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Post Vinitaly/2

14-04-2009

Come dicevo, vorrei condividere con voi alcuni incontri del Vinitaly da poco concluso, incontri che mi fanno ben pensare per il futuro.

Ho avuto modo di conoscere (o rivedere) dei “ragazzi” che mi hanno stupito per la loro voglia di fare, per il loro ottimismo e per la loro intelligenza dimostrata in un momento così particolare per il mondo intero. Ho sempre sostenuto che in un momento simile è la persona, il gruppo di persone, e quindi la singola azienda, che possono fare la differenza in un mercato che non cresce, anzi regredisce. E ho avuto la riprova di questo incontrando 3 persone che nel loro mondo stanno cercando (e riuscendo) a fare la differenza. Vado in ordine cronologico…

La prima persona si chiama Roberto Costa ed è il direttore generale della società proprietaria della catena di ristornati Maxela, con punti vendita a Genova, Milano e Roma. Persona estremamente dinamica, molto preparata, con le idee chiarissime sul mercato e sulla strada da intraprendere. Insomma, un vero manager prestato alla ristorazione di qualità. E quando si sentono persone così parlare di prossime e numerose aperture in Italia e della cura maniacale (in cucina e dietro la scrivania) con cui si gestisce questa catena, non si può fare altro che cercare di vedere il futuro un pò più roseo.

La seconda persone è uno chef di cui avevo già parlato qualche mese fa. Si chiama Enrico Bartolini e ho avuto la fortuna di riassaggiare la sua cucina durante il secondo giorno di Vintaly all’interno del ristorante d’autore. Non si disturba uno chef all’opera, ma si assaggiano le sue creazioni e magari si ascolta la sua visione della cucina italiana. Così ho fatto e ho avuto la riconferma di quanto già detto. Se Enrico può rappresentare le nuove generazioni di chef italiani che uniscono allo stile in cucina uno stile ancora più elegante fuori dalla cucina, saremo in ottime mani.

La terza persona che ho rivisto è un amico di vecchia data ma che purtroppo vedo poco per ovvi motivi di lavoro. Si chiama Federico Menetto ed è il direttore del Caffè Pedrocchi, una vera e propria istituzione a Padova e non solo. L’unico Caffè in Italia senza porte (qui ci sarebbe una bella storia da raccontare… Magari la chiederemo a Federico). Anche lui era presente al Vinitaly al Ristorante d’Autore nella giornata di domenica. Menu veneto, molto tradizionale ma rivisto con intelligenza, ed una storia centenaria raccontata con il cuore. Federico è una di quelle persone che non si fermano mai, con i piedi e con la testa, sempre alla ricerca di novità da proporre ai clienti e novità per anticipare le mode che verranno. In gamba perchè quando le cose non vanno bene investe tutto il suo tempo a raddrizzarle queste cose, e mai un minuto a lamentarsi del “famoso” mercato o economia avversa.

Ecco, se devo riassumere il Vinitaly in 3 parole, lo riassumo in 3 persone che mi hanno dato ancora più voglia di lavorare e migliorarmi.
Saluto e ringrazio per la visita comunque tutti i nuovi amici che ho avuto il piacere di conoscere durante la manifestazione scusandomi se talvolta ho dedicato loro poco tempo o meno di quanto avrei desiderato… Fa parte del gioco chiamato Vinitaly.

Al Bistrot di Bartolini

13-11-2008

Mi considero ancora un giovane, e come tale sono sempre entusiasta quando trovo miei coetanei che fanno grandi cose, in Italia o in giro per il mondo. Mercoledì scorso ho avuto la fortuna di conoscere, finalmente, Enrico Bartolini, presso il suo nuovo Bistrot che ha aperto a Pavia (così nuovo che non è ancora arrivato il sito, o almeno io non l’ho trovato, appena arriva lo aggiungo). Il merito è di un amico comune, Giovanni Merlino, il proprietario dell’Hotel Moderno, punto di riferimento per l’ospitalità a Pavia.

Dico finalmente perché Enrico l’ho conosciuto prima per fama, poi attraverso la televisione, seguendo le sue lezioni sul Gambero Rosso Channel (prima di andare a letto). All’interno dell’Hotel Moderno ha aperto il “Bistrot Bartolini”: bella atmosfera, ottimo servizio e tanta, tanta passione!

Non sono la persona più indicata a commentare il suo menù, online troverete un sacco di post (Altissimo ceto, TommasoFarina, Appunti di gola, Consumazione obbligatoria) posso solo dire che ho mangiato molto bene, con uno stile in cucina che condivido appieno. Ci siamo lasciati con la promessa di ritrovarmi prima o poi con un grembiule nella sua cucina ad affettare cipolle e cercare di migliorare le tecniche del mio hobby preferito: la cucina.

Foto: Altissimo Ceto