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	<title>Wine is love &#187; vendemmia maremma</title>
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	<description>Il blog di Francesco Zonin</description>
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		<title>La vendemmia in maremma &#8211; Aspettando il Sangiovese…</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Oct 2008 12:45:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Ferrante</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dalle nostre tenute]]></category>
		<category><![CDATA[Ospiti]]></category>
		<category><![CDATA[rocca di montemassi]]></category>
		<category><![CDATA[vendemmia 2008]]></category>
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		<description><![CDATA[La vendemmia, specialmente in un‘azienda giovane e in tumultuosa crescita come Rocca di Montemassi, è la raccolta dell’uva, ma anche una raccolta di emozioni e suggestioni, positive e negative, che si susseguono e si  accumulano durante un anno di lavoro, per poi trovare il loro compimento nel momento stesso in cui l’uva arriva in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>vendemmia</strong>, specialmente in un‘azienda giovane e in tumultuosa crescita come <a href="http://www.roccadimontemassi.it/home.aspx" target="_blank">Rocca di Montemassi</a>, <strong>è la raccolta dell’uva, ma anche una raccolta di emozioni e suggestioni</strong>, positive e negative, che si susseguono e si  accumulano durante un anno di lavoro, per poi trovare il loro compimento nel momento stesso in cui l’uva arriva in cantina e lo zucchero del frutto si trasforma nell’alcool del vino.</p>
<p><em>Ero timoroso prima della vendemmia 2008</em>:</p>
<p>è la mia sesta vendemmia in queste terre e mai si era presentato un simile andamento stagionale.<br />
Infatti ad un<strong> </strong>germogliamento molto anticipato e ad una fioritura incredibilmente abbondante è seguito un periodo di 45 giorni, dall’inizio di maggio alla metà di giugno, insolitamente fresco e piovoso.<br />
Tutto questo ha sì ridotto e controllato  le produzioni che la fioritura preannunciava eccessive, ma ci ha anche consegnato <strong>uno sviluppo vegetativo e un portamento della pianta assolutamente inusitato per una zona calda e asciutta come la Maremma:  piante rigogliosissime, una vegetazione inarrestabile, una copertura fogliare tipica di zone fresche del nord Italia</strong>.<br />
L’ottima estate, non esageratamente calda e con elevate escursioni termiche ha poi rimesso a posto le cose, ma <strong>la maturazione è stata generalmente tardiva e un pò lenta</strong>. Abbiamo avuto il sincero timore di non arrivare alla maturazione ottimale e di non  riuscire ad interpretare piante e uva diverse da quelle su cui abbiamo lavorato nei cinque anni precedenti.</p>
<p><em>Ero fiducioso prima della vendemmia 2008</em>:</p>
<p>una buona parte delle vigne inizia ad avere un&#8217;età tra gli otto e i dieci anni e, già dalla scorsa vendemmia, avevo notato alcuni degli inconfondibili <strong>segni di maturità delle piante</strong>, un <strong>sempre miglior equilibrio vegeto-produttivo dei vigneti</strong> e quell’<strong>adattamento al “terroir”</strong> che fa della vite una pianta unica, plastica, in un certo senso magica.</p>
<p><em>Ero curioso prima della vendemmia 2008</em>:</p>
<p>ogni anno abbiamo delle nuove vigne che danno il loro primo frutto. <strong><br />
Quest’anno, in particolare il vigneto “Selvello” ha prodotto i suoi primi grappoli di Syrah e Petit Verdot</strong>, dieci ettari di terra che mi piacciono molto e che sono sicuro daranno grandi soddisfazioni in futuro. E&#8217; strano ma nella viticoltura a volte si ha una incredibile impazienza che gli anni passino&#8230;<br />
Inoltre <strong>abbiamo prodotto il nostro primo Viognier</strong>: vitigno strano, un pò debole e molto diverso dall’autoctono Vermentino. Abbiamo avuto la pazienza di aspettare  un anno in più e ora al suo quarto anno di vita il Viognier ci ha dato la prima produzione. Una scommessa di cui, devo ammetterlo, ho anche dubitato.</p>
<p><a href="http://www.wineislove.it/wp-content/uploads/2008/10/p1010020.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-182" title="p1010020" src="http://www.wineislove.it/wp-content/uploads/2008/10/p1010020-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Il primo di settembre abbiamo finalmente iniziato a raccogliere&#8230;</p>
<p>Per prima la scommessa: il <strong>Viognier</strong>. Posso dire ora una scommessa vinta, una produzione per il momento piccola, ma molto interessante.</p>
<p>Secondo il <strong>Merlot</strong>, ancora meglio dello strepitoso 2007. Il dott. Giacosa ci aveva rassicurato a luglio dicendoci che il Merlot è un “vitigno della pioggia” e che si sarebbe avvantaggiato dell’andamento climatico dell’annata: aveva ragione!</p>
<p>Poi è arrivato un ottimo <strong>Vermentino</strong>, sempre più a suo agio in queste terre e favorito dalla grande escursione termica dell’annata.</p>
<p>E così è stata la volta del  <strong>Syrah</strong>, come sempre a mio avviso il vitigno rosso che meglio si adatta e si esprime in queste terre.</p>
<p>In coda i <strong>Cabernet Franc</strong> e <strong>Sauvignon</strong>, un pò scarsi come produzione, ma davvero promettenti come non mai in termini qualitativi.</p>
<p>Oggi stiamo  raccogliendo il <strong>Petit Verdot</strong>, in termini di uva davvero  il più buono di sempre.</p>
<p>Una ottima vendemmia finora, bagnata da un pò di pioggia, ma non troppa, con molto vento e molto fresco. Un pò tardiva per la verità, ma con un meteo che si preannuncia stabile  a lungo e che ci ha indotto ad aspettare ancora per raccogliere il <strong>Sangiovese</strong>, vitigno per noi importantissimo perché base dei nostri due vini “Focaie” e “Sassabruna”. Vitigno sempre un pò difficile da interpretare e quest’anno particolarmente restio a maturare come vorremmo.<br />
Ci siamo fermati e lo aspettiamo, convinti che arriverà.</p>
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