Street-food da intenditori…

Sono in viaggio negli USA da qualche giorno, ma purtroppo non sono riuscito nemmeno stavolta a visitare il Fancy Food Show a San Francisco. Da quello che ho letto, anche l’ultima edizione è stata ricca di suggerimenti e spunti più o meno rassicuranti sulle prossime tendenze gastronomiche… Sono felice che si tornino a preferire le “crostate della nonna” -vado matto per quella di mele che trovo sempre a casa!- a cupcake e macaron e mi incuriosisce la provocante incursione del dolce nel salato in tema di snack e junk-food… Non vi andrebbe di provare almeno una volta il gusto di una tavoletta di cioccolato ripiena di patatine , un po’ di pop-corn al tartufo o del bacon candito, magari profumati con dello sciroppo alla menta o spalmati con burro di arachidi?

"Potato chips in Chocolate" da foodforfuture.wordpress.com

Esperimenti a parte, devo dire che apprezzo invece moltissimo la “rivincita” dello street-food internazionale e di qualità, così di tendenza da meritare una selezione accurata ed esperta che spazia di città in città: anche la scelta di arancine, hot-dog, kebab, jacked-potato o barbecue coreano prevede oggi tappe obbligate per il viaggiatore più cool…
Qual è il vostro best of della pausa più cult del momento? Aspetto suggerimenti per la mia guida personale!


Commenti: 6

  1. Mariano

    Scusa Francesco se mi eclisso… Stavo gustandomi una mezza ciabatta polesana calda con sopressa vicentina DOP…. Mi capirai se l’idea delle “potato chips in chocolate” mi mette “de rabalton el stomego”, credo sia facilmente comprensibile anche per i non-veneti.
    Mi piace l’idea dello street -food, se di qualità e digeribile, ma credo che lo stomaco seppur privo di occhi… si rifiuterebbe di ingurgitare simili “scelleratezze culinarie”.
    A proposito di street- food, nel caso ti fosse sfuggito e ti trovi nell’area di Frisco, ti consiglio di dare un occhio a http://www.sfcartproject.com/sfstreetfood: ampia scelta e twit in real time… Buon divertimento!

  2. Francesco Zonin

    Ciao Mariano!
    Come te sono un accanito fan della cucina regionale e dei prodotti della miglior tradizione enogastronomica non solo italiana, ma sono del parere che, almeno in questo campo, il rischio di “fallire” sperimentando sapori nuovi sia una curiosità cui dar credito senza esagerare ma senza troppe riserve, anche per il gusto di avere conferme di quello che già ci piace…
    Per il resto, appena riuscirò, seguirò sicuramente il tuo consiglio! Grazie!
    Francesco

  3. Mariano

    Ciao Francesco questo è un articolo apparso su Yahoo in queste ore: te lo copio “pari pari”perchè mi sembra in tema con la nostra discussione…

