Buon Natale a tutti!

Si chiudono 12 mesi molto intensi di lavoro, scanditi da luci e ombre, chiaroscuri, entusiasmo e dedizione.

Ci attende una pausa natalizia molto breve, per poi ricominciare a gennaio un anno che sarà caratterizzato da una stagnazione dei consumi domestici, un export che per adesso traina ancora il comparto, dubbi sulla moneta e un’unica certezza: una vendemmia estremamente scarsa dal punto di vista quantitativo (mancano circa 10 milioni di ettolitri in Europa!), ma fortunatamente molto buona dal punto qualitativo.

Nell’attesa di vedere cosa accadrà effettivamente, non mi resta che fare gli auguri a tutti voi e darvi appuntamento nel 2012… Sperando che i Maya si sbaglino…

BUON NATALE!


OCM Vino, I bilancio dopo 2 anni

E’ finita… Anche per quest’anno chiudiamo la stagione dei viaggi aerei, per riaprirla tra qualche settimana. Ultime tappe: Giappone, USA e Svezia, dove sono stato per motivi diversi e da dove rientro con varie impressioni sul vino. Una su tutte: mai come in questi ultimi 2 anni ho incontrato tanti colleghi negli aeroporti o in giro per il mondo a far conoscere le rispettive aziende e i loro vini (e mai come in questo biennio ho visto così tante campagne pubblicitarie di settore).

Merito, in parte, del nuovo OCM Vino che ha messo a disposizione di produttori, enti e consorzi contributi per la promozione del vino italiano nei Paesi Terzi.

Pro e contro di questo nuovo ordinamento sono tanti e, avendone anche avuto conferma recente al New York Wine Experience, sono andato a rileggere un documento di cui Angelo Gaja mi aveva gentilmente fatto partecipe e che raccoglieva i suoi giudizi e opinioni sulla riforma che da lì a poco avrebbe preso vita.

Ora, a distanza di 2 anni dalla redazione di quel documento, vorrei provare a valutarne gli esiti e a capire se le idee espressi in questa lettera siano sempre in linea con le attese di qualche anno fa e cos’altro possa essere fatto per migliorare la promozione del vino italiano all’estero.

Allego quindi, in forma integrale, la lettera di Angelo Gaja del I settembre 2009 e attendo i vostri commenti.


Tappi: perchè siamo sempre gli ultimi?

Una delle cose che mi è rimasta più impressa dagli ultimi viaggi è vedere come alcuni mercati ormai non più “nuovi” -anzi fondamentali, come Stati Uniti, Canada, Scandinavia, buona parte dell’Europa, ecc.- abbiano un approccio molto più pragmatico al “contenitore” e alla “chiusura” del vino rispetto all’Italia. Mi riferisco al bag in box in Svezia o ancor più al fenomeno dello screw cap, che dal Nord America e dall’Australia sta contagiando tutta l’Asia e l’Europa in generale.

Ecco un paio di foto che ho scattato in un liquor store a Houston, nel reparto dedicato ai vini australiani: impossibile trovare un tappo di sughero!

Rimangono escluse da questo fenomeno la Francia e soprattutto l’Italia. L’unica domanda che mi viene in mente ora è: “Hanno ragione loro o abbiamo ragione noi?”

Personalmente non ho nulla in contrario allo screw cap e credo che dal punto di vista tecnico non abbia niente da invidiare al sughero. Per carità, ci sono dei casi in cui il sughero è insostituibile, ma qui vorrei parlare di vino in generale, non di una piccola percentuale della nostra produzione. Quindi, tornando alla domanda, è solo un fatto culturale nostro e molto probabilmente anche in Italia tra qualche anno si adotteranno sempre più opzioni diverse o, secondo voi, il vino italiano avrà una strada diversa da quella del resto del mondo e ne farà una questione di orgoglio? A torto o a ragione?!?


