Tasting List 2011: i vostri commenti (II parte)

Eccomi a raccontarvi la seconda tornata di commenti sulla nostra prima tasting list 2011.

Ricordo brevemente a chi ci legge che in degustazione abbiamo inviato il Chianti Classico 2007 di Castello d’Albola e l’Octagon 2006 di Barboursville.

Adriano Bellini, sommelier, ha ricreato un vero e proprio panel una volta ricevuti i vini, con un gruppo di degustazione composto da due sommelier, due giovani suoi ex allievi della scuola alberghiera (che lavorano in due importanti ristoranti di Trieste) e due clienti.

Le impressioni per Castello d’Albola: elegante, inaspettatamente non corposo vista l’alcolicità, dai tannini setosi, abbinato ad un gulasch alla triestina che l’ha esaltato.

Per l’Octagon, profumi persistenti ed esplosioni di sapori in bocca: liquirizia, prugna, ciliegia, vanigliato, è stato definito “quasi un vino da meditazione”, da riassaggiare tra un paio d’anni.

Curiosi di sapere quale fra i due è piaciuto di più? Difficile dirlo, le risposte si sono divise a metà. Interessante però l’osservazione riportata da Adriano: i “meno giovani” del panel hanno scelto il Chianti, gli altri l’Octagon.

Alessia Passatordi sul suo blog Fucsiamerlot definisce il Chianti come un vino “rotondo”, elegante (termine che ricorre nei vostri commenti), un vino a tutto pasto che accompagna i cibi senza coprirne i sapori. Per l’Octagon sceglie invece l’aggettivo “aperto”, accogliente, generoso e con una grande forza alcolica. Sottolinea come – anche questo uno spunto curioso – sia un vino perfetto da bere in due puntate, anche “da giorno dopo”.

Armin Kobler, sul suo blog bilingue, tedesco e italiano, degusta con un panel composto da più persone.

Per il Chianti salta fuori l’aggettivo “pulito”, che ricorda il prato e il fieno. Interessante notare come per la maggior parte dei degustatori non sia stato riconoscibile subito come Chianti, forse per il colore più leggero o per la bassa acidità, come descritto da Armin.

È il turno dell’Octagon, “molto legno in naso”, un vino “pieno” che però secondo Armin non invita ad un secondo bicchiere.

Fabrizio Gallino, dopo aver degustato per primo l’Octagon (qui il riassunto della sua degustazione) mantiene la promessa e ci fa sapere sul suo blog Enofaber cosa ne pensa del Chianti, che definisce come un vino “senza eccessive sovrastrutture, semplice, beverino ma allo stesso tempo discretamente elegante, specchio della territorialità”. Ci ha fatto piacere l’aggettivo utilizzato in chiusura del post: dopo aver sottolineato l’equilibrio dei tannini, Fabrizio lo definisce un vino “convincente”.

Jacopo Cossater descrive la degustazione di entrambi i vini sul suo blog Enoiche Illusioni, non prima di dedicare un commento positivo ed incoraggiante per la nostra iniziativa della tasting.

Il Chianti viene descritto come un vino dalla “grande piacevolezza, composto”. Usa anche l’aggettivo “moderno”, specificando però che con questo non si intende un carattere eccessivamente internazionale, bensì una personalità lineare.

Giudizio finale: “un Chianti di quelli buoni, di grande bevibilità, puliti.”

Per l’Octagon, descrive come ci sia “tanto di molto”, una degustazione “difficile”, un vino potente come pochi che “stordisce per ricchezza materica e alcolicità”, dai profumi di frutti rossi, pepe nero e un tono di inchiostro e vaniglia. L’anima è “cioccolatosa”.

Massimiliano Cochetti, sul suo blog Avvinare degusta l’Octagon e lo descrive al naso come “intenso”: sentori di liquirizia e peperone, dal gusto “piacevole e per niente pesante”. Lo sorprende infatti la bevibilità, dice, con un retrogusto piacevole e lungo. Anche qui è piacevole la chiusura, “un buon biglietto da visita per i vini della Virginia”.

Andrea Petrini su Percorsi Di Vino ci racconta che l’Octagon non lo ha convinto molto, perchè al naso presenta un legno “troppo invadente e coprente” e un gusto che svela “timide sensazioni di ribes, ciliegia, humus e minerale” che secondo Andrea denotano una fase embrionale che cerca ancora “una propria definizione”. Si ripropone di assaggiarlo fra qualche anno, quando – suggerisce – i migliori bordeaux danno il meglio di sè.

Maria Grazia Melegari, sul suo blog Soavemente ci racconta l’Octagon, che le ha lasciato “una traccia nitida” e che ha stuzzicato il suo interesse. Bevuto in due riprese a distanza di 48 ore, il bordolese le ha rivelato “un’insospettata bevibilità a tavola”. In bocca lo decrive di spessore, con tannino setoso. Giudizio finale: piacevole.