    “Perchè il cibo spazzatura crea dipendenza?
    Questa settimana parliamo di “cibo spazzatura”. Perché ci piace tanto?
    Che cosa spinge a ordinare un hamburger e a chiedere una porzione doppia di patatine fritte, possibilmente con salse dai colori improbabili?
    Perché questi alimenti creano dipendenza (junk food addiction la chiamano negli Usa, con lo stesso termine che si usa per le droghe)?
    E, soprattutto, come fare per evitare il consumo compulsivo di cibo non solo poco ricco di principi nutritivi ma addirittura dannoso per la nostra salute e responsabile di gran parte delle patologie legate all’obesità?
    La ricerca più interessante sull’argomento è stata fatta in America nel 2010 presso l’Istituto Scripps di Jupiter (“Dopamine D2 receptors in addiction-like reward dysfunction and compulsive eating in obese rats” ).
    Ha dimostrato che il junk food agisce come una vera e propria droga sull’organismo, inducendo in chi ne consuma abitualmente una dipendenza paragonabile a quella di una sostanza stupefacente qualsiasi.
    Abbiamo intervistato la dottoressa Valentina Chiozzi, biologa nutrizionista e dottore in Scienze fisiologiche e neuroscienze, per farci spiegare meglio come stanno le cose.
    D: Dottoressa Chiozzi, perché questi cibi attraggono così il nostro palato?
    R: Studi come quello americano hanno scoperto che questo tipo di alimenti, arricchiti in laboratorio con sali, zuccheri e grassi per renderli più appetibili al nostro palato, agiscono sui recettori della dopamina in maniera del tutto simile a come fanno le droghe. In altre parole, innescano quel meccanismo che porta poi alla dipendenza fisica.
    D: Come accade?
    R: La dopamina è un ormone endogeno, cioè prodotto direttamente dal nostro corpo: questo tipo di cibo stimola i recettori che secernono l’ormone ma non appena questi recettori non sono più stimolati il corpo sente ‘la mancanza’ dell’ormone. Ecco spiegato perché questo tipo di cibo, se consumato abitualmente, crea una dipendenza non solo psicologica ma anche fisica. In medicina si usa un termine, “craving”, per indicare la ricerca spasmodica di questo tipo di cibo junk, spazzatura.
    D: Parliamo non solo di cosa è ma anche di come è consumato il junk food.
    R: Questo è un altro aspetto importante del problema, da non sottovalutare. Il junk food ha indotto nei consumatori una nuova esperienza di masticazione: se i cibi sono facili da masticare e deglutire, perché molto morbidi, si avrà voglia di buttar giù velocemente un secondo boccone, e poi ancora un altro e così via. Non solo: il junk food ha introdotto la brutta abitudine di non consumare i pasti con calma seduti a tavola, ma di masticare continuamente snack dalla mattina alla sera, in maniera compulsiva, quasi fossimo dei ruminanti, magari davanti alla televisione o, per i ragazzi, con un videogioco in mano. Non dimentichiamo poi che un cosiddetto pranzo completo al fast food è ricchissimo di grassi e può arrivare a contenere 2000 calorie, cioè il fabbisogno giornaliero calorico di una persona media. Una cifra spropositata, ma assolutamente priva di principi nutritivi come le vitamine e i sali minerali.
    D: Come evitare la dipendenza da junk food?
    R: Bisogna cominciare da piccoli: è stato dimostrato che l’educazione al gusto dei bambini comincia già nel ventre materno. Fondamentale poi è il periodo di svezzamento, quando il bambino si accosta ai sapori. Una madre incinta che abusa di junk food trasmette al futuro bambino la propensione per questo gusto.
    Vorrei ricordare che non stiamo parlando di un problema meramente estetico: l’obesità infantile è in aumento di tutto il mondo occidentale e comporta patologie legate a una eccessiva assunzione di cibi ricchi di conservanti, coloranti e zuccheri, come i succhi di frutta. Penso ad esempio al deficit di attenzione, all’iperattività e a tutte le malattie metaboliche o dell’apparato cardio-vascolare. Francesca Amé (Redazione di Yahoo LifeStyle)”

  4. Francesco Zonin

    Grazie ancora, Mariano: leggerò l’articolo che segnali. Buon inizio di settimana,
    Francesco

  5. franco

    Ciao Francesco, mi permetto di rivolgermi a Te confidenzialmente dato che sono per metà gambellarese, ho avuto il privilegio di conoscere il Commendatore e tuo nonno Attilio nonchè di trascorrere, in gioventù, le mie più belle vacanze estive a Gambellara. Ho letto, casualmente, il botta e risposta tra Te e Mariano e con quest’ultimo condivido pienamente la gioia di gustare lo street-food nostrano, e per nostrano intendo tutto quello Italiano, fatto scrupolosamente con ingredienti genuini.
    Lasciamo ai “foresti” godersi i loro cibi e i loro modi di vivere, noi tiriamo avanti per la nostra strada, che non siamo secondi a nessuno… Del resto mi sembra di capire che anche Tuo padre quando ha ereditato l’Azienda ha seguito il suo… olfatto.
    Scusa per la confidenza, Ti saluto,
    Franco

  6. Francesco Zonin

    Buongiorno Franco,
    Come te e Mariano approvo totalmente la scelta imprescindibile della qualità: nel vino, nei prodotti gastronomici territoriali, nella cultura,… sempre.
    Viaggiando tantissimo per lavoro, in un contesto sociale diventato globale, ho anche avuto l’opportunità di scoprire le eccellenze di Paesi stranieri e di restarne spesso affascinato. Senza però mai dimenticare le mie origini, che amo e diffondo.
    Auguro infatti ai miei amici di avere quante più occasioni possibili di fare nuove scoperte e di segnalarmele per condividerle. Sei d’accordo?
    A presto,
    Francesco



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