Per molti di noi le vacanze sono finite, ma credo che i nuovi inizi siano sempre positivi.
Bentornati dunque e buona ripresa delle vostre attività. Questo blog ricomincia da voi e dall’Astraio.
Ci eravamo, infatti, lasciati con l’avvio della seconda tasting list, quella riguardante l’assaggio di questo Viogner in purezza di Rocca di Montemassi.
[Grazie a Matteo Penzo per questa foto, qui il suo account flickr]
Come già detto, questo vino è stato una nuova scommessa, in quanto il Viogner è una varietà dell’Alto Rodano. Ho quindi particolarmente apprezzato i vostri numerosi contributi, perché è da questi che noi dobbiamo ripartire se vogliamo continuare a migliorare.
Per questo, vorrei ringraziare tutti i blogger che hanno partecipato, sia quelli che hanno trovato prima della partenza comunque il tempo di assaggiare e di pubblicare i propri commenti, sia quelli che al rientro hanno incluso tra le prime cose da fare questa tasting list.
Qui trovate la scheda tecnica dell’Astraio e qui di seguito i commenti dei partecipanti:
Una curiosità: visto che qualcuno ce lo ha domandato, il nome del vino deriva da Astreo (dal greco Αστραιος, “stellato”) ed è uno dei titani della mitologia greca. Da lui e dalla moglie nacquero i venti e il Viogner è un cosiddetto un “vitigno del vento”.
Chi di voi è iscritto alla tasting list di Francesco ha ricevuto da qualche giorno la bottiglia del nostro ultimo vino di Rocca di Montemassi, l’Astraio, un Viogner di cui vi ho raccontato i dettagli in un precedente post. Ho letto le prime recensioni (Gianpaolo, Pamela, Riccardo, Davide) e devo dire che le ho trovate molto interessanti: il vostro parere è per me molto importante per un confronto, quindi leggerò volentieri tutto ciò che vorrete raccontarci su questo vino a cui siamo molto legati qui in Maremma.
Ho pensato di rubarvi qualche altro minuto per parlarvi anche di questo territorio, che è padre del vino che avete ricevuto, e di che cosa rappresenta per me.
Sono nato e cresciuto a Milano, e la prima volta sono passato in queste zone un pò per caso, provenendo da Siena, ripercorrendo, senza ancora saperlo, la antica via medievale che collegava la città del Palio al suo sbocco sul mare, il porto di Talamone. Rimasi molto colpito dal colore della terra di queste zone, dal rosso vivo dovuto alla grande presenza di minerali ferrosi.
Poco più di un anno dopo, nel marzo del 2003, sono tornato per fermarmi, per lavorare ad un progetto appena nato che sarebbe diventato Rocca di Montemassi, un progetto sempre in cammino, che ogni anno si arricchisce di nuove esperienze.
Dopo 3 anni dedicati interamente alla vigna e ai suoi grappoli, nel 2006 abbiamo finalmente inaugurato la cantina e con essa il “Museo di civiltà rurale”, un omaggio alla vita dei campi e alle tradizioni che rischiano di scomparire con il trasformarsi della nostra cultura quotidiana. Molti sono i visitatori che oggi vengono a trovarci, e chi è ritornato dopo una prima visita del 2003 ogni tanto grida al miracolo, tanto è cambiata questa azienda dal giorno in cui è entrata a far parte della famiglia Zonin.
La Maremma è un luogo particolare, affascinante e ostile al tempo stesso. Una sensazione che ti colpisce immediatamente, una voglia di restare, la subitanea certezza di non poterne più fare a meno.
Per nessun motivo in particolare e per ogni buona ragione, quasi un luogo non luogo, una categoria dello spirito. Una culla di storia e grandi civiltà, gli etruschi prima e i romani poi, una terra meravigliosa ma aspra, che per centinaia di anni ha mostrato al passante paludi e malaria, che ha celato dentro di sé, nel sottosuolo, le sue più grandi ricchezze. Una terra dimenticata, rifugio sin dall’alto medioevo di eretici, briganti e reietti.
Tutto in Maremma richiede più tempo che altrove: la terra è ricca ma dura, la gente vera ma difficile, la forza imperante e violenta della natura ti costringe a uno sforzo di umiltà e sottomissione.
Così è anche per il nostro lavoro, per l’uva e per il vino.
Per capire come comportarsi con una produzione maremmana ci vuole tempo, esperienza, bisogna sviluppare un comune sentire con l’ambiente che ti ospita e talvolta rinunciare alle certezze acquisite in altri luoghi, perché la vite si senta a suo agio bisogna che la terra meravigliosa e dura di queste zone si conceda pian piano all’esplorazione dei suoi nuovi ospiti, per abituarsi al sole e al vento di Maremma bisogna lasciar bruciare diversi strati di pelle, imparare a lasciarsi sferzare dal vento.
Credo il nostro percorso sia appena cominciato. Se avrete voglia di scoprire questo angolo incantato di Toscana, saremo qui ad aspettarvi per aprirvi le porte… Magari oggi con una punta di accento toscano!
