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	<title>Wine is love &#187; Le tenute</title>
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	<description>Il blog di Francesco Zonin</description>
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		<title>Antonio Cufari: vi racconto Butera</title>
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		<pubDate>Wed, 11 May 2011 09:02:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Cufari</dc:creator>
				<category><![CDATA[Feudo Principi di Butera]]></category>
		<category><![CDATA[Le tenute]]></category>
		<category><![CDATA[hp_small]]></category>
		<category><![CDATA[antonio cufari]]></category>
		<category><![CDATA[feudo principi di butera]]></category>

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		<description><![CDATA[Feudo Principi di Butera, la tenuta siciliana di Casa Vinicola Zonin, raccontata dal direttore Antonio Cufari: il suo primo giorno, le emozioni provate, l'incontro con i luoghi a lui ora familiari. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">
<p><a href="http://www.wineislove.it/wp-content/uploads/2011/05/2796457716_8597f63cda_z.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1956" title="Feudo Principi di Butera" src="http://www.wineislove.it/wp-content/uploads/2011/05/2796457716_8597f63cda_z.jpg" alt="" width="640" height="356" /></a></p>
<p>Oggi Antonio Cufari ci racconta, in prima persona, la sua esperienza in tenuta come direttore di Feudo Principi di Butera. Nel racconto ci fa rivivere il suo primo giorno in tenuta. Passati due anni da quando ha iniziato il suo percorso a Butera, ha già tanto da dirci sulle emozioni che questo luogo gli sta regalando. A lui la penna.</p>
<p>&#8220;<strong>Il 26 aprile 2009 sono arrivato, per la prima volta, al Feudo Principi di Butera.</strong> <strong>Ricordo che era una domenica pomeriggio.</strong> Giunto nei pressi di Caltanissetta telefonai in azienda per avvisare del mio arrivo. Svoltato poi allo svincolo per Riesi scorsi i primi cartelli indicanti il Feudo e dopo pochi chilometri, seguendo una strada che si addentrava tra le  colline illuminate dagli ultimi raggi di sole, i primi vigneti mi fecero capire di essere arrivato a destinazione.</p>
<p><strong>Da lì a poco un grande cartello illuminato mi indicò l&#8217;ingresso dell&#8217;azienda.</strong> Ad attendermi davanti il cancello trovai delle persone che mi accolsero da subito con modi cordiali; con loro, quattro bambini a darmi il benvenuto, figli di quelle persone che lavoravano in azienda e che del Feudo avevano fatto la loro dimora sin dalla nascita. Era buio quando ripresi la guida della mia autovettura per entrare nella tenuta. <strong>La luce dei fari illuminava maestosi alberi di pino che costeggiavano la strada e, poco distanti da essi, delle piante di rosa capeggiavano i filari di vite. </strong>Proseguendo giunsi a un baglio illuminato quasi a giorno dove un grande albero di ulivo ne segnava il centro. Parcheggiata la macchina entrai nel baglio e mi accompagnarono in quelli che sarebbero diventati i miei alloggi.</p>
<p><strong>Il mattino seguente fui svegliato da un chiassoso cinguettio di uccelli e di buon ora in una stupenda giornata di primavera iniziai a far visita alla tenuta.</strong> Rimasi colpito subito dalla <strong>bellezza</strong> e dalla <strong>cura dei particolari</strong> di tutto ciò che mi circondava, dagli alberi di ulivo all&#8217;ampio prato, dalle aiuole alle antiche dimore ristrutturate con estrema eleganza, dallo stupendo bevaio posto all&#8217;ingresso del baglio ad un immenso lago che dava rifugio agli uccelli migratori. Successivamente entrai finalmente nei <strong>180 ettari di vigneto, passando dallo Chardonnay, al Cabernet Sauvignon, al Merlot, al Nero d&#8217;Avola, al Syrah ed all&#8217;Insolia</strong>, percorrendo per quasi cinque chilometri terreni collinari di marne calcaree.</p>