Il miglior MWF degli ultimi 3 anni

Sono rientrato da poco da una serie di viaggi di lavoro e sono già in partenza per il Giappone, ma durante il weekend a casa ho letto vari articoli e post (più o meno positivi) sull’ultimo Merano Wine Festival, al quale era presente mio fratello Domenico, con la tenuta salentina di famiglia, la Masseria Altemura.
Tirando le prime somme, anche per quest’anno gli eventi dedicati al vino, quelli ben organizzati, continuano ad avere grandi riscontri e l’appuntamento altoatesino in particolare, dove si riunisce l’eccellenza enologica italiana e internazionale, non delude mai. So infatti da mio fratello e dal commerciale in generale che l’edizione terminata da poco è stata una delle migliori degli ultimi 3 anni, anche per il fatto che la sala nella quale eravamo posizionati era di gran passaggio (e questo aiuta non poco!).

Domenico mi ha raccontato che tornare al Merano Wine Festival è sempre entusiasmante per la passione, la competenza, l’eccellenza di espositori e visitatori che si incontrano annualmente in Kurhaus.
Dal punto di vista tecnico i nostri vini sono stati molto apprezzati e anche diversi consumatori privati si sono dimostrati curiosi e informati nei confronti di uno dei vitigni autoctoni più rappresentativi della Puglia e dei vini rossi che ne derivano. Complice di tale successo, senza dubbio, anche il momento di crescente consenso per il Primitivo, visti gli ottimi risultati ottenuti quest’anno su tutte le guide.

Come ho detto, lo stand di Masseria Altemura quest’anno era in ottima posizione, e favoriva le degustazioni e gli incontri commerciali.
Noi abbiamo presentato al festival l’Altemura di Altemura, Primitivo di Manduria DOC 2008, e il Sasseo, Primitivo del Salento IGT 2009: dagli assaggi proposti abbiamo potuto notare che gli Italiani hanno un gusto più orientato al nostro cru, caratterizzato da sentori di frutti maturi quasi in confettura, dal gusto caldo, avvolgente, morbidissimo, consistente e ricco di sensazioni varietali e territoriali; gli stranieri, invece -da noi sono passati soprattutto Tedeschi e Austriaci-, al Sasseo, che colpisce per i profumi intensi e pieni che richiamano la prugna, la frutta rossa matura, le spezie dolci e i tannini più morbidi.
Oggetto di sorpresa e discussione, infine, l’anteprima 2010 di Altemura di Altemura da botte: nonostante l’equilibrio ancora da raggiungere, condizione tipica di un vino non ancora pronto, tutti i degustatori ne hanno valutato l’incremento qualitativo costante e la grande potenza unita a una inaspettata eleganza (le vigne cominciano finalmente ad invecchiare…).

La presenza della stampa -specializzata, in prevalenza- è sicuramente inferiore rispetto ad altre manifestazioni, perchè questa storica e lussuosa fiera è, come da tradizione, maggiormente seguita da produttori e importatori o ristoratori, enotecari e operatori (anche per i costi che ha), ma è interessante la recente apertura nei confronti dei new media durante la kermesse.
Per avere un’idea dei risultati ottenuti, noi abbiamo potuto realizzare, in due giorni, circa 30 incontri commerciali, una decina di appuntamenti con la stampa e salutare molti amici produttori italiani e internazionali, tra cui il Professor Dubourdieu.

L’anno prossimo spero di esserci, tanto per partecipare alla fiera, quanto per godere la bellezza di Merano, città in cui convivono pacificamente vino e birra, eleganza e storia, divertimento e rigore, ottima cucina e benessere termale, paesaggi splendidi e sapiente ospitalità.

Fatemi sapere intanto se, visto che sono partiti i lavori di costruzione della nostra nuova cantina in Salento, vi interesserà visitare la Masseria Altemura o degustare i vini selezionati per il Merano Wine Festival: penso alle prossime tasting list…


