Tappi: perchè siamo sempre gli ultimi?

Una delle cose che mi è rimasta più impressa dagli ultimi viaggi è vedere come alcuni mercati ormai non più “nuovi” -anzi fondamentali, come Stati Uniti, Canada, Scandinavia, buona parte dell’Europa, ecc.- abbiano un approccio molto più pragmatico al “contenitore” e alla “chiusura” del vino rispetto all’Italia. Mi riferisco al bag in box in Svezia o ancor più al fenomeno dello screw cap, che dal Nord America e dall’Australia sta contagiando tutta l’Asia e l’Europa in generale.

Ecco un paio di foto che ho scattato in un liquor store a Houston, nel reparto dedicato ai vini australiani: impossibile trovare un tappo di sughero!

Rimangono escluse da questo fenomeno la Francia e soprattutto l’Italia. L’unica domanda che mi viene in mente ora è: “Hanno ragione loro o abbiamo ragione noi?”

Personalmente non ho nulla in contrario allo screw cap e credo che dal punto di vista tecnico non abbia niente da invidiare al sughero. Per carità, ci sono dei casi in cui il sughero è insostituibile, ma qui vorrei parlare di vino in generale, non di una piccola percentuale della nostra produzione. Quindi, tornando alla domanda, è solo un fatto culturale nostro e molto probabilmente anche in Italia tra qualche anno si adotteranno sempre più opzioni diverse o, secondo voi, il vino italiano avrà una strada diversa da quella del resto del mondo e ne farà una questione di orgoglio? A torto o a ragione?!?




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