<p><strong>Anche qui lo stile di allevamento delle viti era impeccabile</strong>: le piante perfettamente impalcate, in maniera da avere una parte continua di vegetazione, davano la sensazione che i filari non avessero mai una fine. Quando mi accorsi era già l&#8217;ora di pranzo e mi diressi verso la foresteria dove ebbi l&#8217;opportunità di conoscere le bontà della cucina tipica siciliana. Nel pomeriggio andai finalmente in cantina ed entrando in direzione dell&#8217;enoteca nel corridoio notai una<strong> serie di fotografie che ripercorrevano la storia della realizzazione del Feudo</strong>. Giunto in enoteca, realizzata per buona parte in legno, vidi raccolti lì una serie di <strong>antichi attrezzi per la raccolta dell’uva e l&#8217;imbottigliamento dei vini</strong>. Mi diressi verso l&#8217;impianto di imbottigliamento prima e poi nei locali di lavorazione e fermentazione delle uve e di stoccaggio dei vini. Tutto rigorosamente perfetto.</p>
<p>Infine l&#8217;incontro con l&#8217;ambiente più interessante per un enologo: <strong>la bottaia e la barricaia</strong>, un luogo situato circa sette metri sotto il livello del suolo dove il vino riposa e si eleva nel gusto e nel profumo.</p>
<p>Conoscevo il prestigio di questa azienda e sapevo l&#8217;attenzione che la<strong> famiglia Zonin</strong> destinava ad essa collaborando con enologi del calibro di <strong>Franco Giacosa &#8220;padre del Nero d&#8217;Avola&#8221;</strong> e di <strong>Denis Dubourdieu</strong>, professore ordinario all&#8217;<strong>Università di Bordeaux</strong>: l&#8217;assaggio dei vini fu dunque una conferma.</p>
<p><strong>Non un compito facile, il mio, quello di mantenere elevato lo standard qualitativo di questi vini. </strong>Ma oggi, dopo due anni e due vendemmie condotte al Feudo, posso affermare che questo primo ostacolo è stato superato. <strong>Stiamo ancora oggi studiando ed applicando nuovi protocolli di lavoro per migliorare ulteriormente la qualità dei vini. </strong>In questi due anni, infatti, abbiamo messo in pratica un protocollo per la gestione dei vigneti che consente una riduzione di uva per pianta con risultati eccellenti sui vini ottenuti.</p>
<p>Invito tutti i lettori e le lettrici di <strong>Wine is Love</strong> a trascorrere una giornata al Feudo Principi di Butera per riscoprire sapori e profumi di una terra così preziosa quale è la Sicilia e godere della tranquillità e della speciale ospitalità che destiniamo a nostri clienti&#8221;.</p>
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		<title>Una scuola di fotografia alla Fotovendemmia</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Oct 2010 10:36:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Castello d'Albola]]></category>
		<category><![CDATA[casa vinicola zonin]]></category>
		<category><![CDATA[castello d'albola]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[fotovendemmia 2010]]></category>
		<category><![CDATA[Le tenute]]></category>
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		<description><![CDATA[Hanno partecipato alla Fotovendemmia nella tenuta di Castello di Albola anche alcuni studenti della scuola di fotografia di Firenze Deaphoto. Le fasi della raccolta dell&#8217;uva e i volti del vendemmiatori hanno ispirato gli scatti di questi bravi fotografi. Eccone alcuni. La raccolta dell&#8217;uva di Alberto Ianiro. Momenti conviviali catturati da Francesca Ronconi. Filari a perdersi di Giovanni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Hanno partecipato alla Fotovendemmia nella tenuta di <strong>Castello di Albola</strong> anche alcuni studenti della scuola di fotografia di Firenze <a href="http://www.deaphoto.it/">Deaphoto</a>. Le fasi della raccolta dell&#8217;uva e i volti del vendemmiatori hanno ispirato <a href="http://www.deaphoto.it/Galleria%20Mostre/Fotovendemmia%202010/index.html">gli scatti</a> di questi bravi fotografi.</p>
<p>Eccone alcuni.</p>
<p>La raccolta dell&#8217;uva di <a href="http://www.deaphoto.it/Galleria%20Mostre/Fotovendemmia%202010/content/Alberto_Ianiro_large.html">Alberto Ianiro</a>.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.deaphoto.it/Galleria%20Mostre/Fotovendemmia%202010/content/Alberto_Ianiro_large.html"><img class="aligncenter size-full wp-image-1018" title="Alberto Ianiro" src="http://www.wineislove.it/wp-content/uploads/2010/10/Alberto-Ianiro.png" alt="" width="301" height="200" /></a></p>
<p>Momenti conviviali catturati da <a href="http://www.deaphoto.it/Galleria%20Mostre/Fotovendemmia%202010/content/Francesca_Ronconi_large.html">Francesca Ronconi</a>.</p>