Masseria Altemura al MWF ’11

Non potendomi sdoppiare, è sempre difficile decidere a quale dei molteplici eventi partecipare durante la settimana e ancor più il week-end.
Anche per il prossimo fine settimana, ci sono in agenda due appuntamenti molto importanti.
Mentre io sarò a Siena per una tavola rotonda sul futuro della distribuzione in Italia -sono delegato alla supervisione commerciale e marketing della casa vinicola di famiglia-, mio fratello Domenico -delegato alla supervisione tecnica e produttiva della nostra azienda- e Stefano Ferrante -direttore tecnico di Casa Vinicola Zonin- saranno a Merano per la XX edizione del Wine Festival, raffinata kermesse che presenta la sempre maggiore eccellenza enologica italiana e internazionale.
Vi invito dunque a passare dal nostro banco d’assaggio in Kurhaus per degustare Altemura di Altemura, Primitivo di Manduria DOC 2008 e Sasseo, Primitivo del Salento IGT 2009 della Masseria Altemura, sia per parlarne direttamente con Domenico e Stefano sia per farmi poi avere i vostri appunti di degustazione, così da condividere anche a distanza impressioni e sensazioni su questi due rossi salentini che amo.

Per la mia Famiglia, il Salento è da sempre – abbiamo acquisito la nostra Tenuta nel 2000 – una regione enologica molto vocata per grandi rossi a base Primitivo e per un bianco profumato e tipico del Sud come il Fiano e dove, grazie anche alle cure del dottor Cavallo -enologo dell’Azienda-, vogliamo garantire il massimo rispetto della tradizione e del territorio, valorizzare le varietà autoctone e porre in relazione virtuosa i patrimoni umano, storico-culturale e ambientale locali. Ma in Puglia vogliamo anche continuare a migliorare la qualità dei nostri vini, per esprimere al meglio l’enorme potenziale di un terroir davvero unico: quest’anno, ad esempio, avvalendoci anche in Salento della consulenza del Professor Dubourdieu e vista la particolarità dell’annata, abbiamo stabilito dei nuovi protocolli, soprattutto nella gestione dell’irrigazione di soccorso, così da poter vendemmiare al momento migliore della maturazione delle uve e non far subire stress idrico alle viti.

Nei due cru che vi faremo assaggiare a Merano ci sono quindi tutti i nostri sforzi e la nostra passione
Spero dunque veniate a trovarci: chissà che, complice il periodo di maggiore apertura nei confronti della Puglia del vino e dall’uscita delle nuove edizioni delle guide, non possiamo scambiarci buoni spunti di riflessione per migliorare in generale la produzione, la conoscenza e soprattutto la promozione di tutti i grandi vini pugliesi.


Barack Obama in Virginia

Recently the President Obama did a three-day tour in North Carolina and in Virginia to sell his jobs plan. He spoke at an high school in Emporia, he was at Langley Air Force base in Hampton and a fire station in Chesterfield Countyr, near Richmond. On Wednesday 19 October 2011, Obama was also met at the base by Governor Bob McDonnell and Virginia first lady Maureen McDonnell. As a matter of fact, McDonnell said he likes Obama personally and has worked well with the federal government on hurricane preparation and education initiatives. He thanked also the President for making the hiring of veterans a priority.

During the meeting, the Governor and his wife presented Michelle and Barack Obama with a gift basket that included homemade cookies and other goodies prepared at the McDonnell’s mansion, a bottle of Barboursville Chardonnay from Barboursville Vineyards, which is approximately 20 miles north of Thomas Jefferson’s home at Monticello, and two wine glasses.

Proud of Barboursville Vineyard’s wines increasing quality, Francesco adds: “The acquisition of Barboursville Vineyards has been my father’s challenge, in 1976. Today our estate in Virginia has became one of the most enchanting in our properties. I lived there for 6 months in 1999 and I have only very happy memories of that landscape, plunged into a countryside that in Italy is unfortunately disappearing. Barboursville Vineyards is one of the few places where I really don’t miss home“.


Vini d’Italia 2012 del Gambero Rosso

Quello appena trascorso è stato un week-end di lavoro intenso e di grandi soddisfazioni. Io ero a New York per cercare di capire gli sviluppi futuri del mercato americano (e degustare il più possibile alla NY Wine Experience di Wine Spectator!), mentre mio fratello Domenico con Stefano Ferrante, enologo di Casa Vinicola Zonin, e Alessandro Gallo, enologo di Castello d’Albola, sabato erano a Roma alla presentazione di Vini d’Italia 2012 del Gambero Rosso, dove abbiamo ottenuto due Tre Bicchieri, assegnati al Chianti Classico Le Ellere 2008 di Castello d’Albola e al Rocca di Montemassi 2009 di Rocca di Montemassi.

