Terroir: il clima

Il clima costituisce uno dei fattori principali che caratterizza un “terroir”.

La vite, le cui origini sono caucasiche, è una pianta che ama il caldo temperato e normalmente soffre l’eccesso di umidità.

Pur con differenze che dipendono dalle specifiche esigenze di una data varietà/clone, e dallo stato di salute della pianta, sono noti dei limiti come possibilità di coltivazione della pianta. Questi riguardano principalmente le temperature minime sopportabili che, per la Vitis vinifera europea, non debbono scendere al di sotto dei -15° C.

Le temperature elevate, nell’ambito mediterraneo, raramente danneggiano la vite ma, occorre considerare che quando vengono superati i 35° C la funzione clorofilliana rallenta e diminuisce l’efficienza della pianta.

Quando poi le temperature raggiungono livelli ancora più elevati e per lunghi periodi in condizioni siccitose, la vite non lavora più, la maturazione dell’uva si blocca e, anche posticipando la vendemmia, i tannini risultano comunque amari, verdi ed astringenti e l’eventuale aumento degli zuccheri viene determinato solo dalla disidratazione degli acini con perdita di peso.

Si può individuare un limite anche in base alla piovosità che si verifica in un determinato ambiente.

Dipende molto in quale periodo dell’anno avvengono le precipitazioni ma l’esperienza ci suggerisce che sotto i 300 mm di precipitazioni all’anno la vite rischia lo stress idrico e, al di sopra dei 1500 mm la vite stenta a produrre uve di qualità e va incontro a seri problemi sanitari. Il ristagno dell’acqua inoltre può provocare stati di asfissia radicale. Molto dipende dal tipo di terreno, come ad esempio quello di tipo sabbioso o roccioso la cui permeabilità può compensare una elevata piovosità, nonchè dalla giacitura del vigneto/zona poiché se si è in presenza di una sufficiente pendenza viene assicurato lo scolo delle acque in eccesso.

Avendo presenti queste considerazioni possiamo comprendere come siano numerose le situazioni pedo-climatiche e le possibilità per la vite di esprimersi attraverso un frutto a composizione molto differente in base alle caratteristiche del microclima.

Talvolta sono sufficienti piccoli spostamenti nel versante di una collina o in altitudine per trovare condizioni totalmente diverse che possono incidere fortemente sulla qualità dell’uva e sui vini che ne derivano.

Per rendere l’idea dell’importanza del clima di una sigola zona, passerei in rassegna ad alcuni aspetti del clima dopo aver accennato ai due principali costituiti dal calore e dalla piovosità:

1) Ventosità: dipende dall’intensità del vento; una costante e moderata ventilazione diminuisce enormemente lo sviluppo delle crittogame (peronospora, botrite, ecc.) riducendo la necessità di trattamenti antiparassitari.

2) Luce: la vite ama gli ambienti con molta luce e il maggior numero di giornate di sole. La luce solare è benefica per l’aspetto sanitario delle uve, per l’accumulo degli zuccheri e per la qualità e quantità dei tannini e degli antociani (sostanza colorante).

3) Brinate: sono molto dannose quelle primaverili poiché danneggiano i nuovi germogli determinando anche la perdita della produzione dell’anno.

4) Nebbia: significa umidità e poca luce per cui aumenta il rischio sanitario per la maggioranza delle varietà di vite.

5) Grandine: le grandinate leggere nel periodo vegetativo della vite danneggiano l’apparato fogliare ed in seguito i grappoli in fase di maturazione. Causano perdita di prodotto e problemi fitosanitari. Le grandinate più consistenti possono danneggiare la vite non solo per l’anno in cui si verificano ma anche perturbare l’equilibrio della pianta negli anni successivi.

6) Neve: nel periodo invernale ha solo effetti benefici.

Risulta evidente che tutti i fattori di cui abbiamo parlato, il clima, il terreno, l’altitudine, il vitigno ma anche l’opera dell’uomo costituiscono un sistema interdipendente per cui ogni fattore influenza gli altri e determina un’infinità di situazioni che caratterizzano un vino rendendolo intrigante, originale, e pieno di cultura e di fascino.


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