Un racconto dalla European Wine Bloggers Conference

La sala è già piena e non sono neanche le nove di mattina: c’è un vociare confuso di attesa che però mi permette di distinguere gli accenti stranieri infilati in un inglese il più delle volte perfetto. Trenta i Paesi riuniti nelle bellissime sale del Palazzo di Schönbrunn di Vienna grazie all’iniziativa e all’organizzazione di Gabriella e Ryan Opaz, ideatori di catavino.net, e di Robert McIntosh di The Wine Conversation, per scambiarsi idee, conoscenze, opinioni e prospettive in occasione dell’European Wine Bloggers Conference 2010. Le stanze sono inondate da un sole inaspettato che fa brillare ancora di più i bicchieri da degustazione sui tavoli: ognuno col suo computer, il suo iPhone, il suo iPad inizia quest’avventura ascoltando e scrivendo di vino e Internet che vanno a braccetto, guardandosi attorno per indovinare facce fino ad allora familiari solo digitalmente.
La conferenza comincia così e dura tre giorni, dal 22 al 24 ottobre, toccando diverse tematiche. Gli interventi di Massimo Travostino dello studio legale Pecoraro-Travostino e David Honig, fondatore e CEO di Palate Press sulle Creative Commons, licenze copyright che permettono di pubblicare immagini di terzi su blog e siti, hanno coinvolto un pubblico assetato di giuste direzioni da prendere in campo legale. La Burgundy School of Business ha portato Case Study sui viaggi stampa orientati alla visita di vigne e un approfondimento sulla parte grafica delle etichette dei vini che ha interessato i professionisti del Marketing e della Comunicazione. Evan Shnittman, Managing Director della Bloomsbury Books, ha sviscerato punti forti e punti deboli delle piattaforme multimediali per la pubblicazione di contenuti e in special modo di libri, presentando l’approccio delle compagnie Apple, Amazon e Google.
C’è stato il Tasting tecnico di vini del Cile condotto magistralmente da Michael Cox, Direttore Europeo di Wines of Chile, ma si è parlato anche di vini austriaci ovviamente con Willi Klinger dell’Austrian Wine Marketing Board e Rowan Gormley di Naked Wines. E poi la degustazione di vini da tutto il mondo nelle pause pranzo, le gite alle vigne delle regioni austriache, lo scambio di informazioni fra professionisti ed appassionati.
Cosa ho imparato: mai fare editing su contenuti di terzi in un blog e informarsi sempre sulla provenienza delle immagini che si pubblicano, credere fermamente nel fatto che digitale e carta stampata possano convivere, ricordarsi dell’importanza di una stretta di mano e di un contatto umano, assaporare e respirare ogni singola componente del vino che si sta sorseggiando senza fretta, con attenzione quasi maniacale, per non perdersi nulla. Soprattutto, tenere ben presente sempre che, se la tecnologia digitale ci ha aperto magnifici orizzonti grazie a metodi di comunicazione sempre più nuovi e veloci, il vino è storia, amore e passione, difficile da capire se non lo si prova – e ce lo si racconta – di persona e con il cuore, anche grazie a queste bellissime iniziative.
La prossima EWBC si terrà finalmente in Italia, in Franciacorta, dal 14 al 16 ottobre 2011: www.winebloggersconference.org/europe.













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