L’idea del Viogner è nata per la prima volta durante le lavorazioni del terreno di un bellissimo declivio esposto a nord ovest che si affaccia sul torrente “Santo”. Trenta centimetri sotto terra abbiamo infatti trovato un magnifico banco calcareo, compatto e uniforme, che ci ha suggerito l’idea di un vitigno bianco di spiccata e particolare aromaticità che su tale terreno potesse esprimersi al meglio. Volevamo però un vitigno differente, inusuale, una varietà che potesse essere adatta alla Maremma, che si esaltasse in questo territorio straordinario e ne diventasse espressione unica, quasi innata.
Maremma: un territorio di sole e di sorprese, di luce e di sale, soprattutto un territorio di vento. Una terra in cui i “vitigni del vento”, come il Syrah, avevano già dimostrato di fornire risultati straordinari e sorpendenti.
Così abbiamo pensato al Viogner, una varietà dell’alto Rodano, un altro vitigno del Vento! Un’altra scommessa da vincere. Un vitigno che ha risposto con timidezza e parsimonia, quasi spaventato da tanta esuberanza degli elementi naturali, un vitigno che ha avuto bisogno di un pò di tempo, di un anno in più del solito per iniziare a dare i suoi frutti.
Lo abbiamo atteso e non ci ha delusi. Acini piccoli,spessi,croccanti, dorati e profumati. Asciutti e sani, come il vento suggeriva. Un profumo subito straordinariamente intenso e riconoscibile, quasi uno schiaffo che ti costringeva a fermarti e a girarti attraversando la cantina. Già in quel momento abbiamo capito di avere in mano qualcosa di particolare, di unico.
Poi il tempo ci ha aiutato a svelare questo vino anche in bocca. Un connubio, un mutuo completarsi tra il vitigno e il territorio che fa apparire questa “novità” come l’espressione di una lunga e studiata tradizione. Una scommessa che vorrei perpetuare e approfondire, per chiudere quel triangolo immaginario che nella nostra famiglia, Casa Vinicola Zonin, parte dal Rodano, passa per la Virginia e si chiude nella mia Maremma.
So che Francesco ha mandato alla sua Tasting List una bottiglia del nostro Astraio da degustare. Sarò felice di ascoltare i vostri riscontri, positivi o negativi che siano: saranno un ottimo spunto per lo sviluppo di questa scommessa per tutti noi qui a Rocca di Montemassi.
Ormai manca poco all’estate e ancor meno alla vendemmia, ma prima di iniziare a raccogliere i frutti 2009 sarei curioso di sapere il vostro giudizio su un vino che per noi rappresenta una scommessa. La zona è la Maremma, la scommessa si chiama Viognier.
E’ un vitigno che la mia famiglia ha cominciato a sperimentare in Virginia nel 1992 e dopo le prime 2 vendemmie poco significative, oggi ci sentiamo di dire che Luca Paschina è riuscito a dar vita ad un grande bianco.
Siamo fermamente convinti che la Maremma abbia lo stesso potenziale per ottenere risultati simili, ma ci rendiamo conto che la strada da percorrere sia ancora lunga ma molto promettente.
Ci piacerebbe quindi avere il vostro giudizio sulla prima vendemmia di “Astraio”, Viognier in purezza di Rocca di Montemassi che sarà il protagonista di questa tasting list “estiva”. Lascerò a Stefano Ferrante, come è giusto che sia, l’onere e onore di presentarvi questo vino.
Se volete iscrivervi alla mia tasting list, ci sono ancora dei posti liberi. Potete inserire i vostri dati qui.
Io rimarrò in attesa dei vostri giudizi e commenti.
A presto.
Mercoledì 15 Aprile abbiamo partecipato all’evento denominato “Vino e territorio“, organizzato da Tuscany’s Maremma Wine and Food.
E’ stata una giornata per noi molto interessante e che ha celebrato due debutti: il nostro con il gruppo di aziende che compongono “Tuscany’s Maremma”, e soprattutto la prima uscita pubblica del nostro ultimo nato, l’Astraio 2008, primo Viognier in purezza di Montemassi.
La splendida giornata primaverile e la fantastica cornice di un angolo nascosto e incontaminato dell’Argentario, hanno contribuito all’ottima riuscita della gionata, cui hanno partecipato con vivo interesse molti importanti ristoratori (da Caino di Montemerano a Giannino in Versilia), importatori, addetti del settore.
Un clima nuovo nel panorama del vino maremmano, un bancone unico per tutti i produttori, una reale volontà di tutti di stare insieme e proporre ciò che di meglio, ed è tanto, la Maremma sa offrire.
In questa cornice sono stati molto interessanti i riscontri che Astraio ha ricevuto; curiosità e sorpresa, generale e convinta approvazione per la scelta di una varietà che sta dimostrando tutta la sua capacità di esprimersi al meglio in Maremma.
Ho anche saputo da Francesco che proprio con Astraio saremo protagonisti della prossima tasting list. Allora non aggiungo altro e rimarrò in attesa dei vostri commenti.
Mi chiamo Francesco Zonin e con questo blog vorrei condividere con voi il lavoro quotidiano, spesso sconosciuto, dietro i nostri vini e soprattutto ascoltare i vostri suggerimenti e le vostre opinioni. ...[Continua a leggere]