Mi ero ripromesso di assaggiare due settimane fa i vini che Gianpaolo mi ha gentilmente inviato. Complice impegni di lavoro e viaggi non previsti ed un Vinexpo (mezzo vuoto ma almeno ci siamo ripagati la fiera!) nel mezzo ho rimandato il tutto tra ieri ed oggi.
Ieri sera ho organizzato una cena con alcuni amici, in tutto 3 coppie, per assaggiare 2 vini della campionatura con un pubblico tecnicamente meno competente, per testare la piacevolezza che avrebbero riscontrato con consumatori abituali di vino ma non troppo appassionati. Abbiamo assaggiato il “Vermentino Ansonica “Guazza“ ed il “Morellino di Scansano “Bellamarsilia“.

- Il primo ha avuto un buon successo, ha una bella beva, buona acidità e freschezza. Forse manca qualche nota fruttata al naso, comunque un vino ben fatto e gradevole.
- Lo stesso si può dire del “Bellamarsilia”, ottimo frutto al naso, forse ancora giovane ma decisamente apprezzato.
Questa mattina invece abbiamo degustato la rimanente selezione nella nostra saletta (centro di continue riunioni last minute!) con il dott. Giacosa, mio fratello Domenico e Carlo de Biasi, coordinatore viticolo di tutte le aziende della nostra famiglia (insomma l’uomo che governa i 1800ha a vigna). Questo il report un pò più dettagliato visto che oggi avevo il ruolo da scriba.
Intanto ho voluto far degustare i vini alla cieca, indicando solamente una provenienza di massima “Toscana”, senza specificare ulteriori sottozone o varietali.
- Il primo vino degustato è “Ansonica Bucce“, e il primo commento dopo circa 3 secondi di “naso” del dott. Giacosa è stato: “sicuramente fa una buona macerazione con le bucce!”. Una ottima complessità olfattiva ed ottimi tannini percepiti in bocca anche se forse troppo severi. Il retrogusto un pò amarognolo tipico di una macerazione con le bucce non disturba eccessivamente e forse manca di un pò di lunghezza in bocca.
- Il secondo vino degustato è il “Maremmante“, con un riscontro immediato al naso del Syrah. Ad un secondo assaggio si è deciso per la presenza di un secondo vitigno, ma solo Carlo ha ipotizzato un vitigno “mediterraneo”. Complessivamente un buon vino, molto ben fatto, un bel frutto al naso e forse tannini che asciugano un pò troppo, mancava un pò di velluto in bocca. Di sicuro si percepisce la provenienza da un zona calda, quindi un vino riconducibile immediatamente alla Maremma, ancora però giovane.
- Il terzo vino è il “Principio“. Qui la riconducibilità al vitigno è stato un pò più complicato, anche perchè non abbiamo spesso l’occasione di degustare Ciliegiolo in purezza. Vino estremamente piacevole, un ottimo frutto anche qui, rotondo e bel volume in bocca. Nessuno è riuscito a risalire al vitigno, ma il commento generale è stato: “se si tratta di ciliegiolo in purezza, chapeau, veramente ben fatto!
- Abbiamo lasciato per ultimo il “Finisterre“, ed il perchè lo si vedeva anche dal colore nel bicchiere. La prima impressione al naso è stata quella di un vino di grande concentrazione, struttura e personalità. Subito si è pensato ad un blend con Syrah, anche qui il secondo vitigno meno riconoscibile. Gran naso che ha bisogno di un pò di tempo per aprirsi, con un frutto maturo prevalente e un legno ben fuso ed integrato. Tantissimi tannini molto densi che sicuramente conferiranno un’ottima longevità, anche se forse anche qui troppo severi. Una beva non facilissima, ma un grande vino.
Questa la nostra prima degustazione dei vini di Poggio Argentiera, con un primo premio aggiudicato all’Ansonica Bucce per la sua originalità indubbia. Un plauso comunque a Gianpaolo per lo stile dei vini (ripeto, unico commento negativo sono stati i tannini un pò troppo severi), per il gran lavoro sul Ciliegiolo, per la netta riconducibilità ai varietali e alla “nostra” Maremma. Chapeau.