29-01-2010

Un salto oltreoceano

Nel 1969, quando mio padre decise di investire in vigna per avere il controllo diretto e totale della filiera (unico modo per garantire la qualità delle uve e quindi del vino) partì dal Friuli con l’idea di raggiungere le regioni a più alta vocazione vitivinicola d’Italia.
Nel 1970 acquistò la Tenuta Ca’ Bolani, nel 1979 Castello d’Albola, nel 1980 Abbazia di Monte Oliveto, nel 1985 Castello del Poggio, nel 1987 la Tenuta Il Bosco, nel 1997 Feudo Principi di Butera, nel 1999 Rocca di Montemassi e nel 2000 Masseria Altemura completando un impegno trentennale che oggi va sotto il nome di Gianni Zonin Vineyards.

Tra tutte queste tappe ne manca una, forse la sfida più grossa, una scommessa quasi folle che si chiama Barboursville Vineyards, in Virginia. Era il 1976, la “vitis vinifera” non esisteva in quello stato ed occorrevano 3 aerei ad elica per arrivarci, un viaggio infinito. Ma c’era tanta storia, e c’era la scommessa addirittura di un Presidente americano, Thomas Jefferson, che in quella terra si sarebbero potuti produrre vini di assoluta eccellenza. Il cammino è stato lungo e le sfide da vincere molto più numerose e dure del previsto, ma oggi Barboursville Vineyards rappresenta un bellissimo gioiello dentro il mondo Gianni Zonin Vineyards.
E ne sono convinto, quando dico che questa storia fantastica non si sarebbe potuta scrivere senza una persona che ha guidato per mano questa azienda, portandola dal totale anonimato (sia di nome che di qualità dei vini) alla ribalta in Virginia, nelle East Coast, ed oggi in tutti gli Stati Uniti. Sto parlando di Luca Paschina, il General Manager e Wine Maker di Barboursville, un “ragazzo” di Alba che ha trovato nuove radici al di là dell’Atlantico (Luca mi perdonerà il “ragazzo” virgolettato… ma ci prendiamo sempre in giro!).
Oggi Barboursville Vineyards e Luca Paschina sono un binomio ormai inscindibile.

Non dico altro, ho chiesto a Luca di pubblicare qualcosa sul mio blog perchè quest’anno festeggerà con noi la sua ventesima vendemmia a Barboursville Vineyards, e lunedì racconterà qui, in inglese, i suoi primi vent’anni tra quelle vigne.
Aggiungo solo una cosa: grazie di tutto Luca!

Barboursville Vineyard

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Un commento al post “Un salto oltreoceano”

  1. Wine is love - Il blog di Francesco Zonin » Blog Archive » Twenty years in Barboursville Vineyards ha detto:

    [...] Myfeudo: il primo vino open source Un salto oltreoceano » [...]

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