E’ stato emozionante per i presenti, ma anche per me da lontano, essere nuovamente parte del gruppo di produttori che rappresentano l’eccellenza italiana: significa che il duro lavoro di un anno ha dato i suoi frutti. La nostra filosofia si fonda essenzialmente su tre valori quali il legame inscindibile con la terra e con la vigna, la ricerca incessante della qualità e l’attenzione costante al consumatore. Parlando di territorialità, passione e cultura del vino in Italia e all’estero, non posso negare di essere davvero felice, dunque, per gli ottimi risultati ottenuti da noi in una delle regioni enologiche, la Toscana, più apprezzate a livello internazionale.

E questa gioia raddoppia se penso che Castello d’Albola per me resta un luogo del cuore, la tenuta in cui ho trascorso le vacanze più belle non solo della mia infanzia (ci passiamo l’estate da quando ho 6 anni!). Sono molto contento, insomma, che Le Ellere, Chianti Classico che racchiude tutta l’anima del territorio da cui nasce, sia uno dei rossi toscani meglio valutati dai critici e più scelti dai consumatori, rinnovando anche quest’anno il successo del 2010, quando si era posizionato 47° nella classifica “The top 100” di Wine Spectator. I curatori della guida del Gambero Rosso, Marco Sabellico, Gianni Fabrizio ed Eleonora Guerini, hanno colto l’essenza di Albola, quando scrivono che “è una delle tenute più interessanti della sottozona di Radda in Chianti, non solo per estensione ma anche perchè comprende alcuni vigneti coltivati tra i 400 e i 600 m fra i più vocati della zona, come Le Ellere e Il Madonnino…”

Ma il bello non finisce qui! Il Rocca di Montemassi è un vino prestigioso, frutto di oltre un decennio di lavoro accurato in Maremma, in stretta collaborazione tra gli enologi della famiglia Zonin e il professor Denis Dubourdieu, Preside della Facoltà di Enologia di Bordeaux, una vera sfida sulla strada della qualità per la mia famiglia. Un taglio bordolese “hermitagé”, come lo descriverebbe il professor Dubourdieu, che ci sta dando grandissime soddisfazioni in Italia e all’estero.

Spunti di riflessione per le prossime tasting list. A presto!


La vendemmia e il mercato del vino

Da pochissimo si è conclusa la vendemmia anche a Castello d’Albola e oggi sono pronto ad un bilancio della situazione nelle nostre tenute di famiglia.

ll 2011 è stato sicuramente un anno particolare: ha fatto molto caldo ad aprile, anticipando lo sviluppo vegetativo della vigna, ma a maggio ha piovuto troppo anche al Sud, ribaltando ogni previsione. Da giugno a ottobre, invece, precipitazioni inesistenti ovunque e nuova inversione dei trend.
Per questo motivo siamo dovuti stare molto attenti in particolare a dosare correttamente la risorsa idrica e a ricorrere a tecniche di gestione del vigneto adeguate alle varie zone vitivinicole in cui si trovano le nostre tenute.
Tra gli accorgimenti praticati, mi riferisco soprattutto alla riduzione della sfogliatura o al mantenimento del miglior equilibrio vegeto-produttivo delle viti per garantire freschezza ai bianchi, secondo i suggerimenti del Professor Dubourdieu che, tra agosto e settembre, ha visitato tutte le nostre aziende e assaggiato le uve con mio fratello Domenico, per valutare e stabilire, insieme anche al nostro staff tecnico, il miglior calendario della vendemmia.
Ad esempio, la raccolta del Sauvignon Blanc è stata velocissima: in tre giorni, subito dopo Ferragosto, nella Tenuta Ca’ Bolani (dove ero in vacanza!) abbiamo cercato di vendemmiare tutte le uve per il nostro Aquilis, così da preservare al massino gli aromi tipici della varietà.
Al Centro-Sud, invece, rispetto ad altre aziende, non abbiamo vissuto allarmismi perché possiamo praticare irrigazione di soccorso, grazie ai bacini artificiali che abbiamo creato in diverse delle nostre tenute, così da garantire la migliore maturazione fenolica a Sangiovese, Nero d’Avola, Merlot…
Sono contento, tuttavia, nonostante la particolarità dell’annata, che il 2011 sia l’anno fortunato per le basi spumante della Tenuta Il Bosco: il nostro Pinot Nero è ottimo, gli acini turgidi, le condizioni sanitarie dei nostri vigneti in Oltrepò Pavese perfette.
In generale, tuttavia, come confermano le statistiche, la produzione di quest’anno sarà inferiore e per noi ciò vale soprattutto in Sicilia, dove comunque (e per fortuna) non diminuisce la qualità.
Adesso dobbiamo solamente capire come si presenterà il mercato l’anno prossimo: dopo una vendemmia molto particolare, tutto fa presumere che il mercato del vino sarà ancora più imprevedibile delle condizioni meteo.
Ci stiamo già preparando alla nuova sfida!


