Vino: gli scambi internazionali nel 2010

È in positivo la somma delle esportazioni vinicole di tutti i paesi del mercato mondiale: raggiunge nel 2010 un +6,7% rispetto al 2009.

I paesi esportatori hanno affrontato la crisi in due modi: cercando di mantenere lo stesso livello di domanda abbassando i prezzi medi dei vini in distribuzione o mantenendo i prezzi medi e rischiando di vedere ripercuotersi sui distributori una riduzione della domanda.

Italia, Australia e Cile hanno optato per la prima soluzione, mentre Spagna e Francia hanno scelto la seconda.

Si può certamente dire che nel 2010 tutti i principali paesi esportatori sembrano beneficiare, in misura diversa, di una ripresa degli scambi, ma ciò sta accadendo maggiormente per i paesi tradizionalmente produttori (cioè Europei) rispetto all’emisfero sud e agli Stati Uniti (cioè il contrario del fenomeno degli ultimi 15 anni).

Hanno resistito meglio alla crisi in quanto a volume, tenuto conto del potenziale di esportazione, il Cile, l’Italia, la Nuova Zelanda e poi, distaccate, l’Australia e la Germania.

Hanno quasi recuperato le perdite nel 2010 la Spagna e, seppur in misura minore, la Francia.

Tutti gli altri Paesi escono da questi due anni di crisi ancora in perdita in termini di volume esportato, in particolare l’Argentina e gli Stati Uniti.

Leggendo la nota di congiuntura mondiale marzo 2011 dell’Organisation Internationale de la Vigne et du Vin e le relative tabelle di esportazione, le previsioni di volumi esportati per la Francia sono di 13,5 Miohl e coprono una quota di mercato mondiale del 15%, per l’Italia sono di 20,6 Miohl e coprono una quota di mercato mondiale del 22%, per la Spagna di 16,9 Miohl e una quota di mercato del 18%. Questi Paesi, primi in lista, sono seguiti, seppur con grande distacco, da Germania, Portogallo, Ungheria, Romania, Bulgaria, America del Sud, Stati Uniti.

Le previsioni, vista la ripresa degli scambi, dovrebbero essere ottimistiche.

Voi cosa ne pensate?


Commenti: 2

  1. Vino: gli scambi internazionali nel 2010 | Wine Italy Blog

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  2. Paola

    Penso che tutto il mondo stà cercando di contenere i prezzi: il vino italiano costa meno e così si esporta di più. Bene dal lato del mercato, ma dal lato del produttore se il vino viene venduto ad un prezzo medio più basso giocoforza saranno remunerate meno le uve prodotte. Per la gioia dei produttori che già fanno fatica a trarre reddito dalle proprie aziende.



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