La vendemmia ad Albola è sempre una questione di pazienza…
Pazienza nell’aspettare il momento giusto per la raccolta che quest’anno è stata come ai vecchi tempi, nel mese di ottobre. C’è voluto coraggio e l’attesa ci ha premiato: uve mature e sane e la prospettiva di un vino di grande personalità. E’ la mia quarta vendemmia a Castello d’Albola, e posso dire con tutta franchezza che quest’anno comincio a capire molto meglio le “mie” vigne.
Il Sangiovese, viste le condizioni pedoclimatiche quasi di frontiera con impianti fino a 600 metri sul livello del mare e con terreni molto poveri e sassosi, in questa zona dà origine a vini di grande eleganza e classe, dalla struttura agile e piacevole. Il dottor Giacosa è solito dire che la vigna, quando coltivata al limite, dà la massima espressione di se. Beh, qui ci siamo molto vicini.
Abbiamo cominciato la vendemmia con lo Chardonnay, ben maturo e che beneficia della nostra altitudine (e che non vedrà legno) e abbiamo terminato giorni fa con l’ultimo filare di Cabernet Sauvignon che andrà nell’assemblaggio del nostro Acciaiolo.
Oggi piove, ma per fortuna è tutto in cantina ormai. Non ci rimane che stappare un’ottima bottiglia di Chianti Classico da abbinare con lo storico piatto presente su tutte le tavole chiantigiane in questo periodo dell’anno: la ribollita. Ci permettiamo di suggerirvi la versione della Giuliana, la cuoca (da sempre) di Castello d’Albola. E se ve lo suggerisce un piemontese…
Ribollita di Giuliana (da preparare il giorno prima)
Ingredienti per 4 persone:
- 400 gr. Fagioli cannellini
- Olio extra vergine d’oliva
Lessare i fagioli.
Pulire il cavolo nero e le altre verdure e tagliare il tutto a pezzetti.
Mettere le verdure in un coccio di terracotta, salare e far stufare lentamente con un pò d’acqua e 2/3 pomodori pelati.
Passare una parte dei fagioli e aggiungere la purea così ottenuta al misto di verdure.
Far cuocere per circa 1 ora e 30 minuti e verso fine cottura aggiungere i fagioli lessati interi.
Affettare il pane toscano, adagiare quindi le fette in una pirofila versando sopra la zuppa di verdure e lasciare riposare per alcune ore, meglio una notte.
Mettere l’olio in una padella, fare scaldare bene e farvi saltare la zuppa ottenuta.
Impiattare, aggiungere un pò d’olio “novo” toscano, una macinata di pepe ed il piatto è pronto.
N.B. Sicuramente non vi verrà uguale a quella di Giuliana, perchè i segreti in cucina non si svelano mai fino in fondo, comunque vale la pena provare! E non dimenticate: A chi un beve i’vino, Iddio gli neghi anche l’acqua!