Come raccontare il vino oggi?

Mi piacciono molto i cosiddetti new media perchè mi permettono di parlare con i miei coetanei, e non, di un mondo che amo vivo ogni giorno, quello del vino, in modo dinamico e versatile, veloce, informale e in costante evoluzione.

I miei interlocutori oggi sono coloro che trasmettono al futuro la cultura enologica italiana e fanno capire a noi produttori come proseguire ancora meglio sulla strada della qualità.

Per questa ragione, trovo appuntamenti come la European Wine Bloggers’ Conference, iniziata oggi a Brescia, essenziali per tornare periodicamente a riflettere su quale sia la direzione in cui sta andando il wine blogging (o la comunicazione in generale del vino), definire il ruolo sempre più attivo di Twitter nel creare e diffondere notizie, aggiornarci sui progressi fatti dai social e dalle nuove tecnologie e per constatare quanto i contenuti multimediali siano ormai imprescindibili per un racconto autentico di quello che succede, non solo in vigna o in cantina, ma nel mondo.

Come a dire che, per distinguerci ed essere credibili, noi vitivinicoltori non possiamo più produrre soltanto vini, ma dobbiamo realizzare contenuti, che facciano vedere, insomma, chi-come-dove-quando-perché realizziamo ciò che presentiamo al mercato, alle persone che ci scelgono. E, per fortuna, il vino non è solo il risultato della fermentazione dell’uva, è un mondo incredibilmente variegato e speciale, che dobbiamo far scoprire sempre di più, anche per rendere unico il nostro prodotto nei confronti di tanti competitor!

Dei progetti in cantiere, infatti, ne stiamo completando uno che mi piace molto: si tratta di abbinare ad ogni nostra bottiglia un QR Code che, se interrogato, carica un breve filmato nel quale l’enologo conduce il consumatore all’interno di una degustazione guidata del vino e del territorio che decide, di volta in volta, di scoprire.

Tra i prossimi step di Wine Is Love, tuttavia, non ci sarà solo l’upload di nostri video originali e prodotti in esclusiva, ma annuncerò qui anche gli sviluppi del progetto MyFeudo.it, iniziato due anni fa con una tavola rotonda a Vinitaly e proseguito sia con la presentazione di Symposio del Feudo Principi di Butera sia con una fase più riflessiva nel 2011, quando abbiamo applicato alcune indicazioni raccolte dai wine bloggers al nostro blend siciliano, in attesa di fare nuovi passi avanti nell’ottica del vino-open source.

Uno degli appuntamenti che affronteremo a breve sarà sicuramente, infine, il seguito del dibattito “Si può bere bene a 10 euro. Un viaggio nel mondo del vino low cost”, iniziato durante la puntata de Il Gastronauta di Davide Paolini di sabato 1 ottobre 2011. Desidero continuare la discussione con colleghi produttori, amici del mondo della ristorazione, sommelier o semplicemente appassionati.