Come sempre vi ringrazio per i vostri commenti e la vostra partecipazione e ci tengo ad aggiungere in questo post che “i ritardari” sono sempre i benvenuti: fateci sapere le vostre opinioni post degustazione in qualsiasi momento, come commento sul blog, come post sul vostro blog personale o come testo via mail a blog@zonin.it

Provvederemo a raccogliere gli ulteriori commenti e a presentarveli, come sempre, in diversi post man mano che ci arrivano.



Commenti: 5

  1. Tasting List 2011: i vostri commenti (II parte) | Wine Italy Blog

    [...] Tasting List 2011: i vostri commenti (II parte) This entry was posted in 2011, Bordeaux, Google, In primo piano, Italia, Merlot, Personal, Port, [...]

  2. riccardo pastore

    Ciao, chiedo scusa del ritardo ma alla fine ce l’abbiamo fatta!
    http://riccardopastore.wordpress.com/2011/06/01/tastinglistzonin-2011/

  3. redazione

    Grazie Riccardo per la partecipazione al panel e per il post con la degustazione. Alla prossima!

  4. Andywine

    So di essere in super-ritardo, ma sono finalmente riuscito ad organizzare la degustazione raggruppando gli ultimi due TASTING proposti.
    Spero che il ritardo possa essere utile per verificare meglio l’evoluzione dei prodotti,
    Il panel era composto da un paio di sommelier (me compreso) e altri appassionati, Abbiamo iniziato la serata con l’assaggio dei 4 vini alla cieca e poi una cenetta per abbinare ai vini numerose tipologie di formaggi.
    Tutti i partecipanti ringraziano per la possibilità avuta di assaggiare dei prodotti così interessanti.

    Ecco le impressioni che sono emerse:

    1 – Castello di Albola – Chianti Classico 2007

    Colore scarico ma vivace, profumi fruttati con una leggera vena speziata, mediamente strutturato con buona freschezza e discreta tannicità.
    Un po’ scarico di colore ma decisamente pulito e gradevole, un vino che definiremmo “perfettino” (in senso positivo), dato che, pur non eccedendo nelle prestazioni, ha un bel equilibrio complessivo e una buona bevibilità..

    2 – Rocca di Montemassi 2007

    Colore intenso rubino con leggera sfumatura granata, profumi decisi di frutta cotta, buona presenza di tannini ben levigati, discreta morbidezza e freschezza, buona la persistenza in bocca. Un vino di buona struttura ancora in fase di ammorbidimento, i profumi erano buoni ma un po’ monocorde, mancano un pochino di complessità, complessivamente un buon prodotto che può ancora migliorare.

    3 – Feudo Principi di Butera Symposio 2008

    Molto intenso, rubino profondo con riflessi granati, profumi decisi e abbastanza complessi, da frutta a spezie a leggera mineralità, buona la freschezza con tannini possenti ma eleganti , struttura interessante, persistente. Direi che ha un complessivo buon equilibrio tra i profumi e il gusto, ottimo prodotto.

    4 – Octagon – Barboursville (Virginia USA) – 2006

    Intenso rubino con leggera vena granata, profumi complessi ed evoluti, sentori speziati e balsamici, sul sottofondo frutta cotta e confettura. Particolarmente tannico ma setoso, molto strutturato e potente, buon finale in bocca ma non particolarmente lungo, rimane solo il ricordo dell’impatto iniziale. Un vino dal grande impatto sensitivo ma che non ha la persistenza che ci si aspetterebbe.

    Andrea (Wine)

  5. Francesco Zonin

    Ciao Andywine, non ti preoccupare per il “super-ritardo”: nuove impressioni sono sempre ben accolte!

    Il tuo commento mi ha interessato particolarmente e mi ha fatto riflettere sulla mia “esperienza” di questi 4 vini che amo da sempre.
    A questo proposito, ad esempio, ti inviterei a degustare a breve il Chianti Classico DOCG 2008 Le Ellere di Castello d’Albola, nelle enoteche e, da quest’anno, nei reparti Esselunga dedicati al vino, per capire se le tue impressioni gusto-olfattive restano allineate a quelle avute assaggiando il 2007, simili alle mie, o ancora diverse. Spero così potremo tornare ad incontrarci presto per parlarne…
    Stiamo pensando infatti alla prossima tasting list: spero di avere un tuo ulteriore commento per approfondire la discussione sul Sangiovese, vitigno che mi sta molto a cuore e che in casa ha sempre avuto un occhio di riguardo.
    Anche l’Octagon di Barboursville Vineyards, nel frattempo, continuerà il suo affinamento e, non ultime, mi auguro che le nuove annate di Symposio del Feudo Principi di Butera e di Rocca di Montemassi della tenuta maremmana omonima, ci riservino delle ottime sorprese a Vinitaly 2012…
    Alla prossima!

    Francesco



Lascia un commento


*obbligatori