<p><a href="http://www.deaphoto.it/Galleria%20Mostre/Fotovendemmia%202010/content/Francesca_Ronconi_large.html"><img class="aligncenter size-full wp-image-1021" title="Francesca Ronconi" src="http://www.wineislove.it/wp-content/uploads/2010/10/Francesca-Ronconi.png" alt="" width="301" height="200" /></a></p>
<p>Filari a perdersi di <a href="http://www.deaphoto.it/Galleria%20Mostre/Fotovendemmia%202010/content/Giovanni_De_Leo_large.html">Giovanni Di Leo</a>.</p>
<p><a href="http://www.deaphoto.it/Galleria%20Mostre/Fotovendemmia%202010/content/Giovanni_De_Leo_large.html"><img class="aligncenter size-full wp-image-1023" title="Giovanni Di Leo" src="http://www.wineislove.it/wp-content/uploads/2010/10/Giovanni-Di-Leo.png" alt="" width="304" height="203" /></a></p>
<p>Un sorriso per <a href="http://www.deaphoto.it/Galleria%20Mostre/Fotovendemmia%202010/content/Michelangelo_Chiaramida_large.html">Michelangelo Chiaramida</a>.</p>
<p><a href="http://www.deaphoto.it/Galleria%20Mostre/Fotovendemmia%202010/content/Michelangelo_Chiaramida_large.html"><img class="aligncenter size-full wp-image-1025" title="Michelangelo Chiaramida" src="http://www.wineislove.it/wp-content/uploads/2010/10/Michelangelo-Chiaramida.png" alt="" width="302" height="200" /></a></p>
<p>Il trattore al lavoro di <a href="http://www.deaphoto.it/Galleria%20Mostre/Fotovendemmia%202010/content/Sandro_Bini_large.html">Sandro Bini</a>.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.deaphoto.it/Galleria%20Mostre/Fotovendemmia%202010/content/Sandro_Bini_large.html"><img class="aligncenter size-full wp-image-1027" title="Sandro Bini" src="http://www.wineislove.it/wp-content/uploads/2010/10/Sandro-Bini.png" alt="" width="303" height="199" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Mani al lavoro per <a href="http://www.deaphoto.it/Galleria%20Mostre/Fotovendemmia%202010/content/Sara_Severini_large.html">Sara Severini</a>.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.deaphoto.it/Galleria%20Mostre/Fotovendemmia%202010/content/Sara_Severini_large.html"><img class="aligncenter size-full wp-image-1028" title="Sara Severini" src="http://www.wineislove.it/wp-content/uploads/2010/10/Sara-Severini.png" alt="" width="299" height="201" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Il più bel grappolo è di <a href="http://www.deaphoto.it/Galleria%20Mostre/Fotovendemmia%202010/content/Silvia_Berretta_large.html">Silvia Berretta</a>.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.deaphoto.it/Galleria%20Mostre/Fotovendemmia%202010/content/Silvia_Berretta_large.html"><img class="aligncenter size-full wp-image-1029" title="Silvia Berretta" src="http://www.wineislove.it/wp-content/uploads/2010/10/Silvia-Berretta.png" alt="" width="302" height="199" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Un scorcio di vigneto di <a href="http://www.deaphoto.it/Galleria%20Mostre/Fotovendemmia%202010/content/Silvia_Giannini_large.html">Silvia Giannini</a>.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.deaphoto.it/Galleria%20Mostre/Fotovendemmia%202010/content/Silvia_Giannini_large.html"><img class="aligncenter size-full wp-image-1030" title="Silvia Giannini" src="http://www.wineislove.it/wp-content/uploads/2010/10/Silvia-Giannini.png" alt="" width="301" height="201" /></a></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Grazie</strong> a Deaphoto e ai suoi studenti.</p>
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		<title>Twenty years in Barboursville Vineyards</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Feb 2010 08:26:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Paschina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le tenute]]></category>
		<category><![CDATA[Ospiti]]></category>
		<category><![CDATA[america]]></category>
		<category><![CDATA[barboursville]]></category>
		<category><![CDATA[luca paschina]]></category>
		<category><![CDATA[stati uniti]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
		<category><![CDATA[virginia]]></category>

