto nella riduzione dei vigneti è stato la Spagna, ma anche l’Italia e la Francia seguite dai vigneti bulgari e ungheresi e quelli di Portogallo e Grecia hanno diminuito notevolmente la loro produzione.

Gli altri vigneti comunitari rimangono invece stabili.

Al di fuori dell’UE, è importante notare la situazione dell’Australia con una diminuzione del potenziale di crescita di 6 mha.

Con queste evoluzioni particolarmente notevoli nell’UE, la superficie viticola mondiale totale (ossia incluso le superfici non ancora in produzione o non raccolte) diminuirebbe nuovamente tra il 2009 e il 2010 di 65 mha (- 0,9%) per attestarsi a circa 7550 mha.

Ma, superfici vitate a parte, quanto vino abbiamo prodotto nel 2010?

Leggendo la nota di congiuntura mondiale marzo 2011 dell’Organisation Internationale de la Vigne et du Vin, così come per il 2007 e il 2008 l’annata 2010 si rivela fra le più scarse degli ultimi 15 anni in Europa.

Germania, Italia, Austria e Romania hanno registrato un ribasso notevole rispetto al 2009.

Per quanto riguarda le statistiche generali su tutta Europa, la produzione del 2010 non raggiungerebbe nemmeno quella del 2009: 152,9 Miohl per l’UE (contro 162,9 Miohl nel 2009).

Anche al di fuori dei Paesi Europei la situazione non migliora molto: gli Stati Uniti registrano un calo rispetto alla produzione del 2009 che è comunque superiore rispetto al 2008.

Strana la situazione del Sud America: il Cile, che nel 2009 aveva registrato una produzione record, registra un calo per il 2010 mentre l’Argentina riparte fortemente al rialzo. Il Brasile registra invece per il secondo anno consecutivo un calo della produzione.

Tenuto conto di diverse variabili, possiamo inquadrare la produzione mondiale di vino per il 2010 tra i 256,3 e i 263,7 Miohl, ossia tra -5,5 e -2,8 % rispetto al 2009.

Una produzione di vino ufficialmente scarsa, dunque, per i territori al di fuori dell’Europa Unita.

Secondo voi, quali saranno le previsioni per il 2011, visto che ci stiamo avvicinando molto velocemente alla prossima vendemmia?


Commenti: 2

  1. Le produzioni previste per il 2010 | Wine Italy Blog

    [...] the rest here: Le produzioni previste per il 2010 This entry was posted in 2010, 2011, Argentina, Europa, Francia, General, International, Italia, [...]

  2. Paola

    Personalmente almeno dall’area da cui scrivo e coltivo – Chianti colli fiorentii – non mi aspetto gran che come produzione sotto l’aspetto quantitativo.
    I danni degli animali selvatici si fanno sentire sempre più (l’anno scorso mi sono costati 40 q.li di uva chianti docg liquidati in sede di riscarcimento in poco meno di € 500,00. Una umiliazione che mi ha portato a non rifare domanda quest’anno).
    Proteggersi per chi possiede poco più di un’ettaro di vigneto ha costi difficilmente ammortizzabili visto che le uve sono pagate dalla cantina a prezzi da fame che spesso non coprono nemmeno le spese utili a mantenere il vigneto in produzione.
    Infatti forte è il pensiero di cessare l’attività.
    Dall’altro lato burocrazia, gabelle varie e associazioni che remano contro fanno il resto.
    Il Presidente del Consorzio Chianti per combattere la difficoltà trovata nel vendere il prodotto (a marchio cantina sociale) e le giacenze in cantina che ner endono impossibile difendere il prezzo sul mercato, ha ben pensato di invetarsi un nuovo tipo di vendemmia, quella “verde” che nulla ha a che fare con la sostenibilità: premiare con circa 3500 €/ha tutti i viticoltori che nel mese di Luglio hanno provveduto a tagliare, gettandola via, tutta l’uva in produzione. Poco importa se in tal periodo si sono già sostenuti i costi di potatura (fatta autonomamente o no), legatura e trattamenti vari.
    Questo sarà manna per produttori ed imbottigliatori italiani ed esterni che producono e vendono il proprio vino: troveranno tanto spazio vuoto sugli scaffali da cui il chianti colli fiorentini piano piano è destinato a sparare proprio grazie a chi ne amministra il consorzio.



Lascia un commento


*obbligatori