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	<title>Wine is love &#187; crisi</title>
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	<description>Il blog di Francesco Zonin</description>
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		<title>USA e Canada: visti da vi(ci)no</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Feb 2009 16:28:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[Vino e dintorni]]></category>
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		<description><![CDATA[Ho approfittato di fine gennaio e febbraio per un visita nel nord america. Il post giunge un pò in ritardo e me ne scuso ma i ritmi delle ultime settimane non mi concedono di dedicare il tempo che vorrei a questa attivtà! Cominciamo dagli USA. Come ormai saprete lo considero un mercato di riferimento perchè negli ultimi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho approfittato di fine gennaio e febbraio per un visita nel nord america. Il post giunge un pò in ritardo e me ne scuso ma i ritmi delle ultime settimane non mi concedono di dedicare il tempo che vorrei a questa attivtà!</p>
<p>Cominciamo dagli <strong>USA</strong>. Come ormai saprete lo considero un <strong>mercato di riferimento</strong> perchè negli ultimi 50 anni ha dimostrato di anticipare (o influenzare pesantemente) le tendenze europee e perchè, da imprenditore, sta diventando il <a href="http://www.researchandmarkets.com/research/0e6172/us_wine_market_for" target="_blank">più importante mercato di vino del mondo</a>. Sono rimasto nella costa est, tra il New England e NYC, partendo dal New Hampshire, passando per Boston e chiudere nella Grande Mela.<br />
<strong> Il viaggio da Nord a Sud ha coinciso anche con l&#8217;amplificarsi della crisi che si respirava</strong>. Inutile negarlo, forse è la prima volta che ho veramente respirato aria di crisi (ero a NYC l&#8217;11 settembre fino al Natale 2001 ma non c&#8217;era questo clima!). <strong>Crisi però che tenderei ancora a vedere a macchia di Leopardo</strong>. NH sono stati 2 giorni di promozione durante la wine week (il NH è un monopolio come il Canada, la Scandinavia e la Pennsylvania) ma non ho visto partiolari facce tristi. Lo stesso dicasi a Boston, ho visto facce di ristoratori ancora allegre. Chi ho visto gioire poco sono stati i ristoratori di NYC, e più o meno tutti hanno denunciato un forte calo dei consumi e una diminuzione consistente dello scontrino medio. Ma nessuno ancora si abbatte, l&#8217;effetto Obama sorregge ancora gli animi e per aziende medio piccole come quella del sottoscritto il mercato è ancora tutto da conquistare!<br />
Segmenterei anche la crisi: devo ammettere che <strong>certi vini sono &#8220;inchiodati&#8221;, direi sopra i 50$ in enoteca</strong>, a cominciare dai grande Cabernet Californiani, <strong>mentre ruotano ancora molto bene i vini tra i 15 e 25 dollari </strong>(che fortunatamente è il posizionamento delle grande maggioranza dei vini italiani). Grandissime battaglie invece sui posizionamenti attorno ai 9$ dove colossi come <a href="http://gallo.com/" target="_blank">Gallo</a> e <a href="http://www.yellowtailwine.com/" target="_blank">Yellow Tail</a> (quest&#8217;ultima deve sostenere vendite nel Paese di circa 10 milioni di casse&#8230;. da 12!) si sfidano a colpi di promozioni e campagne pubblicitarie.<br />
Sono rientrato entusiasta per l&#8217;interesse che sta suscitando <strong>il Prosecco</strong>, che non è ancora una categoria ma comincia ad essere riconosciuto come nuovo &#8220;cool wine&#8221; dall&#8217;Italia e sta conquistando soprattutto il <strong>pubblico femminile</strong>.<br />
Per concludere,<strong> tira aria di crisi</strong>, è tutt&#8217;altro che facile, <strong>ma gli spazi sono ancora enormi e gli USA sono un Paese dove ci si piange addosso poco e si cerca di reagire in fretta</strong>, per cui tengo alto lo spirito e le speranze (tra l&#8217;altro abbiamo chiuso gennaio con un bel +60%!)</p>
<p>Dal <strong>Canada</strong> sono rientrato il 14 febbraio dopo una settimana a Montreal. Era la mia prima visita e non vedo l&#8217;ora di tornarci! Paese meraviglioso, persone cordiali, ottimo cibo (spesso italiano naturalmente!) e grandi possibilità ancora! Sono forse il Paese più europeo d&#8217;America (mentre l&#8217;Ontario è molto più simile agli USA) e il made in Italia sta conquistando velocemente molti spazi.<br />
<strong> E&#8217; un monopolio, per cui il mercato è controllato dallo Stato che lista i diversi prodotti internazionali nei 450 negozi di proprietà </strong>(<a href="http://www.saq.com/webapp/wcs/stores/servlet/GeneralContentView?langId=-2&amp;storeId=10001&amp;catalogId=10001&amp;krypto=xuW%2BoIWWjLSDk%2Bl5jeYDLdJweastSmGXUlCNUSfTyw8AEsJeI44zODNlTRgvIp%2Fp" target="_blank">SAQ</a>). <strong>Questo crea parecchie barriere all&#8217;entrata</strong> perchè tendenzialmente si parla di un numero fisso di referenze e grande competizione in termini qualitativi tra i produttori per accedere a questi listing (molto simile alla Svezia). <strong>Però crea minor competizione una volta listati</strong>!!<br />
<strong> C&#8217;è un mercato &#8220;parallelo&#8221; per importazioni di vini particolari</strong> che però non hanno l&#8217;assicurazione di rimanere a lungo sullo scaffale, di solito si tratta della possibilità di esportare qualche centinaio di casse che devono finire nel giro di qualche mese&#8230; Nota positiva,<strong> crisi quasi assente</strong>! Ho girato moltissimi locali, ristoranti e bistrot, pieni a pranzo e cena, con bicchieri di vino ovunque. Che dire, un mercato che di questi tempi riempie di gioia. Fondamentale è il ruolo dell&#8217;agente che promuove i prodotti particolari in ristorazione e crea piani marketing per determinare una migliore rotazione dei prodotti all&#8217;interno degli stores.</p>
<p>Magari approfondirò questo mercato di rientro dal mio prossimo viaggio. Ora meglio che ci prepariamo all&#8217;abbinata <a href="http://www.prowein.de/cipp/md_prowein/custom/pub/content,lang,2/oid,16323/ticket,g_u_e_s_t/~/ProWein_-_International_Trade_Fair_Wines_and_Spirits.html" target="_blank">ProWein</a> / <a href="http://www.vinitaly.com/index.asp" target="_blank">Vinitaly</a>.<br />
Buon lavoro a tutti.</p>
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