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USA, le 3 L per sopravvivere alla crisi

10-12-2008

Sono appena rientrato da un veloce viaggio negli US (ne ho parlato anche tre mesi fa).
Qualche ora a NYC, quasi un giorno a Miami ed un paio ad Orlando.

Dico sempre che NYC non sono gli Stati Uniti, non c’entra niente ed è poco rappresentativa di questo Paese. E’ una realtà a sè, diversa da tutto il resto del mondo. Si ama o si odia.
Personalmente, anche perchè ci ho vissuto per qualche anno, è una città che ho ed avrò perennemente nel cuore.
Purtroppo ho respirato poco l’aria newyorkese, ma come al solito riesce a stupirmi.
Una veloce camminata per la 5th Avenue, negozi pieni (merito anche degli sconti!), ristoranti rinomati pieni (ma non in overbooking), per il resto buona affluenza.
In sintesi, un pò di crisi c’è, ma non troppa! E’ anche vero però che il prezzo medio si sta leggermente abbassando nei wine stores: ormai il segmento quotidiano dei vini di qualità si sta schiacciando intorno ai 15$, contro i 20$ degli utlimi anni, ma è ancora un posizionamento accettabile per un produttore (corrisponde poi allo stesso prezzo con il quale il ristoratore può lavorare “al bicchiere”, grande driver delle vendite on premise e grande veicolo di visibilità per il marchio).

Miami è stata quasi altrettanto veloce, e darei lo stesso giudizio che vale per NYC: chi lavora bene non ha nessun problema. Ho girato 5 tra i più bei ristoranti di Miami, tutti pieni (è anche vero che coincideva con l’inaugurazione di Art Basel), ma chiacchierando con i proprietari nessuno si lamentava della famosa crisi.

Terminato il breve viaggio ad Orlando, patria di DisneyWorld (pienone di visitatori) ma più importante per noi sede di Darden, la più importante catena di ristornati del mondo. Forse la maggior parte di voi la conoscerà per marchi quali Olive Garden e Red Lobster, per un totale di circa 1200 locations! Comunque parco divertimenti pieni, mall pieni e outlet pieni!

Non vorrei qui esagerare con l’ottimismo, la crisi c’è, inutile negare, ma quello che mi mantiene ottimista sono le dimensioni del mercato del vino: visto da un piccolo produttore come noi (qui qualcuno potrebbe sorridere, ma quando ci si rende conto che i grandi produttori oltreoceano fatturano da 1 a 3 miliardi di dollari a testa…..) significa un oceano di opportunità, tutte da cogliere.

Molti mercati sono in crescita, sta alle nostre capacità saper cogliere le giuste occasioni. Quello che ho sentito dire dai ristoratori può tranquillamente essere applicato al mondo del vino: i migliori andranno sempre bene, anzi meglio!
E come vale per il piccolo ristorante gourmet di Miami o per Olive Garden (sta andando benissimo e continua ad aprire punti vendita!), così vale per noi produttori, grandi e piccoli.
Qualità dei prodotti, tante buone idee, e come dice mio padre le 3L di ogni successo: Lavoro, Lavoro e Lavoro!
In bocca al lupo.