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		<description><![CDATA[Luca Paschina, direttore di Barboursville Vineyards, la tenuta della famiglia Zonin in Virginia, racconta per la prima volta su Wine is love la sua vita a Barboursville (qui una piccola introduzione). It can be complicated to write about twenty years of your life, especially if you try to be clever, funny or creative about it and [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Luca Paschina, direttore di <a href="http://www.barboursvillewine.com/" target="_blank">Barboursville Vineyards</a></em><em>, la tenuta della famiglia Zonin in Virginia, racconta per la prima volta su Wine is love la sua vita a Barboursville (<a href="http://www.wineislove.it/un-salto-oltreoceano" target="_blank">qui una piccola introduzione</a></em><em>). </em></p>
<p>It can be complicated to write about twenty years of your life, especially if you try to be clever, funny or creative about it and then more likely you will be distorting it.</p>
<p>I believe instead in writing about it in a truthful way, as it naturally flows from my heart and memory.</p>
<p>I arrived in Virginia <strong>in the summer of 1990</strong> with the mission of consulting the Zonin Family for a 3 month period. That particular harvest, my first here, coincidentally was recently described by the few seasoned local vintners as one of the worst in the past three decades.<br />
I still concur that 1990 was a vintage to forget and yet back then I had a sense that Virginia and especially this site had a much greater potential that needed to be better understood, nurtured and brought to life.</p>
<p>It was during a beautiful mid October evening, on the eve of my return to Italy, that I clearly had a calling and a wish to return and implement the needed changes to allow this wine estate to shine with its true colors and potential.</p>
<p>Virginia intrigued me not just for the wine potential but as well for <strong>the richness of the landscape</strong>, amazing native brook trout fly-fishing stream,<strong> history</strong> and <strong>the kindness of the people</strong>.</p>
<p>I was painlessly hooked.</p>
<p>A few days later upon my return to Italy I spent an afternoon sharing my findings and suggestions with founder Gianni Zonin about the winemaking, and  grape growing tactics needed in Virginia.<br />
This was a <strong>very important meeting</strong> because it allowed me to understand that he was the kind of person I would gladly work with, since his principles and goals were something my father would have shared and required from me as a young winemaker.  Furthermore meeting all of the many family members involved in the wine estate, Casa Vinicola Zonin, gave me a sense that I was not engaged and sent by only one man, instead by a whole family.</p>
<p>Shortly after that meeting I returned to Virginia and I recall spending almost the entire winter in the vineyards pruning the vines of Barboursville. It was very inspiring and gave me a time to process a lot of thoughts about my present and dreams about the future here <strong>in this new home </strong>called Virginia.</p>
<p>The plan laid out in Italy with Mr. Gianni Zonin required a <strong>drastic introduction of new techniques, yet inspired by tradition</strong>, of planting, spacing the vines, pruning, fertilization, defoliation, all of them so new to Virginia that we even received benevolent, yet negative criticism from some skeptical grape-growers.</p>
<p>Like a young and vigorous vine I was fully involved mentally and physically with all of the aspects of this vibrant activity, growing, fermenting, bottling, selling and promoting.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.flickr.com/photos/zonin/2898663670/in/set-72157607052972982/" target="_blank"><img class="aligncenter size-full wp-image-784" title="barboursville" src="http://www.wineislove.it/wp-content/uploads/2010/01/barboursville.jpg" alt="" width="430" height="287" /></a></p>
<p>It was promoting and sharing the wine that gave me<strong> an opportunity to meet a lot of people</strong>, understand their taste for wine, meet with local chefs, and ultimately have the pleasure to meet Patricia, who later became my wonderful wife.</p>