Buon week-end a tutti!


La presentazione de “Le Guide de L’Espresso 2012″. E i prossimi appuntamenti

L’attesa presentazione de Le Guide de L’Espresso 2012 di ieri mattina ha animato più del solito la splendida location del Mercato Centrale di San Lorenzo a Firenze: al primo piano il gotha dell’enogastronomia italiana si è dato l’annuale appuntamento ideato da Enzo Vizzari e dai suoi collaboratori.

Uno dei luoghi d’elezione per l’incontro del meglio tra produttori, giornalisti, chef, opinion leader italiani, accomunati da passioni e impegno ai massimi livelli, in vigna, in cantina, in cucina, nel servizio e nell’accoglienza degli ospiti, nella critica e nella diffusione della cultura di settore.

Concetti chiave emersi dai discorsi dei curatori delle guide, espressi poi di fatto nelle nuove edizioni cartacea e digitale, sono stati qualità, ricerca, cambiamento culturale, dinamismo generazionale, passione, identità, autonomia stilistica…

Tutte queste caratteristiche, insieme a creatività, capacità di scelta della materia prima, territorialità di un uvaggio, esperienza e storia, determinano l’eccellenza del wine&food Made in Italy secondo le Guide de L’Espresso.

Enzo Vizzari ed Ernesto Gentili hanno sostenuto che non si debbano seguire mode,  proponendo ai loro lettori una selezione fruibile da tutti, declinata in numerose e dettagliate opportunità -proprio come sui banchi di un vivace mercato di altissima qualità-, di ciò che è buono e di ciò che è cattivo.

L’intenzione dei creatori sarebbe, insomma, quella di dare una nuova e precisa panoramica del meglio del mondo del vino e della ristorazione del nostro Paese, così da diventare un ottimo strumento di conoscenza e promozione, dove le valutazioni non servono tanto ad assegnare medaglie fine a se stesse, ma a sottolineare reali meriti e a stimolare miglioramenti costanti.

A questo proposito, Francesco Zonin ha premiato il maître dell’anno con una jeroboam di Deliella 2005, cru di Nero d’Avola del Feudo Principi di Butera, tenuta siciliana di famiglia: Simone Pinoli del Ristorante La Pergola dell’Hotel Rome Cavalieri -la cui cucina è regno incontrastato dello chef da 19,5 punti Heinz Beck- è il miglior Assistant Restaurant Manager del 2012 per la guida Ristoranti d’Italia.

Il primo commento di Francesco, al termine delle premiazioni, ha ripreso una delle tematiche più sentite dagli intervenuti, cioè l’attuale difficoltà che vive la fascia media della ristorazione: “I ristoranti medi sono in crisi, ma credo che, in questa fascia, quelli che offrono qualità, invece, funzionino. Propongono, cioè, una cucina chiara, riconoscibile, piacevole, a costi equilibrati. Un po’ come accade per il nostro settore: dobbiamo sempre più produrre ottimi vini con un prezzo corretto e centrato“.

Cosa ne pensate?

E visto che il piacere di andare al ristorante e bere un buon vino è per ognuno di noi un fatto soggettivo, seguiremo le prossime presentazioni delle altre guide, per avere un quadro ancor più ricco della proposta enologica italiana, secondo questo calendario:

  • VINI D’ITALIA del GAMBERO ROSSO 2012: 22 ottobre 2011, Città del Gusto di Roma
  • SLOW WINE 2012: 23 e 24 ottobre 2011, Fiera di Milano – Rho
  • GUIDA ORO I VINI DI VERONELLI 2012: 24 ottobre 2011, WiMu di Barolo
  • DUEMILAVINI 2012: 31 ottobre 2011, Hotel Rome Cavalieri
  • VINI BUONI D’ITALIA 2012: 5 novembre 2011, Teatro Puccini, durante il Merano Wine Festival
  • ANNUARIO DEI MIGLIORI VINI ITALIANI 2012 di LUCA MARONI: 27 gennaio 2012, Auditorium del PalaCongressi – Eur, Roma

Ci sarete?

Quali gli altri appuntamenti da non perdere?