<p>As the years and vintages followed with them arrived children, the first important national and international wine awards, the comforting and so enjoyable and frequent visits from my parents and the Zonin family and of course along came some challenges which were all overcome by using the increasing patience, wisdom and finding the right and skilled people to help for the growth of this place.</p>
<p>Still, the most important thing we had to create was <strong>the style of the wine</strong> and <strong>to express the flavor of this estate</strong>.</p>
<p>For the style, instead of growing what the market wanted to drink, we chose to plant several varietals of grapes and then allowed the land and the climate to shape them, and this is how we learned to concentrate mainly on pinot grigio, viognier, cabernet franc, nebbiolo and a Bordeaux blend Octagon.<br />
The use of traditional wine practices was then simply applied resulting in wines that truly could shine with food at the table. Still today, at home with food or at <strong>our Palladio restaurant</strong> is where I can better understand the wines of Barboursville.</p>
<p>For the flavor of the estate we simply had to carefully build new structures that fit and respected the territory and the architectural tradition. Furthermore we carefully maintained the existing historic buildings on the estate and brought back to life the original and ancient gardens.<br />
This has been the inspiring approach of the Zonin Family in shaping all of their nine wine estates for several decades in Italy, respect for the territory, local traditions and <strong>love for the land, the wine and culinary arts</strong>.</p>
<p>With the creation of our Palladio Restaurant and the reopening to guests of the historic Inn I truly believe that now anybody can come and essentially breathe, see, taste and feel the flavors, shapes, colors, sounds and emotions that this place is all about.</p>
<p>Thank you, to all of you who have been part of this<strong> twenty years</strong>, visitors, family, friends, colleagues.</p>
<p>You all have been and are part of this wonderful, still growing dream called life.</p>
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		<title>Wine is Love: il perché di un nome.</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Sep 2008 14:53:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cosa c'è in bottiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Il mestiere dell'enologo]]></category>
		<category><![CDATA[In primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[L'editoriale]]></category>
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		<description><![CDATA[La voglia di aprire un blog ce lʼho ormai da qualche anno. Internet sta diventando rapidamente il mezzo di informazione più ricco e potente del mondo: milioni di persone parlano e scrivono di qualunque argomento tra cui non può mancare, ovviamente, il vino. Oggi, per chi produce vino, non è pensabile non esserci, non entrare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La voglia di aprire un blog ce lʼho ormai da qualche anno. Internet sta diventando rapidamente il mezzo di informazione più ricco e potente del mondo: milioni di persone parlano e scrivono di qualunque argomento tra cui non può mancare, ovviamente, il vino.</p>
<p>Oggi, per chi produce vino, non è pensabile non esserci, non entrare in questa gigantesca piazza dove confrontarsi apertamente con sommeliers, critici, enologi, ristoratori, appassionati. Stare tra la gente è la missione del vino, quale strumento migliore di Internet e di un blog per realizzare questa missione e<br />
avvicinare il vino alle persone?</p>
<p>Dicevo, la voglia di aprire un blog ce lʼavevo ormai da un poʼ, quando siamo arrivati a doverlo fare si è posto il problema del nome: come chiamare questo blog?</p>
<p>Ci abbiamo pensato a lungo, alla fine Wine is Love  mi è sembrato racchiudere tutte le motivazioni che mi hanno portato ad aprire questo spazio. Lʼamore per il vino è la storia della mia famiglia da sette generazioni, il vino è fatto di amore, per la terra, le radici, la storia, le tradizioni, la cucina;  infine un nome inglese,<br />
nonostante qui scriverò prevalentemente in italiano, è una porta già aperta verso una conversazione ancora più grande.</p>
<p>Spero il nome piaccia anche a voi.</p>
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